

La gestione della sicurezza antincendio all’Azienda Ospedaliera Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" di Salerno finisce al centro di una nuova polemica politica e organizzativa. A sollevare il caso è Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc, Unione di Centro, che ha chiesto l’annullamento degli atti firmati dall’ex direttore medico di presidio Walter Longanella, il cui rapporto contrattuale sarebbe stato recentemente dichiarato nullo. Al centro della vicenda ci sono, in particolare, i provvedimenti relativi allo spostamento di personale tecnico specializzato della squadra antincendio dal presidio ospedaliero di Salerno a quello di Mercato San Severino. Una riorganizzazione che, secondo Polichetti, avrebbe inciso in maniera significativa sull’assetto della sicurezza interna del "Ruggi", struttura che per complessità, dimensioni e attività assistenziale necessita di un dispositivo antincendio stabile, efficiente e operativo nell’arco delle 24 ore. La questione posta dall’esponente dell’Udc è soprattutto di natura giuridica e amministrativa. Secondo Polichetti, se il contratto dell’ex dirigente viene considerato privo di effetti, cioè giuridicamente inesistente, anche gli atti adottati durante quel periodo dovrebbero essere sottoposti a verifica e, se necessario, annullati.
Da qui la richiesta di far rientrare immediatamente a Salerno le unità trasferite, ripristinando un assetto ritenuto più adeguato alle esigenze di sicurezza del principale presidio ospedaliero salernitano. "Se un incarico viene considerato nullo, bisogna avere il coraggio di affrontare le conseguenze di tutti i provvedimenti prodotti", ha dichiarato Polichetti, chiedendo chiarezza sugli atti adottati e sulle scelte organizzative che hanno riguardato il personale antincendio. Secondo quanto denunciato, la riorganizzazione avrebbe indebolito il dispositivo di sicurezza del "Ruggi", che avrebbe bisogno di una squadra composta da 25 unità per garantire una copertura continuativa, giorno e notte. Le scoperture, sempre secondo la ricostruzione dell’esponente politico, avrebbero costretto l’azienda a ricorrere anche a personale sanitario dei reparti per sopperire alle esigenze del servizio antincendio. Un passaggio che apre un interrogativo delicato: quello della piena idoneità degli operatori impiegati, della formazione ricevuta e della coerenza tra mansioni effettivamente svolte e responsabilità assegnate. In un ospedale, dove la sicurezza riguarda pazienti, personale sanitario, visitatori e interi reparti, ogni scelta organizzativa deve poggiare su criteri chiari, verificabili e pienamente conformi alle norme.
"Non parliamo di semplici dinamiche burocratiche, ma della sicurezza di pazienti e sanitari", ha sottolineato ancora Polichetti. "Serve ripristinare immediatamente condizioni organizzative adeguate". La denuncia dell’Udc porta dunque il caso su un piano più ampio, che non riguarda soltanto la validità formale degli atti, ma anche la tenuta complessiva del sistema di prevenzione e gestione delle emergenze all’interno dell’azienda ospedaliera. Il nodo, ora, è capire se l’attuale organizzazione della squadra antincendio sia realmente in grado di garantire standard adeguati e se gli atti contestati possano continuare a produrre effetti dopo la dichiarata nullità del rapporto contrattuale dell’ex direttore medico di presidio. Una vicenda che chiama in causa responsabilità amministrative, criteri di sicurezza e tutela dei lavoratori. E che, soprattutto, impone una risposta chiara da parte dell’azienda: perchè in un ospedale la sicurezza non può essere considerata una variabile organizzativa, ma una condizione essenziale per il funzionamento dell’intera struttura.
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