

di Massimiliano Catapano
La Salernitana si avvicina alla Semifinale contro l’Union Brescia con il peso delle grandi occasioni e con una certezza in meno in panchina: Serse Cosmi non ci sarà. Il tecnico granata, fermato dalla squalifica, seguirà la gara dalla tribuna dell’"Arechi", vivendo da una posizione insolita una delle partite più delicate della stagione, in uno stadio che si prepara a vestirsi a festa e a spingere la squadra verso un obiettivo che, giornata dopo giornata, è diventato sempre più concreto. Alla vigilia della sfida, Cosmi ha parlato ai canali ufficiali del club, mettendo subito da parte calcoli e analisi troppo sofisticate: "A questo punto della stagione conta poco soffermarsi sui numeri o discutere troppo dei punti forti e deboli degli avversari. Le quattro semifinaliste sono arrivate fin qui perchè hanno dentro la voglia di raggiungere un traguardo che non è ancora vicino, ma che si è certamente avvicinato. Ora conteranno i numeri di queste due partite". Il rammarico più grande, per l’allenatore, resta l’assenza dal campo. Cosmi non ha nascosto la delusione per una squalifica che considera pesante e difficile da accettare: "Più passano le ore e più cresce il dispiacere. Ritengo ingiusto il cartellino giallo ricevuto a Ravenna e trovo assurdo che un allenatore venga trattato come un calciatore, con la squalifica dopo due ammonizioni. È chiaro che anche un tecnico deve mantenere correttezza ed equilibrio, ma il ruolo è diverso. Dopo la partita di Ravenna non ero completamente felice proprio perché sapevo cosa mi sarei perso: vivere dalla panchina dell’Arechi gare di questo tipo è qualcosa che auguro a ogni allenatore".
A guidare la squadra dalla panchina sarà Giuseppe Scurto, vice di Cosmi, nel quale il tecnico ripone piena fiducia. Nessuna sensazione di vuoto, almeno dal punto di vista operativo: "Non lo considero un sostituto. Giuseppe è perfettamente in grado di prendere decisioni durante la partita senza bisogno di continui suggerimenti. Forse i calciatori avranno anche un piccolo vantaggio ad avere lui lì vicino, invece di un rompiscatole come me. Certo, non mi era mai capitato di restare fuori in gare così importanti. Doverlo vivere proprio a Salerno, mentre sento crescere giorno dopo giorno il numero dei biglietti venduti, mi provoca tanta frustrazione. Se si parla di 25mila spettatori, allora diciamo 25mila e uno: non sarò pagante, ma sarò comunque un tifoso". Il Brescia, però, non è avversario da sottovalutare. Cosmi ne conosce storia, ambiente e qualità, e invita a usare il timore nella sua forma più sana: quella del rispetto. "Avere il giusto timore di un avversario non è un limite, ma una forma di rispetto. Noi abbiamo grandissima considerazione della squadra, della società e della piazza di Brescia. Allo stesso tempo, dentro di noi abbiamo tanti motivi per credere di poter passare il turno. Lo stesso pensiero, naturalmente, lo avrà anche il Brescia. Entrambe le squadre sanno di potercela fare e si rispettano molto. A volte questo rispetto aggiunge qualcosa, non toglie nulla".
La Salernitana arriva alla gara dopo un periodo intenso, con quattro partite in quattordici giorni e senza una vera sosta. Un dato che Cosmi legge però più sul piano mentale che su quello fisico. "Da circa venti giorni non ci fermiamo davvero. Anche quando chi ha giocato svolge soltanto lavoro di scarico, non si può parlare di riposo reale. Eppure gli allenamenti mi stanno sorprendendo. Il gruppo lavora sempre su livelli importanti. Chi ha giocato meno ha una voglia enorme di diventare protagonista, mentre chi ha avuto più spazio vuole difendere il proprio posto. Questa è una cosa positiva, perchè vedo tutti spingere nella stessa direzione". Il tecnico insiste proprio sull’unità del gruppo, diventata una delle chiavi del momento granata: "Tutti hanno capito che ciascuno può essere decisivo, anche chi finora ha avuto meno spazio. In questo momento guardo meno l’aspetto fisico e molto di più quello mentale. Non vedo grandi differenze rispetto ad altri pre-partita, anche se è normale che la tensione cresca. Non possiamo dire di essere completamente sereni: la serenità c’è, ma è particolare, perché più vai avanti e più capisci il peso del risultato e cosa potrebbe significare arrivare fino in fondo".
Tra i protagonisti più attesi c’è Roberto Inglese, tornato al gol a Ravenna e indicato da Cosmi come un riferimento tecnico e umano per la squadra. "Per lui è stata una liberazione, e lo è stata anche per un gruppo che ha sempre creduto in questo ragazzo. Ha attraversato momenti molto complicati, non legati soltanto al classico infortunio. Ha avuto un problema particolare, ma ha saputo reagire, allenandosi a lungo e nel modo giusto. Non è ancora al massimo, però ha dimostrato di poter essere decisivo anche quando non è al cento per cento. Era il capitano, la squadra ha ritrovato un leader al quale tutti sono molto legati. E, oltre a questo, è un giocatore forte". A spingere la Salernitana ci sarà un "Arechi" pieno, carico di passione e aspettative. Cosmi, pur costretto a vivere la partita lontano dalla panchina, sente tutta la forza della città: "Voglio nutrirmi della passione e dell’entusiasmo che si respirano. Quando cammino per Salerno, non c’è una persona che non si avvicini. Qualche mese fa lo facevano in modo più discreto, ora in maniera più evidente. Tutti chiedono quello che sappiamo. La responsabilità è enorme, ma l’ho detto dal primo giorno: se devo prendermi una responsabilità, preferisco farlo a Salerno, dove c’è tanta pressione ma anche un amore smisurato. Ed è una condizione indispensabile per sopravvivere, non soltanto vivere, in questo calcio".
Per Cosmi, infine, la sfida con il Brescia porta con sé anche un pezzo di passato. In Lombardia ha vissuto una parentesi importante, lasciando rapporti e ricordi ancora vivi. "Ho conservato legami ultradecennali con tante persone conosciute in quel periodo. Brescia è una città nella quale sono stato bene e sono orgoglioso di essere stato allenatore di quella società. Credo di essere stato anche tra i tecnici con la media punti più alta. Purtroppo non riuscimmo a conquistare la promozione in Serie A, ma conservo tanti bei ricordi, compresi diversi giovani lanciati e poi diventati protagonisti, come Viviano, Santacroce e Hamsik". Ora, però, non c’è spazio per la nostalgia. C’è una Semifinale da giocare, un "Arechi" pronto a diventare il dodicesimo uomo e una Salernitana chiamata a trasformare tensione, entusiasmo e responsabilità in energia. Cosmi non sarà in panchina, ma il suo messaggio è chiaro: il gruppo è vivo, compatto e consapevole. E per continuare a sognare servirà una prova da squadra vera.
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