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Salerno, stop alla campagna elettorale tra curiosità, promesse, speranze: l'ultimo grido di battaglia dei candidati a sindaco

23/05/2026

Arriva in anticipo, sotto braccio con la compagna, la dirigente del Comune di Salerno Maria Maddalena Cantisani, Vincenzo De Luca, già presidente della Giunta regionale della Campania e oggi candidato sindaco, deciso a riconquistare la fascia tricolore per il quinto mandato. Giunge in piazza Portanova, ma sceglie di temporeggiare: si accomoda al tavolino di un locale e attende. Nel frattempo arrivano il figlio Roberto, il suo storico braccio destro Nello Mastursi, il comandante della Polizia municipale Rosario Battipaglia. Scattano i primi sorrisi e le prime strette di mano. Poche parole: prima di raggiungere il palco, De Luca sceglie di non concedersi troppo ai presenti. Saluta Roberto con un bacio, scambia con lui qualche battuta e poi osserva, soddisfatto, la piazza che man mano si riempie. A un certo punto un cronista tenta di avvicinarsi ed ecco che si mobilita la "scorta": un agente della Polizia municipale di Salerno presidia il dehors occupato dal candidato sindaco. Nessuno può passare. Poi De Luca si avvicina alla piazza, si siede e ascolta il concerto d’apertura. Dopo pochi minuti arriva Gigi Finizio: lo accoglie con un abbraccio e qualche parola. Partono i video scelti per gli elettori, i conduttori lo chiamano sul palco e prende il via l’ultimo incontro pubblico dell’ex governatore. In piazza ci sono i suoi fedelissimi, i candidati delle sue sette liste ma, soprattutto, c’è il Partito Democratico. Gli amministratori della provincia di Salerno non hanno fatto mancare il loro supporto e la loro presenza. Ci sono Paolo De Maio (Nocera Inferiore), Anna Petta (Baronissi), Giovanni De Simone (Vietri sul Mare), Antonio Santoro, Ester Sapere e Francesco Morra (Pellezzano), solo per citarne alcuni. C’è il suo dirigente Matteo Picardi, ma anche l’ex sindaco Vincenzo Napoli e Giovanni Coscia, segretario provinciale del Pd. Ci sono tutti. Tutti tranne il simbolo del partito che, anche stavolta, scompare dalla scheda elettorale per volontà del segretario regionale Piero De Luca, figlio di Vincenzo. "Era mio dovere ringraziare la città di Salerno, i nostri candidati, quelli che si sono battuti in questi mesi in una campagna elettorale difficile, per proporre una nuova primavera per questa città", ha detto De Luca, riproponendo il racconto di una Salerno cambiata negli anni grazie al suo lavoro e al suo impegno. "Nel centro storico non si poteva entrare: faceva paura per lo spaccio di droga e la città era divisa a metà dal ponte di Torrione. Abbiamo demolito il cementificio, abbiamo abbattuto altre strutture e realizzato la Lungoirno e la Cittadella giudiziaria. È stato un lavoro immane. Salerno ha una grandissima potenzialità e, allora, era difficile immaginare una città del turismo, ma noi abbiamo creduto in quel sogno e lo abbiamo realizzato", ha aggiunto l’ex governatore, accendendo i riflettori sul turismo e sul flusso di visitatori.

"Salerno è la città più dotata di infrastrutture, come Genova, che però è grande tre volte di più: un porto commerciale, tre porti turistici, l’aeroporto, la metropolitana. L’aeroporto è nato perché c’era Vincenzo De Luca alla guida della Regione. Abbiamo avuto coraggio, determinazione, abbiamo corso dei rischi. Dobbiamo sfruttare queste potenzialità, completare le opere, le reti alberghiere e le infrastrutture. È un lavoro enorme ma, alla fine, Salerno sarà la Montecarlo d’Italia. Ce la faremo", ha detto ancora dal palco di piazza Portanova, rilanciando anche il suo programma per lo sport e per le opere destinate a favorire la presenza di atleti nel capoluogo. "Abbiamo realizzato la città dei parchi: sento parlare di ambiente, ma noi abbiamo creato venti parchi urbani e tanto altro ancora. Il Teatro "Verdi" era chiuso, non c’era programmazione, e noi lo abbiamo riaperto insieme al "Pasolini", all’"Augusteo"; abbiamo realizzato il Teatro Pirelli e il Teatro delle Arti. Bisogna essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Dobbiamo proseguire questo lavoro", ha aggiunto, rilanciando anche la proposta della funicolare che collegherà il centro storico al Castello Arechi. Punto cardine del suo impegno sarà la sicurezza nei quartieri, con la lotta ai parcheggiatori abusivi e alle baby gang: "Chi viene a Salerno troverà accoglienza, ma dovrà rispettare le leggi e le regole della nostra città. "Salerno rimarrà la città della solidarietà verso la povera gente e verso chi non ce la fa. Abbiamo pensato di realizzare un centro socio-sanitario in ogni quartiere e un pronto soccorso veterinario. Faremo ciò che è giusto fare, parlando un linguaggio di verità. Ci sono stati problemi con l’igiene pubblica: faremo di più, ma la città non deve essere sporcata. Servono comportamenti civili. Per San Matteo Salerno cambierà faccia". E poi un messaggio rivolto ai giovani: "Faremo di tutto per costruire luoghi di aggregazione, offriremo tre spazi pubblici per fare musica. Cercheremo di portare un pezzo di Università a Salerno e realizzeremo studentati per gli studenti fuori sede. Cari ragazzi, so che oggi per voi le parole contano poco ed è per questo che ho voluto mostrarvi quel video all’inizio: per realizzare tutto questo De Luca ci ha rimesso la vita. La movida l’abbiamo portata noi a Salerno, perchè prima non esisteva, ma dobbiamo costruire una movida più seria e più sicura d’Italia. Apriremo le chiese il sabato sera per portare i ragazzi nei conservatori. Prendetevi la città e basta duelli con i coltelli. Questo non deve più accadere. Abbiamo bisogno del vostro entusiasmo, della vostra capacità di sognare questa città e insieme costruiremo la città del lavoro, dell’entusiasmo giovanile e delle opportunità per un futuro sereno". Le dichiarazioni complete sul quotidiano "Cronache".

Il centro, ma anche la zona orientale, a dimostrazione di quanto la città sia unica, senza divisioni e soprattutto senza distinzioni. Franco Massimo Lanocita, candidato sindaco della coalizione Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Salerno Democratica, ha scelto di tenere due comizi di chiusura della campagna elettorale: giovedì in piazza Portanova, insieme al deputato Franco Mari (Avs), alle senatrici Anna Bilotti e Felicia Gaudiano (M5S) e al vicepresidente della Camera dei Deputati Sergio Costa; ieri, invece, appuntamento in piazza Caduti di Brescia con l’assessora regionale Claudia Pecoraro e il coordinatore regionale del M5S Salvatore Micillo, oltre al segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni per Avs. La scelta delle due piazze è stata fatta per dare eguale attenzione a entrambi i quadranti della città: il centro e la zona Est. "È andata molto bene. Siamo partiti proponendo il nostro programma, ma anche ascoltando i cittadini e arricchendolo, man mano, con le proposte dei cittadini di Salerno. Abbiamo trovato una città ovviamente violentata, una città preda della speculazione edilizia, priva di verde, una città dove i servizi sono allo sbando", ha dichiarato Lanocita, avvocato che da sempre si batte per la tutela dell’ambiente. Nel corso degli ultimi due appuntamenti in piazza ha poi snocciolato i punti principali del suo programma elettorale e la sua visione di città, ribadendo una delle sue proposte cardine: la realizzazione di un parco al posto della Caserma Angelucci. "Vogliamo riprendere in mano tutto questo, e questa volontà ci è stata trasmessa proprio dai cittadini che abbiamo incontrato. Siamo partiti un po’ in sordina, ma i consensi sono cresciuti progressivamente, quindi sono molto soddisfatto. Per la città di Salerno, al di là delle questioni di carattere nazionale, il tema principale riguarda il lavoro per i giovani. Subito dopo emerge la richiesta di una città a misura d’uomo: una città con servizi efficienti, soprattutto per quanto riguarda la mobilità interna e il collegamento con le frazioni alte. C’è poi la necessità di avere più spazi di aggregazione, quindi aree pedonali e spazi verdi. In questo senso abbiamo proposto la realizzazione di un parco al posto della Caserma Angelucci", ha aggiunto il candidato sindaco. Le dichiarazioni complete sul quotidiano "Cronache"

Ha scelto il Polo Nautico Gherardo Maria Marenghi che, ieri sera, ha chiuso la sua campagna elettorale nel quartiere Pastena. Il candidato sindaco è espressione di Fratelli d’Italia ed è riuscito a presentarsi con il centrodestra unito e quattro liste a suo sostegno: Fratelli d’Italia, Forza Italia, Prima Salerno e Noi Moderati. "Il tempo è passato inesorabilmente: sono trascorsi esattamente due mesi da quel martedì 24 marzo in cui iniziò questa avventura e non posso non manifestare il mio più sentito ringraziamento ai vertici del mio partito, nella persona dell’onorevole Imma Vietri, del senatore Antonio Iannone, dell’onorevole Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri, e dell’avvocato Michele Sarno, commissario cittadino di Fratelli d’Italia, che ha fortemente voluto la mia candidatura, dimostrando che in politica con i personalismi non si va da nessuna parte, mentre lavorando in squadra si possono costruire e raggiungere risultati importanti", ha dichiarato l’aspirante primo cittadino, ringraziando anche gli alleati della coalizione. Marenghi ha poi spiegato le ragioni della sua candidatura, partendo dalla necessità di un rinnovamento politico e amministrativo della città. "Da dove nasce questa candidatura? Da un’esigenza di cambiamento che deve fare i conti anche con i dati, spesso impietosi, della realtà. In una discussione con l’avvocato Sarno abbiamo analizzato le ragioni per le quali, nonostante il malcontento crescente nei confronti di chi ha governato troppo a lungo questa città, il riscontro elettorale per la nostra area sia stato spesso negativo". Il candidato sindaco ha quindi sottolineato come, a suo avviso, a Salerno sia mancata negli ultimi decenni l’alternanza politica: "In 33 anni Salerno non ha mai conosciuto quel fenomeno fisiologico e doveroso della democrazia che è l’alternanza. Dal 1993 questa città ha avuto un solo padrone". Non è mancata, però, anche una riflessione autocritica sul percorso del centrodestra cittadino. "Probabilmente qualche errore lo abbiamo commesso. La storia consegna un dato inequivocabile: in passato ci sono stati uomini che hanno tradito il mandato degli elettori passando sotto le insegne del deluchismo. Questo, con le persone presenti qui stasera, non si verificherà", ha aggiunto Marenghi. Ampio spazio è stato dedicato anche ai problemi economici e occupazionali della città. "Perchè i giovani vanno via da Salerno? Perchè il tessuto produttivo è stato distrutto e mortificato. Noi non abbiamo più un’area industriale nè un’imprenditoria industriale, nonostante esista un consorzio teoricamente deputato allo sviluppo industriale".

Secondo Marenghi, anche il commercio vive una fase particolarmente delicata: "Ogni giorno una saracinesca chiude. Sopravvivono soltanto attività che non rappresentano la nostra storia e la nostra identità. La nostra proposta politica vuole restituire Salerno alla sua tradizione e alla sua identità di città mediterranea". Il candidato sindaco ha poi rilanciato la necessità di valorizzare il patrimonio storico e culturale cittadino, criticando alcuni modelli di promozione turistica adottati negli ultimi anni. "Noi non abbiamo bisogno di somigliare a Montecarlo; dobbiamo recuperare il meglio della nostra storia", ha affermato, ribadendo il no a "un’offerta turistica appiattita sulla suggestione delle Luci d’Artista, che blocca il traffico cittadino senza creare reali benefici per i commercianti". Marenghi ha poi affrontato il tema dell’impiantistica sportiva, accendendo i riflettori sul degrado in cui versa lo stadio "Vestuti", il PalaTulimieri e lo stadio "Arechi". "E un altro punto sul quale, rischiando di essere impopolare, mi sono battuto nella campagna elettorale: il futuro dello sport non può prescindere dai privati. Non ci può essere un uomo che, per tenere tutto sotto controllo, tarpa le ambizioni degli altri! Perchè un conto è la passione, e ci sono tanti amici qui tifosi della Salernitana che rappresenta forse in Europa una delle tifoserie più grandi che ci sia per il suo calore, ma l’imprenditore viene qui per ragioni di carattere economico ed è legittimo che, seguendo il solco e l’insegnamento che viene dall’Inghilterra, si pensi di realizzare uno stadio privato. La pubblica amministrazione non deve ostacolare queste iniziative per manie di protagonismo, deve favorirle! Altrimenti non c’è da stupirsi se chi è venuto decide di andare via. Paghiamo sempre il narcisismo di chi vuole comandare e di chi vuole essere l’uomo solo al comando. Nella famiglia del centrodestra questo vizio non c’è". Le dichiarazioni complete sul quotidiano "Cronache"

"L’obiettivo di Porta Ovest resta quello originario: liberare la città dal traffico dei tir diretti al porto e alleggerire il viadotto Gatto. Ma dopo vent’anni e oltre 160 milioni investiti, Salerno merita di sapere con esattezza dove si trova e quali decisioni verranno prese". A dirlo, a margine dell’ultimo incontro con gli elettori, Armando Zambrano, candidato sindaco cn le liste Noi Popolari Riformisti-Udc, Oltre in Azione e Salerno di Tutti. Chiusura ieri pomeriggio a Piazza Portanova. La variante per Porta Ovest e l’azione del commissario prefettizio. Cosa c’è che non va? "Porta Ovest è nata per togliere il traffico pesante dal centro cittadino, collegando il porto commerciale direttamente all’autostrada attraverso due gallerie, Cernicchiara e Ligea. Il progetto parte da lontano: prime intese tra Comune e Autorità portuale nei primi anni Duemila, appalto aggiudicato nel 2012, fine lavori prevista per il 2015, costo iniziale di circa 98 milioni di euro salito nel tempo a oltre 160 milioni, tra fondi europei, nazionali e risorse dell’Autorità di sistema. Negli ultimi mesi è stato abbattuto l’ultimo diaframma della galleria Cernicchiara, con nuovi annunci di completamento entro il 2026. Ma i dubbi su rampe, svincoli esterni, costi crescenti e tempi reali di apertura restano aperti. L’amministrazione farà tre cose. Prima: verifica tecnica indipendente sullo stato dell’opera, sui tempi e sui costi necessari a renderla pienamente funzionante, incluse le viabilità esterne verso porto e autostrada. Seconda: monitoraggio degli impatti ambientali e paesaggistici, con attenzione a versanti, gallerie, emissioni e sicurezza stradale, per valutare eventuali interventi di mitigazione e compensazione. Terza: un Rapporto pubblico su Porta Ovest, da presentare in Consiglio comunale e ai cittadini, che spieghi con chiarezza cosa è stato fatto, cosa resta da fare, quali risorse servono e quali alternative esistono se il quadro dovesse complicarsi ancora. L’obiettivo resta quello originario: liberare la città dal traffico dei tir diretti al porto e alleggerire il viadotto Gatto. Ma dopo vent’anni e oltre 160 milioni investiti, Salerno merita di sapere con esattezza dove si trova e quali decisioni verranno prese". Le dichiarazioni complete sul quotidiano "Cronache".

Piazza San Francesco per chiudere una campagna elettorale intesa, tutta concentrata in un mese, con una squadra quella di "Semplice Salerno", fatta di professionisti che hanno sposato il progetto della candidata sindaca Elisabetta Barone. Liberare Salerno dopo 33 anni di Deluchismo, far sì che i salernitani possano riappropriarsi dei luoghi simbolo, dei posti identitari della città, quelli però da tempo ormai abbandonati e diventati marginali. Di qui la scelta della storica piazza del quartiere Carmine, per l’ultimo appello al voto la candidata Barone ha scelto quel luogo, di recente al centro delle cronache, non a caso. Al centro del programma elettorale di Barone c’è la sicurezza intesa come controllo del territorio fatto dagli stessi residenti, salernitani che voglio tornare a vivere la propria città. Tutte le proposte, tutti i punti del programma, dalle partecipate al bilancio comunale, dalla mobilità alla riorganizzazione dell’offerta turistica e culturale elencati ai salernitani che hanno partecipato al comizio di chiusura della campagna elettorale di Elisabetta Barone. Una chiusura semplice, come il nome della sua lista ma senza trascurare giovani e cultura, la musica in particolare. Flauto e percussioni hanno aperto il comizio, le note del maestro Espedito De Marino invece l’hanno chiuso. "Non vogliamo che Salerno assomigli a Montecarlo, ma che semplicemente sia Salerno", ha detto Barone (dichiarazioni complete sul quotidiano "Cronache"). È stata davvero una campagna elettorale entusiasmante, molto veloce, abbiamo incontrato anziani, giovani, tutti hanno espresso la voglia di dare un cambiamento di passo a questa città, così come abbiamo incontrato cittadini delusi che hanno dichiarato di non voler andare a votare perchè non si fidano più della politica e non vogliono neanche ascoltare le proposte che vengono fatte loro ritenendo che siano tutte narrazioni equivalenti. A questi cittadini diciamo che la partita è aperta e dipende esattamente da loro cambiare le cose. Non lasciare che la partita sia vinta a tavolino a causa dell’astensione. Ci sono poi altri quattro candidati alla carica di sindaco di Salerno, ognuno dei quali sostenuto da una lista: tra questi c’è Alessandro Turchi, che si presenta con "Salerno Migliore". A essere candidato è poi anche Domenico detto Mimmo Ventura, consigliere comunale d’opposizione uscente, che è sostenuto dalla lista "Dimensione Bandecchi". Infine, sostenuto dalla lista di "Potere al Popolo", è candidato alla carica di sindaco di Salerno anche Pio Antonio De Felice. Ricordiamo, infine, che sono chiamati alle urne anche i cittadini di Cava de' Tirreni, Angri e Campagna tra i centri con più di 15.000 abitanti. 

FONTE: Cronache 

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