

di Claudio Santoro
Si avvicinano sempre di più le elezioni comunali a Salerno, che vedranno i cittadini impegnati a votare per il nuovo Consiglio comunale dal momento che l’ormai ex sindaco della città, Vincenzo Napoli, si è dimesso in anticipo rispetto alla fine del mandato a causa di mutamenti politici interni. Un epilogo del tutto inatteso da parte dei cittadini, che adesso si preparano a entrare in una nuova fase. I partiti e le liste, con le idee e le proposte dei propri rappresentanti, mirano a far diventare Salerno una città migliore e più responsabile, migliorandone le infrastrutture ma anche i vari patrimoni culturali e artistici che offre la città. Quindi, in questo periodo, si riflette su quello che è Salerno ma, soprattutto, su quello che potrebbe diventare. A tal proposito abbiamo incontrato Gianni Fiorito, candidato al Consiglio comunale con la lista "Salerno per i giovani con De Luca Sindaco", per riflettere proprio sulla città, in particolare sui giovani e sull’identità della città stessa. Per Gianni è la sua prima candidatura al Comune di Salerno, ma considera il suo trampolino di lancio l’esperienza come rappresentante d’istituto al liceo classico Liceo Classico "Torquato Tasso" perchè, grazie a ciò, ha capito che dedicarsi al prossimo era la sua vocazione e, da qui, parla anche di come si dedica alla politica, cioè partire dal basso e dalla coesione sociale, volendo rappresentare i sogni, le proposte delle persone ma anche le critiche, perché ogni storia conta.
Infatti, con il suo progetto "Operazione Salernitanità", in cui Gianni gira la città per ascoltare e capire che cosa la gente si aspetta da Salerno e che tipo di vita vuole avere a Salerno non solo chi la abita ma anche chi vuole ritornarci. Uno dei temi principali che Gianni tratta è proprio quello della migrazione giovanile: per lui, a causa di motivi lavorativi o per mancanza di stimoli di crescita, i giovani tendono ad andarsene dalla città per costruirsi un futuro al di fuori del proprio territorio d’origine. Proprio per questo bisogna costruire una comunità, ma soprattutto offrire opportunità per vivere bene a Salerno, pensando semplicemente, come dice Gianni, "a chi vuole uscire dall’uscio di casa e trovare servizi, strada pulita e una città meno inquinata in cui poter stare bene". Con il suo progetto "Operazione Salernitanità" vuole provare a risvegliare l’orgoglio di essere di Salerno perchè, afferma Gianni, "se ognuno di noi fa il proprio ed è parte di un cammino verso nuove idee, la città cresce in modo globale e con lei crescono anche le persone". Con i suoi video social, inoltre, vuole trasmettere il suo modo di comunicare reale e verace, che va di pari passo col suo modo di essere con la gente e, proprio questi video, devono essere il megafono del suo percorso di persona.
In passato Gianni si è già impegnato nel sociale con il progetto "Limen", attraverso un festival che permette ai giovani di creare, inventare ed esprimersi, in particolare per valorizzare il capitale umano. Gianni avvisava un’altra necessità, ovvero quella di uno spazio comune dove potersi esprimere e, da qui, sono nati i lavori di rigenerazione presso la Casa del Combattente. Con ciò Gianni vuole dire che bisogna andare avanti e abbattere tutti i confini sociali e culturali, ma soprattutto quelli interpersonali, perché i confini non esistono davvero e aggiunge che, per lui, l’inclusione è la chiave per costruire una rete umana solida e autentica. Essendo fondatore di questo progetto, Gianni è stato il presidente per molti anni, ma proprio quest’anno si è fatto da parte per garantire continuità al progetto, permettendo così a qualcun altro di prendere in mano la gestione. Gianni si è raccontato empatico verso le persone ed è così anche il suo modo di fare politica, cioè stare a stretto contatto con le persone e parlare con loro per costruire una città con una forte identità e più unita. Per lui bisogna ascoltare qualsiasi persona per riuscire a realizzare insieme ciò che si vuole veramente. Partendo dalla sua esperienza scolastica è riuscito a capire che cosa vuol dire fare gruppo ed esserne parte, riuscendo a realizzare, ad esempio, il Limen Festival con cui vuole invitare i giovani a restare per costruire insieme un futuro benevolo per la città di Salerno.
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