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Mandorlini mastica amaro: "Peccato sia finita così, la Salernitana è forte". Ravenna fuori, i granata si prendono la rivincita

21/05/2026

di Massimiliano Catapano

Ci sono partite che valgono più di un risultato. Ravenna-Salernitana 0-2 non ha consegnato soltanto ai granata la semifinale playoff, ma ha riaperto una pagina di memoria calcistica che a Salerno non è mai stata davvero archiviata. Davanti alla Salernitana, infatti, c’era Andrea Mandorlini: l’allenatore che nel 2011, alla guida del Verona, spezzò il sogno promozione dei granata nella doppia finale play-off per la Serie B. Quella finale resta una ferita ancora viva. L’andata si giocò al "Bentegodi" e il Verona vinse 2-0 con due rigori trasformati da Ferrari. Al ritorno, all’"Arechi", la Salernitana provò a riaprire tutto e vinse 1-0 con il goal di Carrus su calcio di rigore, ma non bastò per completare la rimonta: fu l’Hellas a salire in Serie B. A rendere ancora più pesante quel precedente fu poi il caso del coro "Ti amo terrone", intonato da Mandorlini durante la presentazione del Verona dopo la promozione. Una vicenda che provocò polemiche e il deferimento del tecnico da parte della Figc per espressioni ritenute lesive della reputazione della Salernitana e offensive per origine territoriale.

Quindici anni dopo, il calcio ha restituito alla Salernitana una rivincita sportiva dal sapore forte. Non servivano proclami, non servivano parole pesanti: è bastato il campo. I granata hanno superato il Ravenna di Mandorlini anche in trasferta, hanno difeso il vantaggio costruito nel primo confronto e hanno chiuso la qualificazione con autorità, lucidità e porta inviolata. Al triplice fischio, Mandorlini ha parlato ai microfoni di RaiSport con evidente amarezza. "Dispiace che sia andata in questo modo. Questa squadra ha dimostrato tante qualità positive e da qui dovremo ripartire per provare ancora a salire", ha spiegato il tecnico del Ravenna, senza cancellare il valore del percorso fatto dai suoi. Mandorlini ha poi riconosciuto le difficoltà vissute nel doppio confronto con la Salernitana. "Anche all’andata abbiamo sofferto parecchio. È stata una sfida iniziata male e finita male, però il gruppo ha disputato una stagione importante. Vogliamo continuare a essere protagonisti", ha aggiunto l’allenatore giallorosso.

Nel suo discorso c’è stato spazio anche per il futuro. Ravenna, per Mandorlini, non è una piazza qualunque. "Questa è casa mia. Sarebbe bello proseguire qui, anche se adesso resta soprattutto tanta amarezza. Vedremo più avanti cosa accadrà", ha dichiarato, lasciando aperta la porta alla permanenza. Ai microfoni di Lira TV, il tecnico è entrato ancora di più dentro la partita. "Abbiamo fatto una buona gara, intensa, contro una squadra forte. Però non abbiamo trovato la scintilla necessaria per ribaltarla. È mancato qualcosa nel momento decisivo", ha detto Mandorlini, sottolineando comunque l’orgoglio per il cammino del Ravenna. Poi l’analisi degli episodi. "Secondo me la differenza vera l’hanno fatta i goal dell’andata. Oggi la partita è rimasta in equilibrio, poi l’espulsione ha cambiato il match e ha reso tutto più complicato», ha spiegato l’allenatore, riconoscendo come l’inferiorità numerica abbia inciso sulla parte finale della gara.

Mandorlini non ha cercato alibi e ha reso merito alla Salernitana. "I granata sono una squadra forte. Noi abbiamo fatto una grande stagione e uscire non è mai bello, ma credo che anche questa sia stata una prestazione importante", ha dichiarato il tecnico, consapevole di aver trovato davanti un avversario solido, maturo e superiore nei momenti chiave. Infine, uno sguardo alla corsa play-off. "Per il mio passato, il cuore mi porta a dire Ascoli. Però bisogna essere onesti: sono arrivate fino in fondo tutte le squadre più forti tra quelle rimaste in gioco", ha concluso Mandorlini. La Salernitana, intanto, va avanti. Il Ravenna si ferma, Mandorlini resta con l’amarezza dell’eliminazione e la piazza granata può assaporare una vittoria che vale doppio: per il presente, perché spalanca la porta della semifinale; e per la memoria, perchè contro Mandorlini il campo ha scritto una risposta attesa da anni. Una rivincita senza rumore, ma pesantissima.

Redazione Sport - Salernitana -

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