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Ruggi, sicurezza antincendio nel caos: gestione Maisto sotto accusa, la Fials denuncia gravi criticità e scelte senza logica

20/05/2026

La gestione della Squadra Antincendio del presidio "Ruggi" finisce al centro di una durissima presa di posizione sindacale. Una vicenda che, secondo quanto denunciato dalla Fials, non riguarda soltanto l’organizzazione interna del personale, ma tocca un punto molto più delicato: la sicurezza di lavoratori, pazienti e utenti all’interno di uno dei principali ospedali della Campania. La segreteria, attraverso una nota indirizzata ai vertici dell’AOU "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona", chiede un intervento urgente della Direzione Generale davanti a una situazione definita grave, confusa e non più tollerabile. Il punto centrale è chiaro: mentre l’azienda si trova in uno stato di allerta ed emergenza, per coprire le carenze della Squadra Antincendio si starebbe ricorrendo al personale sanitario dei reparti, sottraendolo alle attività assistenziali, nonostante esistano operatori tecnici già formati e destinati proprio a quel servizio. È qui che la vicenda assume contorni ancora più pesanti. Una parte del personale tecnico formato sarebbe stata trasferita circa un anno fa, dal 1° maggio 2025, dal presidio "Ruggi" al presidio di San Severino. Una scelta che il sindacato considera inspiegabile, soprattutto perchè al "Ruggi" la Squadra Antincendio era stata prevista e concordata per l’attivazione della SCIA, mentre a San Severino, secondo quanto riportato nella denuncia, non risulterebbe attiva una SCIA analoga. In altre parole: si sarebbero tolte unità formate dal luogo in cui servivano, lasciando scoperto proprio il presidio dove la squadra era stata formalmente richiesta.

Secondo la ricostruzione sindacale, la Squadra Antincendio del Ruggi dovrebbe essere composta da 25 unità, organizzate su turnazione h24 con cinque operatori per turno. Una composizione che sarebbe stata concordata in sede di confronto con la Direzione e con il Comando dei Vigili del Fuoco. Eppure, a distanza di tempo, quella squadra non sarebbe stata attivata nella forma prevista. Da qui la richiesta netta: riportare immediatamente al Ruggi i cinque operatori tecnici specializzati, già formati e dichiarati idonei, oggi collocati a San Severino. La Fials punta il dito anche contro la gestione della Direzione Medica di Presidio, oggi affidata ad interim alla dottoressa Antonella Maisto. Proprio su questa gestione, secondo ambienti interni, si concentrerebbero forti perplessità: la Direzione Medica di Presidio viene considerata un ruolo troppo delicato per essere affrontato con scelte ritenute contraddittorie, discontinue e prive di una visione organizzativa chiara. Nel documento sindacale emerge anche un altro passaggio molto delicato: il precedente trasferimento del personale sarebbe stato disposto con atti riconducibili alla gestione del precedente Direttore Medico di Presidio, il cui rapporto sarebbe stato poi ritenuto nullo. Da questa circostanza, la Fials fa discendere un interrogativo pesante: se il rapporto era nullo, quale sorte hanno gli atti adottati in quel periodo? E soprattutto, perché quei trasferimenti continuano a produrre effetti ancora oggi?

Il sindacato denuncia inoltre una mancata programmazione formativa. Alcuni operatori tecnici avrebbero presentato domanda per essere inseriti nella Squadra Antincendio, rendendosi disponibili alla riqualificazione. Tuttavia, secondo la nota, sarebbero rimasti fermi, nonostante il corso antincendio abbia una durata contenuta, indicata in circa quattro o cinque giorni. Una circostanza che rende ancora più difficile comprendere perché l’Azienda non abbia già avviato percorsi rapidi per rafforzare l’organico, evitando di utilizzare personale sanitario dei reparti. Altro capitolo bollente riguarda le idoneità alla mansione. La Fials segnala casi di operatori prima considerati non idonei e poi, a distanza di circa un mese, ritenuti improvvisamente idonei, senza che risulti mutato il quadro clinico. Una dinamica che, se confermata, aprirebbe interrogativi pesanti sulla coerenza dei criteri applicati e sulla tenuta amministrativa delle decisioni assunte. Il giudizio del medico competente, ricorda il sindacato, deve basarsi su elementi oggettivi e non può apparire variabile a seconda delle esigenze organizzative del momento. Particolarmente grave appare anche il caso di un operatore che, secondo quanto riferito, sarebbe stato allontanato da una squadra antincendio per problemi di salute e poi ritenuto nuovamente idoneo dopo uno spostamento. Una vicenda che viene letta, negli ambienti sindacali, come il segnale di una gestione poco lineare, nella quale i provvedimenti sembrano inseguire equilibri interni più che criteri trasparenti e uniformi.

La denuncia chiama in causa anche il personale appartenente alle categorie protette. Nove unità sarebbero state assunte tramite graduatoria nel febbraio dello scorso anno, risultando idonee alle mansioni nonostante patologie certificate. A distanza di un anno, con un quadro clinico che il sindacato definisce invariato, lo stesso personale verrebbe oggi considerato non idoneo alla mansione per la quale era stato assunto e formato. Una contraddizione che, secondo la Fials, richiede chiarimenti immediati, anche alla luce della normativa sul collocamento mirato e sulla tutela dei lavoratori fragili. Sullo sfondo resta il tema dei rapporti di forza interni. Nella lettura sindacale, alcune scelte organizzative sembrerebbero funzionali a cristallizzare spostamenti già avvenuti e a non rimettere in discussione assetti graditi ad altre sigle, con particolare riferimento alla CISL. È un’accusa politicamente pesante, che l’Azienda non potrà liquidare con formule generiche. Quando si parla di antincendio in un grande ospedale, non si discute di semplici turni o trasferimenti: si discute di sicurezza, responsabilità e capacità amministrativa.

La Fials chiede quindi quattro interventi immediati: attivare la Squadra Antincendio del "Ruggi" con le 25 unità previste; disporre il rientro al "Ruggi" del personale tecnico formato e idoneo trasferito a San Severino; programmare con urgenza i corsi di riqualificazione per gli operatori disponibili; fornire una relazione formale e dettagliata sui criteri usati per valutare l’idoneità alla mansione. La questione, a questo punto, non può più restare confinata nei corridoi aziendali. Se il "Ruggi" ha bisogno di una Squadra Antincendio strutturata, formata e presente h24, ogni ritardo diventa una scelta politica e amministrativa. E ogni scelta, soprattutto quando riguarda la sicurezza di un ospedale, porta con sé responsabilità precise. La Direzione Generale è chiamata ora a dare una risposta chiara. Non una nota di circostanza, non un rinvio, non un’altra soluzione provvisoria. Serve un atto concreto: riportare ordine, trasparenza e sicurezza in un servizio che non può essere trattato come terreno di manovre interne. Perché quando la sicurezza diventa oggetto di gestione incerta, il problema non è più soltanto sindacale. Diventa un problema pubblico.

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