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Comunali 2026, Maria Marsicano scende in campo: l'esperienza dedicata all'educazione dei giovani al servizio di Salerno

20/05/2026

Spazio autogestito a carico della candidata

A pochi giorni dalle elezioni amministrative, Salerno entra nella fase decisiva della campagna elettorale con un confronto politico sempre più concentrato sui temi della sostenibilità urbana, della qualità della vita e della rigenerazione del territorio. In questo scenario si inserisce la proposta programmatica di Davvero Ecologia e Diritti, lista civica dell’area progressista impegnata nella coalizione a sostegno del candidato sindaco Vincenzo De Luca. Tra le aspiranti consigliere spicca la presenza della prof.ssa cilentana Maria Marsicano, nativa di Pisciotta, docente di materie letterarie.

- Perchè questa scelta di ufficializzare la sua candidatura? Quali elementi ha messo sotto osservazione per costruire un progetto?

"Ho ufficializzato la mia candidatura perchè, dopo oltre quarant’anni dedicati all’educazione dei giovani, trasmettendo con amore i valori dei sentimenti, del bello, della legalità, della serietà e della civiltà, sento oggi il dovere di mettere questa esperienza al servizio della nostra Salerno. Quei ragazzi sono diventati uomini e donne che custodiscono e praticano quei valori. Ma la città in cui vivono affronta criticità profonde che non possono più essere ignorate. Per questo ho deciso di convogliare il mio impegno verso Salerno: per contribuire, insieme ai cittadini, a farla tornare a splendere, con dignità, visione e amore autentico per il nostro territorio. Per costruire il mio progetto amministrativo ho scelto prima di tutto di ascoltare le persone e osservare da vicino le esigenze reali del territorio. Ho parlato con cittadini, giovani, famiglie, commercianti e associazioni, cercando di capire quali siano oggi le priorità e le difficoltà quotidiane. Ho messo sotto osservazione soprattutto i temi legati ai servizi, al decoro urbano, alla vivibilità, alle opportunità per i giovani e alla valorizzazione della nostra comunità. Credo che un buon progetto debba nascere dall’ascolto e dalla presenza costante sul territorio, con idee concrete e obiettivi realistici, capaci di migliorare davvero la vita delle persone".

- Lei è candidata a sostegno di Vincenzo De Luca. Cosa pensa dell'operato dell'ex presidente della Regione Campania?

Per quanto mi riguarda, Vincenzo De Luca ha dimostrato in questi anni di essere un amministratore serio, concreto e soprattutto onesto. In dieci anni alla guida della Regione Campania non ha mai avuto problemi giudiziari legati alla corruzione o scandali personali, cosa che oggi in politica non è affatto scontata. Può piacere o non piacere il suo carattere diretto, ma nessuno può negare che abbia lavorato con determinazione per la Campania, prendendosi responsabilità importanti e mettendoci sempre la faccia. Io credo che i risultati ottenuti e la sua trasparenza amministrativa parlino per lui. Il mio giudizio su Vincenzo De Luca è stato da sempre, e resta ancora oggi, assolutamente positivo. Già nel 1999, quando ero consigliera comunale di Salento, ebbi modo di incontrarlo e di conoscerlo personalmente. Capii subito di trovarmi davanti a una persona non gretta, ma disponibile al dialogo e alla collaborazione per il bene comune, valore al quale ha dedicato tutta la sua vita politica e amministrativa. È un uomo retto, e lo dimostra anche il fatto che in dieci anni di amministrazione regionale non abbia mai avuto problemi con la giustizia. Il suo impegno è stato straordinario soprattutto durante il periodo del Covid: nonostante la Campania sia una delle regioni più popolose e complesse d’Italia, si registrarono meno vittime rispetto a tante altre realtà. Inoltre, è riuscito a far uscire la Regione dal piano di rientro della sanità, e questo merito va riconosciuto esclusivamente a lui. Un altro aspetto che apprezzo profondamente è la sua posizione chiara e coraggiosa contro la guerra. In un momento storico così delicato, mentre molti politici hanno taciuto o contribuito ad alimentare tensioni pericolose, lui ha sempre preso le distanze dalla logica della guerra. Da madre, considero la vita umana sacra e provo orrore anche solo nel pronunciare la parola guerra. Apprezzo, inoltre, la sua chiarezza nel parlare e nell’agire. E proprio per onestà intellettuale bisogna riconoscergli anche il merito della crescita turistica di Salerno: le nostre strade, i nostri litorali e le attività commerciali oggi brulicano di turisti".

- Di cosa ha bisogno la città per realizzare quel quid in più?

"La città ha bisogno soprattutto di continuità amministrativa, investimenti concreti e di una visione moderna che metta insieme sviluppo, lavoro e qualità della vita. Serve rafforzare i servizi ai cittadini, migliorare trasporti e infrastrutture, sostenere i giovani e le imprese locali, ma anche valorizzare il territorio e le sue potenzialità culturali e turistiche. Credo che oggi i cittadini chiedano meno promesse e più risultati concreti: il vero quid in più nasce proprio dalla capacità di ascoltare le persone e trasformare le esigenze quotidiane in azioni amministrative efficaci".

- Lei lavora nell'ambito della scuola. Che binomio rappresenta oggi scuola e società? Come l'amministrazione puo' contribuire a rendere l'istruzione basilare per gli studenti? Puo' essere, ancora una volta, un rimedio contro una preoccupante emergenza di sicurezza dilagante?

"ll rapporto tra scuola e famiglia dovrebbe rappresentare un’alleanza educativa forte, fondata sul dialogo, sul rispetto reciproco e sulla condivisione delle responsabilità. Oggi, però, viviamo in una società sempre più frammentata, dove spesso gli adulti appaiono disorientati nel loro ruolo educativo. Negli anni si è passati dalla famiglia patriarcale a quella nucleare e successivamente a modelli familiari più complessi e allargati. Non è la struttura familiare in sè a creare disagio, ma la perdita di punti di riferimento stabili, del dialogo intergenerazionale e dell’autorevolezza educativa. Troppo spesso i genitori, distratti da problemi personali, dal lavoro o da modelli sociali improntati all’individualismo, finiscono per difendere i figli a prescindere, entrando quasi in competizione con gli insegnanti invece di collaborare con loro. La scuola, lasciata spesso sola, si trova così a dover affrontare emergenze educative sempre più difficili: aggressività, mancanza di rispetto delle regole, incapacità di gestire le emozioni, isolamento sociale e crescente violenza tra i giovani. I recenti episodi di bullismo e i numerosi femminicidi commessi da ragazzi molto giovani dimostrano quanto sia urgente educare le nuove generazioni al rispetto dell’altro, all’empatia e soprattutto all’accettazione del rifiuto. Un giovane deve imparare che un "no", anche da parte di una donna, va accettato senza trasformarlo in rabbia o possesso. Per questo la scuola non può limitarsi soltanto all’istruzione. Deve diventare sempre più un luogo di ascolto, accoglienza e formazione umana, sostenuta concretamente dalle istituzioni. È necessario attivare percorsi condivisi con i Comuni, con gli psicologi, con gli educatori e con le famiglie, offrendo ai ragazzi supporto psicologico e strumenti per imparare a conoscere e gestire le proprie emozioni. Educare oggi significa ricostruire una comunità educativa capace di dare ai giovani valori, limiti, responsabilità e speranza. Senza una collaborazione vera tra famiglia, scuola e società, sarà sempre più difficile contrastare il disagio e la violenza che vediamo crescere intorno a noi". 

- Salerno città turistica e non citta' di passaggio. È d'accordo? Come rafforzare il turismo e come valorizzare i beni culturali?

"Salerno deve diventare il luogo in cui i visitatori scelgono di fermarsi, soggiornare e immergersi attratti dalla sua luce, dalla sua storia e dalla sua autenticità dal Duomo di Salerno al lungomare Trieste fino ai percorsi che si aprono sul territorio, tutto contribuisce a costruire un’esperienza completa e memorabile. In questa visione la luce diventa anche economia: Una luce che trattiene, non solo che accoglie Una luce che prolunga la permanenza dei visitatori. Una luce che genera valore per le attività commerciali, l’artigianato e l’ospitalità. Salerno si propone come "sede bella", cuore pulsante di un sistema territoriale più ampio, dove il turismo non scorre via, ma si radica. Un luogo dove fermarsi diventa naturale perché ogni angolo racconta qualcosa e ogni esperienza invita a restare. In questo modo l’immensità non è solo nello spazio o nella storia ma anche nella capacità della città di crescere, attrarre e cercare opportunità durature. Valorizzare i beni culturali non significa soltanto conservarli, ma renderli vivi, accessibili e protagonisti della crescita della città. Salerno possiede un patrimonio straordinario che troppo spesso viene dato per scontato: il centro storico medievale, il Duomo di San Matteo, il Castello di Arechi, i giardini della Minerva, le chiese storiche, i palazzi antichi, il lungomare e tanti luoghi ricchi di identità e memoria. Questi beni non devono essere considerati semplici monumenti da visitare una volta all’anno, ma luoghi da vivere quotidianamente attraverso cultura, eventi, turismo e partecipazione. Per valorizzarli davvero servono scelte concrete:

• apertura costante e servizi efficienti;

• maggiore promozione nazionale e internazionale;

• percorsi turistici organizzati e moderni; • eventi culturali permanenti nei luoghi storici;

• investimenti sulla pulizia, illuminazione e sicurezza; • collaborazione tra istituzioni, scuole, associazioni e operatori turistici;

• utilizzo delle nuove tecnologie per raccontare la storia della città alle nuove generazioni.

Un bene culturale abbandonato diventa soltanto un ricordo. Un bene culturale valorizzato diventa lavoro, turismo, economia e orgoglio collettivo. Salerno ha tutte le potenzialità per diventare un modello culturale del Sud Italia, ma bisogna avere il coraggio di investire davvero nella sua identità. Difendere e valorizzare la nostra storia significa costruire il futuro della città".

Salerno - Politica -

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