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Elezioni Salerno 2026, Benedetta Moscariello con Oltre - Azione: "Una città che premi chi vale"

21/05/2026

Spazio autogestito da parte della candidata

Tra i candidati al Consiglio comunale di Salerno emergono anche volti provenienti dal mondo della scuola e dell’impegno sociale. È il caso di Benedetta Moscariello, insegnante e sindacalista candidata nella lista Oltre -Azione a sostegno del candidato sindaco Armando Zambrano. Una scelta nata dal contatto quotidiano con studenti e famiglie e dalla convinzione che la politica locale debba tornare a occuparsi concretamente dei bisogni delle persone. "La mia decisione nasce da un impegno che porto avanti ogni giorno nella mia vita professionale e sociale", racconta. "Sono un'insegnante e vivo quotidianamente a contatto con i giovani: la spinta principale è il desiderio di costruire per i miei alunni, e per le future generazioni di Salerno, un futuro migliore". Nel suo percorso politico un ruolo importante lo ha avuto anche il consigliere comunale uscente Donato Pessolano. "È stato proprio lui, conoscendo la mia storia e il mio percorso, a spingermi a fare questo passo importante, manifestando una profonda stima nei miei confronti. Ho accolto il suo invito con entusiasmo, vedendolo come la naturale evoluzione del mio percorso". Attraverso l’esperienza nella scuola e nell’attività sindacale, dove segue e tutela docenti e personale ATA, Benedetta spiega di aver sviluppato "una spiccata capacità di problem solving". Ed è proprio questa, secondo lei, la funzione che dovrebbe avere un consigliere comunale: "Risolvere i problemi concreti e fare da ponte tra i cittadini e l’amministrazione". Un approccio che porta avanti anche nel sociale, collaborando con associazioni che accolgono ragazzi provenienti da contesti difficili e partecipando a iniziative di sensibilizzazione contro la violenza di genere. "Candidarmi significa portare questa mia attitudine al servizio di tutta la comunità salernitana".

Al centro della sua visione politica c’è soprattutto la generazione dei trentenni, "oggi a un bivio importante". Una fascia d’età che, spiega, vive esigenze differenti ma complementari. "Da un lato ci sono i single, i giovani professionisti, che chiedono una città più dinamica, viva e attrattiva"m osserva. Molti percepiscono Salerno come una realtà spenta, con pochi spazi di aggregazione culturale e sociale e con "una movida che va riorganizzata per essere valorizzata e non penalizzata". Dall’altro lato ci sono invece i coetanei che hanno costruito una famiglia e che chiedono "sicurezza, cura dei quartieri, decoro urbano e manutenzione di parchi e aree verdi". La sua candidatura, sottolinea, nasce proprio dall’idea di rappresentare entrambe queste esigenze: "una città stimolante e a misura di giovane" ma allo stesso tempo "sicura, curata e funzionale per le famiglie". Tra i temi che sente maggiormente c’è quello della meritocrazia. Benedetta racconta di aver conquistato il ruolo nella scuola pubblica "vincendo un concorso pubblico solo ed esclusivamente grazie alle mie forze, allo studio e ai sacrifici". Per questo guarda con amarezza alle dinamiche che troppo spesso premiano "le giuste conoscenze" invece delle competenze reali. "Questo meccanismo frena lo sviluppo di una comunità e toglie speranza ai giovani". Secondo la candidata, amministrare con merito e competenza significa "fare una rivoluzione di normalità”. In concreto, questo dovrebbe tradursi in una gestione amministrativa fondata su "trasparenza e valore delle idee", superando logiche di vicinanza politica o personale. "Se vogliamo che Salerno cresca, dobbiamo attrarre e premiare le competenze migliori. Solo così i cittadini potranno finalmente ritrovare fiducia nelle istituzioni".

Sentito è anche il tema della fuga dei giovani dal territorio. "Vedere tanti ragazzi di talento lasciare Salerno è una ferita aperta che, come insegnante, vivo con particolare sofferenza" afferma. Secondo Benedetta, il problema può essere affrontato solo creando "un ponte solido e strutturato tra il mondo della formazione e il tessuto produttivo locale". La sua idea è quella di una città capace di attrarre nuove professioni e investimenti, puntando soprattutto su turismo, cultura e valorizzazione del patrimonio cittadino "trasformandoli in veri volani di occupazione qualificata e non stagionale". L’obiettivo è chiaro: "Restare a Salerno non deve essere un atto di eroismo, ma una scelta possibile e gratificante”. Tra le priorità inserisce anche la mobilità urbana. "La mobilità e i trasporti non sono semplici servizi, ma i veri motori della qualità della vita di una comunità" sostiene. Per migliorare la situazione servono "collegamenti, digitalizzazione e sicurezza", con un’attenzione particolare alle tratte tra centro, periferie e poli universitari, soprattutto nelle ore serali e nei fine settimana. Un altro punto centrale del suo programma riguarda il superamento delle logiche clientelari. "Il superamento delle logiche clientelari si ottiene in un solo modo: sostituendo il favore con il diritto". Per lei la strada passa attraverso digitalizzazione, semplificazione amministrativa e controlli più rigidi. "Più i bandi, i concorsi, l'assegnazione dei fondi e le pratiche sono tracciabili, meno spazio ci sarà per le zone d'ombra".

A questo si aggiunge l’idea di un rapporto più diretto e trasparente con i quartieri e i cittadini, attraverso "consulte pubbliche e canali istituzionali, non nelle stanze chiuse. Solo così, sostiene, si può restituire dignità ai salernitani e permettere a chi vale di andare avanti". Grande attenzione anche alla partecipazione dei giovani alla vita amministrativa. "I giovani non possono essere considerati solo un bacino di voti da corteggiare in campagna elettorale per poi essere dimenticati il giorno dopo" dice con decisione. Per questo propone l’istituzione di una Consulta Giovanile Comunale con un reale potere consultivo sulle politiche dedicate ai ragazzi, oltre all’introduzione del Bilancio Partecipativo per finanziare progetti ideati direttamente dai giovani. "Da insegnante lo vedo ogni giorno: i ragazzi hanno idee brillantissime e una visione della città molto più moderna della nostra. Il Comune non deve fare altro che dare loro le chiavi e le risorse per metterle in pratica". Infine la candidata immagina "una Salerno che abbia finalmente ritrovato l’orgoglio, l’entusiasmo e la fiducia nel futuro". Una città dinamica e viva, ma anche "curata, sicura e accogliente", dove i giovani possano costruire il proprio percorso senza dover lasciare il territorio. "Tra cinque anni vorrei vedere una Salerno che non costringa nessuno a scegliere tra restare ed essere felice, ma che sia, semplicemente, una città che premia chi vale e non lascia indietro nessuno".

Lucia Bosco - Politica -

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