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Salernitana, il 2-0 al Ravenna nasce sulla lavagna di Cosmi: pressione, ampiezza e palle inattive aprono la strada verso il ritorno in Romagna

19/05/2026

di Massimiliano Catapano

La Salernitana ha vinto il primo round dei play-off contro il Ravenna con un 2-0 che pesa, ma che soprattutto racconta una partita costruita con intelligenza tattica, pazienza e lettura dei momenti. All’"Arechi" (foto Us Salernitana) la squadra di Serse Cosmi ha scelto di non aspettare l’avversario: lo ha aggredito, lo ha costretto a difendersi basso e ha trasformato la gara in una lunga prova di pressione, cercando ampiezza sugli esterni e presenza costante dentro l’area. Il ritorno è in programma mercoledì al Benelli, dove il Ravenna dovrà inseguire una rimonta complicata. Cosmi ha disegnato la Salernitana con il 3-4-1-2, sistema elastico e aggressivo: Donnarumma tra i pali, Berra, Golemic e Anastasio nella linea difensiva, Cabianca e Villa larghi, Tascone e De Boer in mezzo, Ferraris alle spalle di Ferrari e Lescano. Una struttura pensata per alzare subito il baricentro e occupare bene le corsie laterali, dove la Salernitana ha provato a creare superiorità numerica fin dai primi minuti. Il Ravenna, disposto da Mandorlini con un assetto speculare tra 3-5-2 e 3-4-1-2, ha faticato inizialmente a uscire pulito dalla prima pressione granata.

La chiave del primo tempo è stata proprio lì: nella capacità della Salernitana di mordere la seconda palla e tenere il Ravenna lontano dalla zona di comando. Cabianca ha dato profondità e strappo, Villa ha garantito equilibrio sull’altro lato, mentre Ferraris si è mosso tra le linee per non dare punti di riferimento ai centrali romagnoli. Non è stata una supremazia sterile: Tascone ha sfiorato il colpo da fuori, Cabianca ha colpito il palo, Ferrari e Berra hanno avuto occasioni importanti. La squadra granata ha prodotto, ha riempito l’area, ha attaccato con tanti uomini, ma per lunghi tratti è mancata soltanto la precisione nell’ultimo gesto. Il Ravenna, nella prima frazione, ha provato a sopravvivere più che a comandare. Mandorlini ha cercato di abbassare i quinti per proteggere l’ampiezza e schermare le ricezioni interne di Ferraris, ma la Salernitana ha avuto il merito di non concedere ritmo alla manovra ospite. Quando i romagnoli sono riusciti a uscire, lo hanno fatto soprattutto in transizione, cercando la profondità e qualche palla laterale per sporcare la partita. Donnarumma, però, ha tenuto alta la concentrazione anche nei momenti in cui il Ravenna ha provato a colpire alle spalle della pressione granata.

Nella ripresa la partita ha cambiato faccia per alcuni minuti. Mandorlini ha corretto il piano, togliendo Viola e Okaka e cercando maggiore densità tra le linee con una disposizione più mobile, utile a disturbare la costruzione bassa della Salernitana. È stato il momento più delicato per i granata: il Ravenna ha guadagnato campo, ha alzato la qualità del palleggio e ha provato a portare più uomini vicino alla trequarti. Lì la Salernitana ha dimostrato maturità, perché non si è scomposta. Ha abbassato leggermente il ritmo, ha protetto meglio il centro e ha aspettato la giocata giusta. La svolta è arrivata da palla inattiva, dettaglio che nei play-off non è mai un dettaglio. Al 67’ Lescano ha svettato su sviluppo di corner e ha firmato l’1-0, trasformando in gol una delle armi più importanti nelle gare bloccate: la presenza fisica dentro l’area. È stata una rete da centravanti vero, ma anche da squadra preparata, capace di attaccare il pallone con tempi corretti e feroce determinazione. In una partita così tattica, il calcio piazzato ha spezzato l’equilibrio più di qualsiasi trama elaborata.

Il Ravenna ha avuto subito la grande occasione per rientrare, ma Donnarumma ha blindato il vantaggio con un intervento decisivo e ha tenuto in piedi il disegno granata nel momento di massima pressione ospite. È un passaggio tattico fondamentale: quando una squadra attacca tanto e poi passa in vantaggio, il rischio è quello di abbassarsi troppo presto. La Salernitana, invece, pur soffrendo, ha saputo restare dentro la partita con ordine, senza perdere completamente le distanze tra difesa e centrocampo. Il raddoppio all’87’ ha chiuso la serata e ha dato al risultato una dimensione pesantissima. Achik, entrato con energia e qualità, ha messo un pallone preciso dentro l’area; Anastasio ha letto meglio di tutti la traiettoria e ha firmato il 2-0, approfittando di una situazione difensiva non perfetta del Ravenna. Anche qui, oltre all’episodio, c’è un concetto: la panchina di Cosmi ha inciso, perché i cambi hanno dato nuova gamba, nuova lucidità e soprattutto nuove soluzioni negli ultimi metri.

La Salernitana esce dall’"Arechi" con un vantaggio importante, ma non definitivo. Il 2-0 consente ai granata di andare in Romagna con due risultati su tre nella gestione emotiva della doppia sfida, ma il ritorno al "Benelli" richiederà una partita diversa: meno istinto, più controllo; meno foga, più capacità di leggere le ondate del Ravenna. La squadra di Mandorlini dovrà alzare il baricentro, forzare i tempi, rischiare qualcosa in più. Proprio per questo la Salernitana dovrà essere brava a non schiacciarsi, a uscire pulita dalla prima pressione e a colpire gli spazi che inevitabilmente si apriranno. Il primo round lo ha vinto Cosmi, con una Salernitana intensa, verticale quando serviva, feroce sulle seconde palle e finalmente concreta nei momenti che decidono le partite. Nei playoff non basta giocare bene: bisogna capire quando spingere, quando soffrire e quando colpire. All’"Arechi" i granata lo hanno fatto. Mercoledì, in Romagna, servirà la stessa lucidità, perché il 2-0 è un tesoro prezioso, ma nei playoff diventa davvero ricchezza solo quando viene difeso con testa, coraggio e mestiere.

Redazione Sport - Salernitana -

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