

di Massimiliano Catapano
La Salernitana ha messo il primo mattone nella doppia sfida play-off contro il Ravenna, ma Filippo Berra non si lascia trascinare da facili entusiasmi. Il 2-0 dell’"Arechi" consegna ai granata un vantaggio pesante, non definitivo. Perchè il ritorno, in Romagna, avrà un’altra storia, un altro ritmo e inevitabilmente un’altra tensione. Il difensore granata, intervenuto ai microfoni di LiraTV, ha sottolineato soprattutto il rammarico per una prima frazione giocata con personalità, ma senza riuscire a trasformare in gol la grande mole di occasioni prodotte. "Nel primo tempo abbiamo creato tanto e avremmo potuto indirizzare la partita prima. Il loro portiere è stato bravo in più situazioni, però la sensazione era chiara: la Salernitana stava comandando il gioco". Una gara rimasta in equilibrio più del previsto, almeno nel risultato, ma nella quale la squadra di Serse Cosmi ha avuto il merito di non perdere lucidità. La svolta è arrivata nella ripresa, quando i granata hanno continuato a spingere fino a trovare il varco giusto. "Siamo rimasti dentro la partita con la testa e con il cuore. Anche quando non riuscivamo a sbloccarla, non abbiamo mai smesso di crederci. Giocare davanti alla nostra gente ci ha dato una spinta enorme, anche se resta il dispiacere per non aver raccolto di più dopo un primo tempo di altissimo livello".
Berra ha poi evidenziato l’importanza della porta inviolata, dettaglio tutt’altro che secondario in una doppia sfida a eliminazione diretta. "Contro una squadra organizzata come il Ravenna, chiudere senza subire gol vale moltissimo. È un segnale di solidità e deve aumentare la nostra fiducia. Donnarumma è stato ancora una volta decisivo quando è stato chiamato in causa". Nelle parole del difensore c’è anche la consapevolezza di un gruppo cresciuto nelle ultime settimane, più equilibrato e più maturo nella gestione dei momenti della gara. "Durante la settimana stiamo lavorando con grande serietà. Si vede che la squadra ha trovato più ordine, più compattezza e una maggiore consapevolezza nei propri mezzi. Ora dobbiamo continuare su questa strada". Un passaggio inevitabile è stato dedicato anche al pubblico dell’"Arechi", quasi 22mila cuori granata capaci di trasformare la serata in una spinta continua. "Vincere una partita così davanti a uno stadio del genere è qualcosa che ti resta addosso. I tifosi ci hanno sostenuto dall’inizio alla fine e la coreografia è stata da brividi. Questa piazza sa creare emozioni speciali".
Adesso, però, la Salernitana dovrà completare l’opera lontano da casa. Il Ravenna, spinto dalla necessità di recuperare, proverà ad alzare il baricentro e ad aumentare la pressione. Berra lo sa e manda un messaggio chiaro al gruppo: "Al ritorno loro dovranno rischiare qualcosa in più. Noi dovremo essere bravi a restare compatti, a soffrire quando servirà e a gestire con intelligenza il vantaggio che ci siamo conquistati".
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