

di Massimiliano Catapano
Domenica 17 maggio, alle 20, la Salernitana di Serse Cosmi ospita il Ravenna di Andrea Mandorlini all’"Arechi" nell’andata del secondo turno nazionale dei playoff di Serie C. Non sarà una partita qualunque: in palio c’è la corsa verso la Serie B, ma dentro questa sfida c’è anche un pezzo di memoria granata. Mandorlini (foto Ravenna FC) torna a Salerno quindici anni dopo quella finale playoff del 19 giugno 2011, quando la Salernitana battè 1-0 il Verona nel Principe degli Stadi, ma vide comunque sfumare la promozione per il 2-0 subito all’andata. Il Verona salì in B, Salerno rimase con rabbia, lacrime e una ferita mai del tutto chiusa.
Oggi il passato rientra dalla porta principale. Il Ravenna arriva con il suo tecnico più atteso e meno "neutro" agli occhi della tifoseria granata. L’Arechi si prepara a superare quota ventimila presenze, trasformandosi ancora una volta in una bolgia, come solo Salerno sa fare quando sente il peso della storia. Cosmi, però, chiede lucidità. La sfida dura 180 minuti e i play-off si vincono con nervi saldi, non con la sola emozione. La Salernitana, reduce dal passaggio contro la Casertana, vuole continuare la corsa. Il Ravenna, dopo aver eliminato il Cittadella, sa di entrare in uno stadio caldo e carico di significati. Domenica sera non basterà giocare bene. Serviranno testa, carattere e sangue freddo. Perchè il Ravenna porta Mandorlini. Ma Salerno, questa notte, porta con sè quindici anni di attesa.
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