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Salernitana, qualificazione senza gioco: il pari con la Casertana salva il risultato, non la prestazione

14/05/2026

di Massimiliano Catapano

La Salernitana passa il turno, ma lo fa nel modo meno convincente possibile. Il pareggio per 1-1 maturato all’"Arechi" contro la Casertana consegna ai granata l’accesso al secondo turno della fase nazionale dei play-off, ma lascia sul tavolo una prestazione tatticamente povera, disordinata e per lunghi tratti preoccupante. Il goal di Achik nel recupero ha evitato una serata che avrebbe potuto trasformarsi in un autentico psicodramma sportivo, ma non cancella una prova al di sotto delle aspettative, soprattutto per una squadra chiamata a gestire un vantaggio importante conquistato all’andata. La Salernitana ha interpretato la gara con un atteggiamento troppo passivo. Più che amministrare, ha subito. Più che comandare il ritmo, ha lasciato alla Casertana il compito di sporcare la partita, alzare l’intensità e mettere pressione nelle zone decisive del campo. Il problema principale non è stato soltanto tecnico, ma soprattutto tattico: la squadra di Cosmi non è riuscita a trovare distanze corrette tra i reparti, ha faticato nella prima costruzione e ha mostrato poca lucidità nella gestione delle uscite palla a terra.

Il 3-4-1-2 iniziale avrebbe dovuto garantire compattezza, densità centrale e possibilità di ripartenza con gli esterni. In realtà, la Salernitana è rimasta spesso schiacciata nella propria metà campo, con i quinti costretti più a difendere che ad accompagnare l’azione. Cabianca e Villa hanno dovuto abbassarsi molto, mentre in mezzo De Boer e Tascone sono stati chiamati a un lavoro complicato: schermare, recuperare, ripartire. Troppo spesso, però, il centrocampo granata è sembrato diviso in due, senza la capacità di legare difesa e attacco. Ferraris, schierato tra le linee, non è riuscito a incidere con continuità. La sua posizione avrebbe dovuto creare superiorità tra centrocampo e difesa avversaria, ma la Salernitana ha sviluppato poco e male. Ferrari e Lescano sono rimasti isolati, serviti con palloni sporchi, prevedibili, difficili da trasformare in occasioni reali. Il dato più evidente della serata è proprio questo: una squadra con il vantaggio del risultato avrebbe dovuto gestire la partita attraverso il possesso, la personalità e la capacità di far correre l’avversario. Invece ha scelto, o forse è stata costretta, a difendersi bassa, perdendo progressivamente campo e sicurezza.

La Casertana, al contrario, ha avuto il merito di leggere bene la gara. Ha aggredito le seconde palle, ha portato uomini nella zona centrale e ha provato a forzare sulle corsie laterali, mettendo in difficoltà la linea difensiva granata. La Salernitana ha retto più per orgoglio e interventi individuali che per reale ordine collettivo. Donnarumma è stato decisivo quando la gara si è fatta pericolosa, Golemic ha garantito presenza e fisicità dentro l’area, ma l’intero blocco difensivo ha vissuto una serata di continua emergenza. Il goal di Heinz al 32’ della ripresa ha fotografato perfettamente le fragilità della Salernitana. Una squadra che sembrava in controllo solo nel punteggio, ma non nella sostanza, si è ritrovata improvvisamente dentro un finale carico di paura. L’1-0 della Casertana non è arrivato come episodio isolato, ma come conseguenza di una pressione crescente e di una gestione granata sempre più fragile. Da quel momento, la partita è diventata una questione nervosa prima ancora che tattica. L’ingresso di Achik ha cambiato almeno l’energia offensiva. Non ha trasformato la Salernitana in una squadra brillante, ma ha dato profondità, imprevedibilità e una soluzione diversa negli ultimi metri.

Il suo goal in pieno recupero ha avuto il peso della liberazione: una rete pesantissima, capace di spegnere definitivamente le speranze della Casertana e di consegnare ai granata una qualificazione sofferta, quasi strappata più con la forza della disperazione che con la qualità del gioco. Il punto, però, resta centrale: la Salernitana ha superato il turno, ma non può pensare di affrontare il prosieguo dei play-off con la stessa confusione tattica vista contro la Casertana. Servono distanze più corte, maggiore coraggio nella costruzione, più presenza tra le linee e una gestione emotiva decisamente diversa. Nei play-off non basta sopravvivere. A un certo punto bisogna anche dimostrare di saper comandare le partite. La qualificazione resta l’unica vera notizia positiva della serata. Il resto è materia di riflessione profonda per Cosmi e per tutto il gruppo. Perchè passare il turno dopo una prestazione così può essere un segnale di carattere, ma anche un campanello d’allarme enorme. La Salernitana è ancora dentro la corsa, ma se vuole davvero arrivare fino in fondo dovrà cambiare passo, mentalità e soprattutto struttura tattica. I play-off non perdonano: ieri l’ha salvata Achik, ma dalla prossima servirà una Salernitana completamente diversa.

Redazione Sport - Salernitana -

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