

di Massimiliano Catapano
La Salernitana supera un altro esame di maturità e si prende il passaggio del turno al termine di un doppio confronto duro, nervoso, molto più complicato di quanto il risultato dell’andata potesse far immaginare. Contro la Casertana, i granata hanno sofferto, hanno incassato il colpo, ma sono rimasti dentro la partita fino al pareggio di Achik, la rete che ha spento la paura e riacceso l’"Arechi". Nel dopo gara, ai microfoni di Lira Tv, Eddy Cabianca (foto Us Salernitana) ha raccontato con lucidità il peso di una qualificazione conquistata più con la testa che con la brillantezza. L’esterno granata non ha nascosto le difficoltà: "Il secondo tempo giocato a Caserta ci aveva creato problemi, ma ci è servito per capire gli errori commessi in quella fase. Anche stavolta volevamo vincere, era il nostro obiettivo, ma non ci siamo riusciti". Il momento più delicato è arrivato dopo il vantaggio della Casertana, quando la gara ha cambiato volto e la tensione ha iniziato a farsi sentire. Cabianca ha ammesso la scossa emotiva, ma ha sottolineato la reazione della squadra: "Dopo il loro goal un po’ di timore c’è stato, però non abbiamo perso l’atteggiamento giusto. La rete di Achik ci ha restituito tranquillità e sicurezza: è stata una liberazione per tutti".
Parole che fotografano bene la serata dell’Arechi: una Salernitana meno brillante del solito, ma capace di non crollare nel momento in cui la qualificazione sembrava rimettersi in discussione. Il pareggio finale ha dato respiro, ma soprattutto ha confermato la capacità del gruppo di resistere dentro la sofferenza. Cabianca ha poi reso merito alla Casertana, avversaria che ha messo seriamente alla prova i granata: "È stata sicuramente la squadra più difficile affrontata finora. Ci ha creato problemi, ma siamo riusciti a passare il turno. Adesso aspettiamo di conoscere il prossimo avversario". Nel ragionamento dell’esterno classe 2003 c’è un concetto che torna più volte: la forza del collettivo. In una fase come quella dei playoff, non bastano i titolari, non bastano i nomi, non basta il talento. Serve una squadra intera, pronta a rispondere in ogni momento: "L’atteggiamento di chi parte dall’inizio e di chi entra a gara in corso è fondamentale. Tutti stanno dando qualcosa. La squadra sta facendo tanto ed è stata determinante in questo percorso".
La spinta dell’"Arechi" resta un altro elemento centrale. Cabianca sa bene quanto il pubblico granata possa incidere, soprattutto nelle partite in cui la lucidità rischia di lasciare spazio alla paura: "I tifosi sono un uomo in più. Speriamo possano seguirci sempre, in casa e fuori. Con un sostegno così possiamo fare risultato ovunque". La Salernitana ora guarda avanti senza scegliere l’avversario e senza abbassare l’ambizione. Cabianca non si nasconde, ma resta dentro una fiducia concreta, costruita partita dopo partita: "Possiamo sognare la Semifinale, possiamo arrivare fino in fondo. Saranno decisivi l’atteggiamento e quello che abbiamo costruito nelle ultime gare. Non ho preferenze: possiamo giocarcela con tutti". È questo il messaggio che resta dopo una notte di tensione e liberazione. La Salernitana non ha dominato, ma ha tenuto. Non ha brillato, ma ha resistito. E nei play-off, spesso, la differenza la fa proprio chi riesce a restare in piedi quando la partita diventa sporca, pesante, piena di paura. Cabianca lo ha detto con la semplicità di chi sente crescere qualcosa dentro lo spogliatoio: questa squadra può ancora alzare l’asticella.
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