

di Massimiliano Catapano
La Salernitana va avanti, ma non può bastare. Il pareggio per 1-1 contro la Casertana consegna ai granata il passaggio del turno nella fase nazionale dei play-off, ma lascia sul tavolo una verità scomoda, pesante, impossibile da addolcire: all’"Arechi" si è vista una squadra fragile, impaurita, mentalmente molle, incapace per larghi tratti di dare la sensazione di avere davvero in mano il proprio destino. Il goal di Achik nel recupero ha evitato una beffa che sarebbe stata sportivamente devastante. Ha liberato la panchina, lo stadio e soprattutto Serse Cosmi da una serata che stava prendendo una piega pericolosissima. Ma il risultato non deve diventare un velo comodo dietro cui nascondere tutto il resto. Perchè la Salernitana ha giocato male. Malissimo. Ha sofferto troppo, ha prodotto poco, ha dato alla Casertana la possibilità di credere fino all’ultimo in una rimonta che, per atteggiamento e intensità, i falchetti hanno provato a costruire con più fame dei granata. Al termine della partita, ai microfoni di Lira TV, Cosmi ha riconosciuto tutte le difficoltà della serata: "La partita è stata in sofferenza, non poteva essere come quella dell’andata. Per quanto si dica di non pensare al vantaggio, il risultato dell’andata nella testa c’è sempre e la Casertana ha dato tutto per ribaltarla".
Una lettura onesta, lucida, ma che non cancella il problema principale: la Salernitana non può permettersi di affrontare i play-off con questo passo, con questa paura, con questa mancanza di ferocia agonistica. La Casertana ha creato difficoltà tattiche, ha avuto coraggio, ha alzato il ritmo e ha costretto i granata a rincorrere più con i nervi che con le idee. Cosmi lo ha spiegato senza giri di parole: "Tatticamente ci hanno creato diverse difficoltà. Nel secondo tempo siamo stati più compatti e questo ci ha premiato. Abbiamo subito gol nel momento in cui stavamo gestendo la partita, siamo stati disattenti e loro sono stati bravi". Il vantaggio della Casertana, firmato da Heinz, ha gelato l’"Arechi" e ha messo la Salernitana davanti ai propri fantasmi. In quel momento la squadra ha tremato. Non solo tecnicamente, ma soprattutto mentalmente. Ed è proprio questo l’aspetto più preoccupante. Perchè nei play-off il talento non basta, la classifica non basta, il nome non basta. Servono cattiveria, personalità, presenza, fame. Tutte cose che la Salernitana, per buona parte della gara, ha mostrato soltanto a intermittenza. Lo stesso Cosmi ha ammesso il peso psicologico di quel goal: "Abbiamo subito la rete nel momento peggiore, perchè lì la paura ti sale. Pareggiare in contropiede è stato liberatorio".
E liberatorio lo è stato davvero. Achik, da posizione defilata, ha trovato il goal che ha cambiato il finale della notte granata. Una giocata pesantissima, nata anche dal servizio intelligente di Cabianca, che ha impedito alla Salernitana di trasformare una qualificazione quasi in cassaforte in un incubo sportivo. "Il goal di Achik ha un sapore meraviglioso. La beffa era dietro l’angolo, lui è stato bravo a calciare da posizione difficile e Cabianca è stato altrettanto bravo a servirlo", ha sottolineato Cosmi. Ma adesso bisogna dirlo con forza, senza raccontare favole a una tifoseria che merita rispetto, verità e ambizione: con questo atteggiamento la Serie B resta solo un sogno. La Salernitana deve svegliarsi. Deve farlo subito. Perchè se continuerà a entrare in campo con questa lentezza emotiva, con questa paura addosso, con questa incapacità di imporre la propria identità nei momenti chiave, il cammino playoff rischia di diventare molto più breve di quanto qualcuno voglia immaginare. Cosmi ha parlato anche delle scelte, spiegando il cambio di Lescano e la gestione degli uomini: "Non giocare durante i play-off per un calciatore è difficile. In certi momenti conta avere un giocatore dentro la partita più che uno fresco. Mi dispiace non aver tenuto Lescano, ma oggi non era una gara adatta alle sue caratteristiche. Ci sarà spazio per tutti e andremo avanti con questa idea".
Parole da allenatore esperto, consapevole che da questo momento in poi servirà tutto il gruppo. Ma servirà soprattutto un’altra Salernitana. Più cattiva, più viva, più presente. Perchè il passaggio del turno è una buona notizia, ma non può diventare un alibi. La Casertana è stata un avversario vero, difficile, orgoglioso, e proprio per questo la qualificazione ha un peso importante. Cosmi lo ha ribadito: "Siamo ancora più contenti per il valore della Casertana. I play-off non vengono decisi soltanto dai valori della classifica regolare. Bisogna restare calmi e sereni quando si subisce goal". Giusto. Ma la calma non deve trasformarsi in passività. La serenità non può diventare mollezza. La Salernitana ha il dovere di cambiare faccia, perché il popolo granata non vive di illusioni e non merita una squadra che si limita a sopravvivere. Il goal di Achik ha salvato la notte. Ora, però, serve qualcosa di molto più grande: una Salernitana finalmente all’altezza del suo nome, della sua storia e dell’obiettivo che dice di voler inseguire.
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