

di Massimiliano Catapano
All’Azienda Ospedaliero-Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" esplode il caso straordinari. La decisione della Direzione di introdurre un sistema automatico di controllo e limitazione delle ore aggiuntive del personale sanitario apre un nuovo fronte di tensione dentro uno degli ospedali più importanti della provincia di Salerno. Una misura che, secondo la FP CGIL Salerno, rischia di produrre conseguenze pesanti sulla tenuta dei reparti e sulla qualità dell’assistenza garantita ai cittadini. Il provvedimento, attivato attraverso la piattaforma gestionale Areas, prevede il blocco automatico delle ore di straordinario una volta raggiunto il tetto previsto dal contratto. Eventuali deroghe potranno essere autorizzate soltanto dai direttori delle strutture. Un meccanismo che, nelle intenzioni, dovrebbe servire a controllare il monte ore del personale, ma che per il sindacato rischia di diventare un ulteriore colpo a un’organizzazione già fragile.
La FP CGIL Salerno contesta con forza l’impostazione del provvedimento e sposta il tema dal piano contabile a quello sanitario. Il problema, secondo il sindacato, non è soltanto amministrativo, ma riguarda direttamente la capacità del Ruggi di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza in una fase già segnata da carenze di organico, turni difficili e reparti sotto pressione. "Lo straordinario non rappresenta un lusso o un beneficio per i lavoratori", dichiara il segretario generale Antonio Capezzuto, "ma il solo strumento che oggi consente ai reparti di continuare a funzionare nonostante le enormi carenze di personale che il Ruggi trascina da anni". Parole durissime, che fotografano una situazione di forte preoccupazione. Per la Cgil, quelle ore aggiuntive non sono un privilegio, ma spesso l’unico modo per coprire i turni, mantenere in piedi i servizi e impedire che l’assistenza ai pazienti subisca contraccolpi immediati. Bloccarle automaticamente, senza una valutazione reale reparto per reparto, significa intervenire sulla parte più visibile del problema senza affrontare la questione centrale: la mancanza strutturale di personale.
Il nodo diventa ancora più delicato con l’arrivo dell’estate. Tra ferie maturate, turnazioni ridotte e organici già insufficienti, il taglio delle prestazioni straordinarie potrebbe lasciare interi servizi senza copertura adeguata. Il rischio, denunciato dal sindacato, è che nei mesi più complicati dell’anno l’ospedale possa trovarsi davanti a difficoltà organizzative pesanti, con ricadute dirette sui cittadini e sui pazienti. La FP CGIL punta inoltre il dito contro il mancato avvio delle procedure di stabilizzazione per il personale precario che avrebbe già maturato i requisiti previsti dalla normativa vigente. Anche questo, per il sindacato, è un passaggio centrale: se l’ospedale ha bisogno di garantire continuità ai reparti, non può limitarsi a comprimere le ore di straordinario, ma deve affrontare il tema delle assunzioni, delle stabilizzazioni e di una programmazione seria del fabbisogno. Da qui la richiesta immediata di un confronto con la Direzione Strategica e dell’apertura di un tavolo sindacale capace di analizzare nel dettaglio la situazione reale dei reparti.
La Cgil chiede dati chiari sulle ore di straordinario effettuate, sulle prestazioni svolte fuori dalle unità operative di appartenenza e sulle effettive scoperture di organico, reparto per reparto. Solo attraverso numeri trasparenti e verificabili, sostiene il sindacato, sarà possibile capire dove intervenire e come evitare che l’ospedale arrivi impreparato alla stagione estiva. Nel mirino della FP CGIL finisce anche il metodo con cui sarebbe stata adottata la disposizione. "Decisioni di questo peso", sottolinea Capezzuto, "non possono essere prese senza il coinvolgimento preventivo delle rappresentanze sindacali e senza valutare attentamente l’impatto reale sui servizi e sui cittadini". È proprio questo il punto politico e sindacale più duro della vicenda. In un ospedale complesso come il "Ruggi", ogni decisione organizzativa non resta confinata negli uffici amministrativi: scende nei reparti, modifica i turni, condiziona l’attività quotidiana e può incidere direttamente sulla qualità dell’assistenza. Per questo la Cgil chiede che la Direzione non proceda con atti calati dall’alto, ma apra subito un confronto vero con chi conosce le difficoltà operative della macchina ospedaliera.
Il clima interno resta teso. Il blocco degli straordinari, secondo il sindacato, rischia di trasformarsi nell’ennesima emergenza per la sanità salernitana. Il "Ruggi", già appesantito da carenze di personale e da una pressione costante sui servizi, potrebbe trovarsi nei prossimi mesi davanti a una prova di tenuta molto dura. E il timore della FP CGIL è netto: senza un cambio di passo, l’estate potrebbe mettere a nudo tutte le fragilità di un sistema che da troppo tempo si regge sul sacrificio quotidiano dei lavoratori.
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