

Da qualche tempo è disponibile sul canale ufficiale del Comune di Castel San Giorgio (Salerno) il docufilm "Benvenuti a Castel San Giorgio", un progetto che racconta la storia, le tradizioni e l’identità della cittadina attraverso immagini, testimonianze e memoria collettiva. Presentato anche presso il Comune il 29 Aprile, il film-documentario ha già emozionato molti cittadini, diventando un’occasione di riflessione sul valore delle proprie radici e sul legame che unisce generazioni diverse. Ideato dal dott. Gerardo Alfano e diretto dal regista Salvatore Borriello, "Benvenuti a Castel San Giorgio" propone una narrazione moderna e immersiva, capace di fondere passato e presente attraverso il linguaggio diretto del cinema. Tra spettacolari riprese del territorio, racconti popolari e testimonianze autentiche, il docufilm restituisce uno sguardo profondo sulla comunità locale, mettendo al centro non soltanto i luoghi, ma soprattutto le persone, i valori e il senso di appartenenza che caratterizzano Castel San Giorgio. In questa intervista il dott. Gerardo Alfano racconta come è nato il progetto, il significato del rapporto tra memoria e identità, il coinvolgimento della comunità e l’importanza di trasmettere la storia del territorio alle nuove generazioni attraverso strumenti e linguaggi contemporanei.
Il dott. Alfano spiega che l’idea del progetto nasce dalla volontà di lasciare una testimonianza concreta della storia e delle tradizioni locali. Dopo anni dedicati alla ricerca storica e alla scrittura, ha sentito l’esigenza di utilizzare un linguaggio diverso, più immediato e coinvolgente, capace di raggiungere tutti, soprattutto i più giovani. "Castel San Giorgio custodisce un patrimonio umano e culturale straordinario che meritava di essere raccontato anche attraverso le immagini", afferma. La scelta del linguaggio cinematografico, infatti, è legata proprio alla capacità del docufilm di comunicare in modo diretto ed emozionale. Alfano sottolinea come il cinema riesca a far vivere luoghi, volti e testimonianze in maniera immediata, permettendo allo spettatore di sentirsi parte del racconto e di entrare nella storia con una partecipazione emotiva diversa rispetto alla scrittura tradizionale. Al centro del progetto c’è soprattutto il rapporto tra memoria e identità. Per il dott. Alfano un territorio continua a vivere davvero soltanto quando conserva memoria di sé, perché conoscere le proprie radici significa comprendere chi siamo e costruire il futuro con maggiore consapevolezza. Il docufilm, quindi, non racconta Castel San Giorgio soltanto come luogo geografico, ma come comunità fatta di esperienze, valori e tradizioni condivise. Un altro aspetto fondamentale riguarda il rapporto con le nuove generazioni. Secondo Alfano, spesso i giovani conoscono poco la storia del proprio territorio, non per mancanza di interesse, ma perché manca il modo giusto per trasmetterla. Per questo ritiene importante continuare a raccontare la memoria locale attraverso strumenti e linguaggi contemporanei. "Se non custodiamo la memoria, rischiamo di perdere una parte importante della nostra identità" osserva, evidenziando come il cinema possa rappresentare uno strumento efficace per avvicinare i giovani alla storia e alla cultura del territorio.
Nel docufilm emerge inoltre un forte legame con Castel San Giorgio anche grazie al coinvolgimento di attori e professionisti locali - tra cui Mariagrazia Fimiani, Giusy Calvanese, Pina Poli, Vincenzo e Mariano Lauro - una scelta che il dott. Alfano considera essenziale per mantenere autenticità e partecipazione. La collaborazione con il regista Salvatore Borriello viene descritta come particolarmente positiva, fondata fin dall’inizio sulla volontà comune di realizzare un’opera sincera, rispettosa della storia locale e capace di emozionare senza artifici. Durante la realizzazione del progetto ci sono stati anche momenti molto intensi dal punto di vista umano. Alfano racconta che ascoltare alcune testimonianze legate ai ricordi del passato e vedere l’emozione negli occhi delle persone coinvolte gli ha fatto comprendere ancora di più quanto sia importante conservare la memoria collettiva. In quei momenti, spiega, ha percepito chiaramente che il docufilm apparteneva all’intera comunità. La risposta del pubblico alla prima proiezione è stata uno degli aspetti più significativi dell’intero percorso. Vedere cittadini emozionarsi, riconoscersi nelle immagini e sentirsi rappresentati ha confermato, secondo Alfano, che il messaggio del docufilm è arrivato nel modo giusto. L’opera viene così percepita non come un lavoro personale, ma come un patrimonio condiviso che appartiene all’intera comunità di Castel San Giorgio. Guardando al futuro, il dott. Alfano non esclude nuovi progetti dedicati al territorio. Ritiene infatti che Castel San Giorgio abbia ancora molte storie da raccontare, tra luoghi, tradizioni e testimonianze che meritano di essere valorizzate e tramandate alle nuove generazioni attraverso un percorso continuo di ricerca e divulgazione culturale.
Infine, il messaggio che desidera lasciare a chi guarderà il docufilm è un invito a vivere quest’opera non soltanto da spettatori, ma come parte di una comunità. "Benvenuti a Castel San Giorgio è un invito a riscoprire il valore delle proprie radici, della memoria e dell’identità condivisa. Solo conoscendo il nostro passato possiamo costruire un futuro più consapevole e umano". Il docufilm è disponibile alla visione al seguente LINK.
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