

di Massimiliano Catapano
La partita per la nuova guida dell’Azienda Ospedaliera Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" di Salerno entra nella sua fase più delicata. Dopo la prima selezione, la rosa dei candidati si è ristretta sensibilmente: da 44 aspiranti si è passati a 11 profili ritenuti idonei per assumere uno degli incarichi più strategici della sanità campana. Una scelta attesa, pesante, destinata a incidere non solo sugli equilibri interni del "Ruggi", ma anche sul futuro organizzativo e assistenziale di un presidio universitario che rappresenta un punto di riferimento per Salerno e per l’intero territorio provinciale. Il nuovo direttore generale sarà chiamato a raccogliere un’eredità complessa, dopo l’addio improvviso e inatteso di Ciro Verdoliva, rimasto alla guida dell’Azienda per pochi mesi. Ora la procedura entra nel vivo e l’attenzione si concentra sugli undici nomi rimasti in campo: Angela Annecchiarico, Nicola Cantone, Giuseppe De Filippis, Giovanni Di Santo, Oreste Florenzano, Giuseppe Gambale, Luigia Infante, Donato Madaro, Claudio Napoli, Flavio Sensi e Giuseppe Spera.
Secondo le indiscrezioni, in pole position ci sarebbero Nicola Cantone e Giuseppe Gambale, due profili molto diversi ma entrambi di peso. Cantone conosce già da vicino la macchina del "Ruggi", avendo ricoperto in passato il ruolo di commissario straordinario e poi di direttore generale dell’Azienda tra il 2016 e il 2017. Un’esperienza diretta che, in una fase in cui servono decisioni rapide e conoscenza dei meccanismi interni, potrebbe rappresentare un elemento significativo. Nel suo percorso figurano anche incarichi di rilievo nel settore sanitario privato convenzionato. Giuseppe Gambale, medico, porta invece con sé un profilo istituzionale e tecnico di grande spessore. Già parlamentare e con esperienze anche in incarichi di governo, è attualmente direttore al Ministero della Salute del Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie. A questo si aggiunge l’attività accademica come docente all’Università Tor Vergata di Roma. Il suo nome viene considerato tra i più autorevoli per esperienza, relazioni istituzionali e conoscenza dei sistemi sanitari complessi.
Tra i candidati figura anche Angela Annecchiarico, attualmente direttrice sanitaria dell’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli. Il suo curriculum è particolarmente ricco: ha avuto ruoli di vertice al "Sant’Anna e San Sebastiano" di Caserta e ha già lavorato anche al "Ruggi", dove ha ricoperto l’incarico di responsabile del Risk Management. Una candidatura che unisce esperienza manageriale, conoscenza del territorio e competenze maturate nella gestione della sicurezza dei percorsi sanitari. Giuseppe De Filippis arriva invece da un percorso costruito in più regioni. Attualmente direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Potenza, ha ricoperto lo stesso incarico anche all’Azienda Ospedaliera di Perugia e ha maturato ruoli dirigenziali in strutture pubbliche tra Piemonte e Lombardia. Medico, specializzato in Igiene e Medicina Preventiva con indirizzo in organizzazione dei servizi ospedalieri, presenta un profilo tecnico-manageriale fortemente orientato alla programmazione sanitaria.
Giovanni Di Santo, direttore generale dell’Azienda Sanitaria del Molise, è un altro nome di rilievo. Medico, ha alle spalle una carriera segnata da incarichi importanti anche in Campania, tra cui quello di direttore sanitario del San Pio di Benevento. La sua candidatura poggia su una lunga esperienza nella gestione delle aziende sanitarie e su una conoscenza diretta dei modelli organizzativi ospedalieri. Oreste Florenzano, oggi al vertice dell’IRCCS Fondazione "Pascale" di Napoli, conosce bene anche il "Ruggi", dove ha già lavorato come direttore amministrativo. In passato è stato direttore generale dell’Azienda Sanitaria del Molise. Il suo profilo unisce competenze amministrative, sanitarie e gestionali, con un’esperienza maturata in strutture di grande rilevanza nazionale. Luigia Infante è impegnata al "Sant’Anna e San Sebastiano" di Caserta, realtà ospedaliera di primo piano nel panorama regionale. La sua presenza nella rosa conferma l’attenzione verso profili con esperienza diretta nella gestione di strutture sanitarie complesse e radicate nel territorio regionale.
Donato Madaro ha costruito buona parte della propria carriera in Puglia, ricoprendo incarichi ai vertici dell’Istituto Tumori di Bari. Ha lavorato anche presso l’ASL di Brindisi e il Policlinico di Bari, maturando un’esperienza ampia in contesti ospedalieri e sanitari di rilievo. Il suo profilo guarda a una gestione fondata su organizzazione, programmazione e conoscenza delle grandi strutture pubbliche. Claudio Napoli, medico, è un nome di forte spessore scientifico e professionale. Ricopre ruoli di direzione e coordinamento in Campania, tra cui quello nel Dipartimento Interaziendale di Medicina Trasfusionale. È direttore del Centro Regionale Sangue Campania, componente del Comitato Scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità e professore ordinario di Patologia Clinica all’Università "Vanvitelli" di Napoli. Una candidatura dal marcato profilo accademico e sanitario. Flavio Sensi ha invece sviluppato gran parte della propria carriera in Sardegna. È stato direttore generale della Multiss di Sassari e ha ricoperto lo stesso ruolo alla ASL n. 1 di Sassari. Il suo percorso evidenzia una solida esperienza manageriale fuori dal perimetro campano, elemento che potrebbe rappresentare una lettura diversa e più esterna delle dinamiche organizzative.
Chiude la rosa Giuseppe Spera, considerato un punto di riferimento della sanità lucana. Attualmente è commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera Regionale "San Carlo" di Potenza, una delle principali realtà ospedaliere del Mezzogiorno. La sua candidatura si inserisce nel solco dei manager con esperienza diretta alla guida di grandi aziende sanitarie pubbliche. La scelta finale avrà inevitabilmente un peso politico, amministrativo e sanitario. Il "Ruggi" non è una semplice azienda ospedaliera: è un ospedale universitario, un presidio di alta specializzazione, un punto nevralgico per l’emergenza, la ricerca, la formazione e l’assistenza. Per questo la nomina del nuovo direttore generale non rappresenta soltanto un passaggio burocratico, ma una decisione strategica per il futuro della sanità salernitana. Ora l’attesa è tutta concentrata sull’individuazione del nome che dovrà guidare l’Azienda nei prossimi anni. Sul tavolo ci sono curriculum di alto livello, esperienze diverse, profili tecnici, manageriali, accademici e istituzionali. Ma la sfida vera sarà una sola: restituire al "Ruggi" stabilità, visione e capacità di governo, in una fase in cui la sanità pubblica chiede competenza, autorevolezza e decisioni all’altezza di un grande ospedale del Sud.
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