

Si chiude con il derby ligure con il Rapallo la regular season della Locatelli Genova che sarà poi chiamata ad un'autentica impresa per salvare l'A1 ai play-out. Al di là del risultato, le lontre hanno affrontato la nuova esperienza in massima serie con dignità e orgoglio, portando avanti un percorso di crescita con età media sempre più bassa e senza alcune colonne portanti delle ultime stagioni come Bianco, Ravenna, Minuto e Banchi. Tra le pretoriane della formazione biancorossoblu, anch'essa giovanissima, Nausica Magaglio racconta il passaggio tra il ritorno tra le big della waterpolo rosa ed i successivi step, compreso l'adeguamento alle nuove regole: "La promozione conquistata l'anno scorso a Torino è stata sicuramente una grandissima soddisfazione oltre che una grande rivincita a seguito della retrocessione dal massimo campionato dell'anno precedente, in cui a mio avviso avevamo tutte le carte per poterci salvare. Certamente la promozione più bella è stata la prima nella stagione 22/23 in cui eravamo tutte ragazzine con un età media di circa 17 anni, dimostrando che nonostante l'anagrafica, grazie all'impegno, al duro lavoro e cosa fondamentale alla fiducia reciproca, tutto sia possibile. Questa stagione è sicuramente diversa dalla precedente in A1, il fatto di avere un gruppo con ragazze provenienti dallo stesso vivaio, è stato di grande aiuto, tutte ci conoscevamo, sapevamo i punti di forza e quelli di debolezza dell'altra, così da aiutarci e performare al meglio. Comunque anche se molti elementi fondamentali della nostra vecchia squadra hanno deciso di intraprende un altro percorso, il legame non si è mai dissolto".
La numero 9 della formazione targata Iren Tauride prosegue: "Avere nuove compagne in rosa specialmente internazionali è sicuramente una possibilità in più di crescita, potendosi confrontare e discutere su tecniche e schemi diversi. Sicuramente all'inizio, specialmente nelle prime partite è stato un po' difficile perchè non ci conoscevamo ancora perfettamente, ma con il tempo e durante la pausa invernale in particolare abbiamo avuto e abbiamo tutt'ora modo di affinare gli schemi, capire al meglio i punti di forza delle compagne così da poterli sfruttare al meglio in partita, dove cercheremo di toglierci qualche soddisfazione. Oltre al gruppo rispetto alla prima esperienza in A1 tutte le squadre hanno fatto ottimi acquisti, portandomi a confrontare con avversarie sempre più ostiche a cui posso fare solo i miei complimenti, questa capacità di mettersi in gioco in particolare contro ad un avversario con molta più esperienza fa solo che bene, così si migliora partita dopo partita. Riguardo alle nuove regole, ho avuto la possibilità di affrontarle già agli Europei U18, ancor prima che in campionato. I cambiamenti non sono molti, sicuramente ora vengono premiati ancora di più i centroboa per il loro lavoro al centro, questa purtroppo è un'arma a doppio taglio poichè può aiutare molto in attacco come penalizzare in difesa. Riguardo invece alla durata ad esempio dell'azione che è passata da 30 a 28 secondi, non trovo una differenza significativa specialmente in ambito femminile in cui le dimensioni del campo sono rimaste invariate".
La disputa degli spareggi salvezza arriverà a poche settimane dagli esami di Stato: "Sicuramente conciliare sport e studio non è mai facile, specialmente quando si gioca ad alti livelli. Quest'anno per me è ancora più difficile dato che a giugno dovrò sostenere l'esame di maturità. La cosa fondamentale è l'organizzazione, per riuscire a conciliare al meglio entrambe, che a mio avviso sono importanti allo stesso modo. Negli anni ammetto di aver tralasciato a volte lo studio per dedicarmi agli allenamenti, ma ora ho trovato il metodo di studio giusto e grazie all'estrema disponibilità dei professori e agli orari degli allenamenti comodi riesco a conciliare tutto al meglio e trovare anche spazio per dedicarmi ai miei hobby. Sicuramente il problema si ripresenterà quando dovrò fare l'Università, ma spero comunque di riuscire sempre a conciliare entrambe le passioni sia quella sportiva che quella dello studio per non rischiare di dover rinunciare a una delle due".
Un richiamo di un territorio a forte spinta pallanuotistica anche per la sua conformazione geografica, un amore a prima vista cresciuto e consolidatosi nel tempo per la giovane di origini toscane: "Fin da piccola sono sempre stata legata all'acqua e agli sport acquatici, iniziando a praticare Nuoto già in tenerissima età. Quando mi trasferii a Genova però avevo desiderio di provare qualcosa di più innovativo e divertente rispetto al classico Nuoto. Per tanto grazie alla grande popolarità di questo sport in Liguria, ho conosciuto la Pallanuoto e in particolare la U.S. Luca Locatelli. Così nel 2017 inizia questo nuovo e bellissimo capitolo della mia vita senza la minima aspettativa che mi avrebbe portato così tante gioie. Già dalle prime lezioni mi innamorai e appassionai, rendendomi subito conto che stavo facendo qualcosa che mi piaceva veramente. Non solo gli allenamenti, ma anche l'ambiente generale e le compagne sono state fin da subito veramente accoglienti, da li si è creato questo legame fortissimo tra compagne e questa capacità di essere sempre in qualsiasi caso squadra, la nostra arma che ci ha contraddistinto negli anni. Proprio il gruppo creato e l'armonia che c'è in acqua tra compagne, mi ha sempre spinto a continuare questo sport e a non valutare l'opzione di poter cambiare squadra, anche quando si presentavano situazioni di difficoltà sia dentro che fuori dall'acqua".
Una giocatrice poliedrica, indirizzata dopo le prime bracciate ai 2 metri: "Il mio ruolo mi fu assegnato dal mio allenatore, ricordo quando nel lontano 2021 giocando il campionato U14, una volta mi disse: "Nausicaa tu vai al centro". Da lì iniziò il panico, ero abituata a vedere alla televisione le partite della Nazionale in cui il centroboa faceva a sportellate nell'acqua e per tanto all'inizio ero abbastanza spaventata. Grazie agli allenamenti alle partite riuscii ad acquisire sempre più confidenza con il mio ruolo, vedendo che anche gli allenatori avevano fiducia in me facendomi giocare in questa posizione. Il duro lavoro e la fiducia degli altri, mi hanno sempre spinto a dare il massimo e migliorare ogni giorno di più. Se tornassi indietro nel tempo non esiterei nemmeno un secondo a fare il centroboa e non avrei sicuramente paura come ebbi allora, nonostante da molti sia considerato un ruolo di "ignoranza" e puramente fisico, in realtà nasconde dietro di se oltre che un grandissimo sforzo fisico, un estremo lavoro di astuzia per poter calibrare i movimenti giusti per avrre la meglio sull'avversario. Oltretutto è un ruolo chiave in attacco, poichè al centro se si lavora con la giusta tecnica si conquista sempre una espulsione o addirittura un rigore".
L'album delle memories è già ricco di istantanee scolpite nella mente e nel cuore e di elementi da salvare nelle storie in evidenza: "Di ricordi sportivi ne ho veramente molti forse troppi, il più recente è stato sicuramente l'europeo U18, ma scavando indietro negli anni ce ne sono molti come la già citata prima promozione in A1, la vittoria del secondo Scudetto giovanile. Però se devo essere veramente sincera il miglior ricordo che ho e che è l'esempio cardine di come la forza del gruppo porti alle vittorie, sono le finali U16 del 2023 a Siracusa. Siamo arrivate a queste finali, in cui ero capitano, con veramente poche ambizioni, eravamo poche ragazze, senza un vero portiere di ruolo, di cui più della metà sotto leva. Ci siamo ritrovate a competere con ragazze che nonostante fossero di pari età alla nostra alcune spiccavano già nel panorama della Nazionale giovanile e dell'A1. Comunque nonostante le poche ambizioni, il coraggio e la forza morale non sono mai mancati, il lavoro di squadra ci ha accompagnato in tutte le partite, fino alla Semifinale e imprevedibilmente alla finale nazionale. Avevamo tutte la pelle d'oca, dopo esser riuscite a conquistare la finale, a tratti non lo avevamo ancora totalmente realizzato, ciò sembrava surreale. Alla fine purtroppo per veramente un unghia non abbiamo conquistato lo Scudetto contro L'Ekipe Orizzonte, favorito sicuramente da una rosa più ampia e il fatto di giocare in casa. Ma nonostante ciò ci siamo laureate vice campionesse d'Italia, penso sia stata l'unica volta in cui sono stata veramente contenta anche se al collo avevo la medaglia d'Argento".
La scorsa estata è stata particolarmente significativa: "La mia ultima esperienza in Nazionale è stata veramente bella, era il mio primo evento con la calottina dell'Italia. Fino a meno di due mesi prima non pensavo sarebbe stato possibile, perchè non avevo mai fatto neanche un collegiale. Con le compagne nonostante molte fossero ormai avversarie storiche c'è stato un grande lavoro di squadra grazie anche allo staff tecnico che ha reso ancora più memorabile questa avventura, insegnandomi quel qualcosa in più che mi mancava. Nonostante il quarto posto che ha lasciato molto amaro in bocca, a livello personale sono stata veramente contenta, sono cresciuta sia come persona che come atleta, togliendomi molte soddisfazioni in campo e dimostrando tutto l'impegno, il lavoro e i sacrifici fatti negli anni e tutto grazie allo straordinario lavoro fatto dalla mia società, se sono arrivata agli Europei è stato sicuramente grazie agli allenatori e alle compagne. Con questa esperienza ho imparato anche a credere molto più in me stessa che è una cosa fondamentalmente sia nella vita che nello sport, poco prima di partire non mi sentivo ancora adeguata al contesto poichè ero "nuova", avendo paura di deludere qualsiasi aspettativa. Alla fine però grazie anche alle fantastiche persone che ho incontrato a cui devo dire solo grazie sono riuscita a fare in molte partite una delle mie migliori prestazioni fino ad oggi. Non penso ci sia qualcosa che cambierei nel mio percorso di cui sono molto soddisfatta. Non c'è una compagna in particolare che abbia lasciato un segno in più delle altre, a loro modo tutte mi hanno lasciato qualcosa: a partire da chi con un sorriso riusciva a rendermi l'allenamento più leggero in una giornata NO, chi con una strigliata a fin di bene cercava di spronarmi a tirare fuori il meglio di me, chi facendo dei sacrifici declinò altre offerte solo per l'amore della squadra, fino a chi ha avuto la fiducia e la forza di raccontarmi i propri problemi e paure dello sport nonostante all'apparenza appaia un'atleta modello".
L'attenzione si sposta sulla più stretta attualità: "Gli obiettivi collettivi innanzitutto quest'anno, sono toglierci qualche soddisfazione in alcune partite e certamente cercare di salvarci in A1. Con la squadra giovanile, impegnarci per cercare di raggiungere le finali sempre divertendoci, che è fondamentale: la Pallanuoto e lo sport devono essere prima di tutto fonte di divertimento. A livello personale i miei propositi più imminenti, oltre sicuramente al desiderio di ritornare in collegiale e chissà magari rivestire la calotta azzurra, è principalmente migliorare allenamento per allenamento, partita dopo partita, cercando di essere sempre la versione migliore di me stessa. Nella mia visione dello sport noi siamo i nostri peggior avversari, io mi alleno e cerco di migliorare per poter battere in primis la me di ieri, poi gli avversari. Questo mi fa guadagnare grinta e coraggio che poi cerco di trasmettere nel migliore dei modi alle mie compagne in particolare a quelle più giovani di cui sono capitano nella categoria Under 18". Giovanissima ma con una testa sulle spalle pensante da veterana, valori umani e tecnici, visione e capacità di leggere oltre la superficie, di chi sa tesaurizzare le vittorie e il significato di "quando si perde imparo": la crescita di Nausica Magaglio continua con tanti altri lidi da esplorare e conquistare.
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