

La 71ª edizione dei David di Donatello si è svolta lo scorso 7 Maggio 2026, negli studi di Cinecittà, nello storico Teatro 23, confermandosi come uno degli appuntamenti più importanti del cinema italiano. La cerimonia, trasmessa in diretta su Rai 1, è stata condotta per la prima volta da Flavio Insinna e Bianca Balti, protagonisti di una serata che ha alternato momenti celebrativi, interventi sociali e riflessioni sul futuro dell’industria cinematografica nazionale. A dominare la premiazione è stato "Le città di pianura", arrivato alla serata con 16 candidature e grande vincitore con otto David conquistati, tra cui Miglior Film e Miglior Regia per Francesco Sossai. Il riconoscimento come Miglior Attore Protagonista è andato a Sergio Romano per la sua interpretazione nello stesso film, mentre il David come Miglior Attrice Protagonista è stato assegnato a Aurora Quattrocchi per "Gioia mia". Tra i premi per i ruoli non protagonisti, sono stati premiati Matilda De Angelis per "Fuori" e Lino Musella per "Nonostante".
Uno dei momenti più intensi della serata è stato il discorso di Aurora Quattrocchi, che dopo aver ricevuto il premio ha lanciato un appello in difesa delle grandi sale cinematografiche, criticando la progressiva riduzione degli spazi dedicati al cinema tradizionale. L’attrice ha invitato a "riaprire le grandi sale cinematografiche", sostenendo che l’esperienza collettiva della visione in sala rappresenti ancora il cuore del cinema. Molto applaudito anche l’intervento di Sergio Romano, che ha parlato della necessità di sostenere culturalmente e produttivamente il cinema italiano, definendolo uno strumento fondamentale per raccontare il Paese e la sua identità sociale. Nel corso della cerimonia è stato assegnato il premio alla carriera a Gianni Amelio. Il regista ha tenuto un discorso ironico e personale, scherzando sul concetto stesso di "carriera" e annunciando inoltre il suo nuovo progetto cinematografico, Nessun dolore, che vedrà coinvolti Valeria Golino, Valerio Mastandrea e Alessandro Borghi. Durante la serata è stato inoltre consegnato il Premio Speciale Cinecittà a Vittorio Storaro, tre volte premio Oscar per film quali Apocalypse Now, Reds e L'ultimo imperatore.
È stato inoltre assegnato un David Speciale a Bruno Bozzetto. Fuori dagli studi di Cinecittà, intanto, si è svolta una protesta organizzata dal collettivo Siamo ai titoli di coda insieme al sindacato USB. Tecnici, scenografi, montatori e lavoratori dell’audiovisivo hanno manifestato contro la precarietà del settore e la mancanza di tutele contrattuali. Durante il presidio sono stati esposti striscioni e messe in scena performance simboliche con maschere bianche, per rappresentare l’invisibilità delle maestranze del cinema italiano. Sul tema è intervenuta anche la stessa De Angelis, che nel corso della serata ha espresso solidarietà ai lavoratori del comparto audiovisivo, denunciando il rischio di un progressivo impoverimento culturale del cinema italiano e richiamando l’attenzione sulle difficoltà vissute da chi opera dietro le quinte dell’industria cinematografica. La 71ª edizione dei David di Donatello si è quindi trasformata non solo in una celebrazione del cinema italiano, ma anche in un momento di confronto pubblico sulle difficoltà attraversate dal settore audiovisivo, tra richieste di rilancio culturale, sostegno alle sale cinematografiche e tutela delle professionalità dell’industria cinematografica nazionale.
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