

Gabriele Casaburi, medico, è candidato al Consiglio comunale di Salerno alle prossime elezioni amministrative all’interno di Forza Italia, a sostegno del candidato sindaco Gherardo Maria Marenghi. La sua scelta nasce dall’esperienza quotidiana a contatto con le fragilità sociali e le criticità del sistema pubblico, che lo hanno portato a maturare l’idea di un impegno diretto nelle istituzioni. "Ho deciso di candidarmi perché credo sia arrivato il momento di trasformare l’esperienza quotidiana in responsabilità concreta", spiega. Da medico, osserva ogni giorno "cosa significa per un cittadino affrontare difficoltà legate alla sanità, alla fragilità sociale, alla burocrazia". È proprio questa esperienza, racconta, ad averlo portato a una riflessione più ampia: non basta osservare o denunciare i problemi, ma è necessario "entrare nei luoghi dove si prendono le decisioni". L’approccio che intende portare in Consiglio comunale è lo stesso maturato nella professione medica: ascolto, priorità e ricerca di soluzioni concrete. Per il candidato la priorità per Salerno è chiara: "rendere la città una città che funzioni davvero ogni giorno". Un obiettivo che, nella sua visione, passa attraverso servizi efficienti, mobilità adeguata, sanità territoriale integrata e maggiore attenzione alla qualità della vita. "Oggi il problema non è più costruire, ma far funzionare ciò che esiste, soprattutto nei quartieri e nelle periferie", sottolinea.
Tra i temi centrali della sua proposta c’è quello dell’inclusione. Parlando delle persone con disabilità, il medico individua la criticità principale nel divario tra diritti riconosciuti e applicazione concreta: "La barriera più grande è la distanza tra i diritti riconosciuti sulla carta e la loro applicazione concreta". A questo si aggiungono barriere architettoniche ancora presenti e difficoltà burocratiche che complicano l’accesso ai servizi: "Oggi una persona con disabilità spesso deve adattarsi alla città, quando dovrebbe essere la città ad adattarsi alle persone". Sul piano delle proposte, indica alcune misure immediatamente realizzabili, come lo sportello unico per i cittadini, anche in forma digitale, e una revisione della gestione dei parcheggi personalizzati. "Lo sportello unico è la misura più immediata e realizzabile. Non richiede grandi opere, ma organizzazione e volontà amministrativa", afferma, evidenziando come interventi di questo tipo possano incidere subito sulla vita quotidiana delle famiglie. Uno dei punti cardine del programma è l’accessibilità urbana. Propone di trasformare il PEBA da piano teorico a strumento operativo vincolante: "Ogni intervento pubblico – strade, marciapiedi, edifici – deve avere come prerequisito l’accessibilità. Non servono nuovi piani: serve applicare quelli esistenti, con tempi certi e verificabili".
Ampio spazio anche al tema della sicurezza, considerato una priorità da affrontare in modo strutturato e continuo. Le azioni indicate sono operative: potenziamento della videosorveglianza nelle aree più critiche, maggiore presenza della polizia municipale sul territorio, miglioramento dell’illuminazione urbana e coordinamento costante con Prefettura e forze dell’ordine: "La sicurezza si costruisce con presenza, prevenzione e controllo, non con annunci". Sul punto è netto: "Si è spesso intervenuti in modo episodico e non strutturato. Mancano programmazione, continuità e coordinamento". Per il candidato, la sicurezza deve diventare una politica costante, basata su dati e monitoraggio quotidiano, non su interventi emergenziali. Anche la trasparenza amministrativa rientra tra le priorità. Oggi, sostiene, il cittadino fatica a comprendere tempi e criteri delle decisioni pubbliche. Per questo propone strumenti concreti come la pubblicazione aggiornata dei dati, la digitalizzazione dei servizi e la tracciabilità delle pratiche amministrative. "La trasparenza non è un principio astratto, ma un metodo di lavoro". Guardando al futuro, immagina una Salerno più semplice da vivere, dove i servizi funzionano e la mobilità è più efficiente. Una città in cui si riducono le distanze tra centro e periferie e dove "un giovane può costruire il proprio futuro e una persona fragile non si sente sola". Una visione che si chiude con un’idea precisa di città: una realtà che "non si limita ad apparire, ma che funziona davvero".
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