

di Massimiliano Catapano
Una vicenda di violenza estrema, consumata tra le mura domestiche e destinata a scuotere profondamente la comunità angrese. Un uomo di 41 anni, di nazionalità bengalese, è ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato evirato dalla moglie, una donna di 35 anni, al culmine di un episodio che gli investigatori stanno ricostruendo in ogni dettaglio. La donna è stata arrestata e trasferita nel carcere di Salerno-Fuorni. Secondo quanto riportato dalle prime cronache, l’uomo si trova ricoverato all’ospedale "Umberto I" di Nocera Inferiore con prognosi riservata. Il fatto sarebbe avvenuto all’interno dell’abitazione occupata dalla coppia, indicata da alcune ricostruzioni in via Zurlo. In un primo momento l’episodio poteva apparire come l’ennesima lite familiare degenerata, ma il quadro emerso nelle ore successive avrebbe assunto contorni ben più inquietanti: la donna avrebbe narcotizzato il marito, verosimilmente attraverso sostanze mescolate al pasto, prima di colpirlo mentre era ormai in stato di incoscienza. Quando l’effetto delle sostanze si è attenuato, il 41enne si sarebbe risvegliato in preda a dolori lancinanti, riuscendo con enorme fatica a chiedere aiuto.
L’allarme è stato raccolto dai vicini, che hanno immediatamente sollecitato l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 e i Carabinieri della stazione di Angri, coordinati dal comandante Cinque, che hanno avviato i primi accertamenti all’interno dell’abitazione. Gli investigatori hanno lavorato per ricostruire la sequenza dell’aggressione e per individuare ogni elemento utile: dai resti del pasto alle eventuali sostanze utilizzate per stordire la vittima, fino all’arma con cui sarebbe stata compiuta la mutilazione. La direzione delle indagini è stata assunta dal sostituto procuratore Caputo, pubblico ministero di turno, chiamato ora a valutare la posizione della donna e l’esatta qualificazione giuridica dei fatti. Le contestazioni ipotizzate sono gravissime. Si procede per lesioni gravissime, vista la natura permanente della mutilazione subita dall’uomo, ma resta al vaglio anche l’ipotesi di tentato omicidio, legata alla violenza dell’azione, alla possibile premeditazione e al rischio concreto derivante dall’emorragia.
Resta da chiarire il movente. Alcune ricostruzioni parlano della possibile scoperta di un tradimento da parte della donna, pista che gli inquirenti stanno valutando con cautela. Altre ipotesi, ancora tutte da verificare, guardano invece alla storia interna della coppia, ai rapporti familiari e all’eventuale presenza di tensioni precedenti o maltrattamenti. Nessuna supposizione, tuttavia, può trasformarsi in verità giudiziaria prima degli accertamenti della Procura. La comunità di Angri resta attonita davanti a un episodio di rara brutalità, maturato in un contesto familiare che ora gli investigatori stanno scandagliando senza escludere alcuna pista. Ciò che al momento appare certo è il bilancio umano della vicenda: un uomo gravemente ferito, una donna in carcere e una casa trasformata, nel silenzio della quotidianità, nello scenario di un orrore difficile persino da raccontare.
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