

di Massimiliano Catapano
Una giornata che doveva avere il ritmo leggero dell’isola si è trasformata in tragedia. Franco Sessa, 30 anni, originario di Pagani, è stato ucciso nel pomeriggio a Ibiza, nelle Isole Baleari, colpito al torace da una violenta coltellata sferrata nei pressi di un bar nella zona di Playa d’en Bossa, al confine con il comune di Sant Josep de sa Talaia. Secondo quanto ricostruito dalle autorità locali e riportato dalla stampa spagnola, tra cui il Diario de Ibiza, il giovane sarebbe stato aggredito da una persona poi dileguatasi subito dopo il colpo. L’arma utilizzata, un oggetto da taglio, ha provocato una ferita profonda al lato sinistro del torace, rivelatasi fatale. I soccorsi sono intervenuti rapidamente, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile: Sessa era già in arresto cardiaco al momento dell’arrivo dei sanitari. La gravità delle lesioni non ha lasciato scampo.
Nelle prime ore successive all’accaduto si era fatta strada l’ipotesi di una rapina degenerata, ma le testimonianze raccolte sul posto hanno indirizzato gli investigatori verso una pista diversa, più compatibile con un omicidio volontario. Non viene esclusa, tra le altre, anche la possibilità di un regolamento di conti. Alcuni presenti avrebbero riferito di aver visto il 30enne discutere poco prima con due individui che parlavano una lingua straniera. I due si sarebbero poi allontanati rapidamente, facendo perdere le proprie tracce. Nessuno, tuttavia, avrebbe assistito direttamente al momento dell’aggressione, anche se diversi testimoni avrebbero notato il giovane barcollare e portarsi le mani al petto prima di accasciarsi al suolo.
A dare l’allarme è stata una donna che si trovava nei pressi della zona: parcheggiando l’auto, ha notato il corpo del ragazzo riverso a terra, con evidenti ferite e tracce di sangue, allertando immediatamente i soccorsi. Sul caso è stata aperta un’inchiesta affidata alla Guardia Civil, che sta raccogliendo elementi utili per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e individuare il responsabile. Le indagini sono in corso e, al momento, non vengono esclusi scenari alternativi. La vittima apparteneva a una famiglia molto conosciuta a Pagani. La madre è la compagna di Rino Giglio, nome legato a una nota famiglia di mobilieri. Una notizia che ha rapidamente attraversato la comunità dell’Agro nocerino-sarnese, lasciando sgomento e incredulità. Resta ora il lavoro degli investigatori, chiamati a fare luce su una vicenda ancora avvolta da molte ombre, mentre dall’isola arrivano poche certezze e numerosi interrogativi.
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