

di Massimiliano Catapano
Non c’è spazio per facili entusiasmi. Non dopo una vittoria pesantissima, non dopo aver espugnato il campo della capolista, non dopo aver messo un piede e mezzo verso la salvezza. Fabio Prosperi (foto Lorenzo Giordano/Raffaele Purgante) resta lucido, concreto, fedele alla linea che ha accompagnato la Cavese nelle settimane più delicate: lavorare, soffrire, non fermarsi. Il successo di Benevento rappresenta un passo enorme, ma per l’allenatore metelliano non è ancora il traguardo. "Non siamo ancora salvi perchè dobbiamo continuare a lottare e a combattere. Ci serve almeno un altro punto per la matematica e purtroppo la strada è ancora dura. Abbiamo fatto una partita di grande livello contro una squadra che in casa non aveva mai perso e che ha un valore incredibile. Il Benevento ha meritato di vincere il campionato e per noi venire qui a fare risultato era davvero complicato. Ci prendiamo questi punti, ma sappiamo che non bastano ancora". Una prestazione costruita anche attraverso scelte tattiche coraggiose, come quella di avanzare Orlando: "Orlando, partendo da mezz’ala, aveva già segnato otto gol e questo è il nono, il primo da attaccante. Abbiamo cambiato qualcosa per mettere in difficoltà il Benevento e i ragazzi sono stati bravissimi ad applicare quello che avevamo preparato. Faccio i complimenti a tutti perchè affrontare una squadra così, con la migliore formazione in campo, non era semplice. E sono convinto che il Benevento continuerà a giocare sempre allo stesso modo, senza regalare nulla".
Il tecnico sottolinea il valore dell’avversario e la difficoltà della gara, vissuta tra occasioni e momenti di sofferenza. "Abbiamo giocato contro una squadra fortissima, che poteva creare pericoli in qualsiasi momento. Siamo stati bravi a portarla a casa, anche se per noi ogni vittoria è sofferta. I punti che facciamo ce li dobbiamo guadagnare con fatica, sempre. Nel primo tempo abbiamo avuto anche occasioni importanti per andare sullo 0-2. Poi è chiaro che pensare di venire a Benevento e creare dieci palle gol è fuori dalla realtà. Non è stata solo una partita di sofferenza, ma una gara completa". La testa, però, è già al prossimo impegno. Nessuna distrazione, nessuna celebrazione anticipata: "Dobbiamo lottare fino all’ultimo minuto del campionato. Sono pronto dal giorno in cui ho firmato per questa squadra e so bene qual è il nostro obiettivo. Questa è una vittoria importante, ma non decisiva. Domenica ci aspetta una partita complicata contro una squadra ben organizzata e dovremo farci trovare pronti. Io, già da domani, tornerò a lavorare perché la strada è ancora lunga".
Infine, il pensiero più sentito è rivolto alla tifoseria, sempre vicina anche nei momenti più difficili: "Questa vittoria è dedicata alla nostra tifoseria. Non posso dedicargli altro, se non l’impegno quotidiano. Ho dentro di me un tarlo fisso: quello della salvezza che ancora non è arrivata. Voglio portare questa squadra all’obiettivo. La Curva ci ha sempre sostenuto, anche quando i risultati non arrivavano. Quando avevamo fatto due punti in sei partite, non ci ha mai contestato, anzi ci ha spinto a dare di più. Spero davvero di riuscire a regalargli una gioia". Parole chiare, dirette, da chi conosce il peso delle responsabilità. La Cavese è vicinissima alla salvezza, ma nella testa del suo allenatore non è ancora tempo di fermarsi. Solo di continuare a correre.
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