

di Massimiliano Catapano
Un intervento tempestivo e articolato per accertare i fatti e ristabilire condizioni di sicurezza all’interno del presidio ospedaliero. In seguito a quanto emerso sugli organi di informazione, la Direzione dell’Azienda Ospedaliero Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" di Salerno ha disposto un sopralluogo immediato per verificare la situazione segnalata. Le verifiche, effettuate dalla Direzione Generale con il supporto della Direzione Medica di Presidio e dell’Ufficio Tecnico, hanno riguardato in particolare il VII piano dei corpi C e D. Proprio durante queste operazioni è stata accertata la presenza di tre persone senza dimora: due al VII piano dei corpi C-D e una all’VIII piano del corpo H-L-K. In entrambi i casi si trattava di aree tecniche, non accessibili al pubblico e destinate esclusivamente al personale addetto alla manutenzione degli impianti e delle centrali tecnologiche, comprese le unità di trattamento aria.
La situazione ha richiesto un’immediata attivazione della rete istituzionale. La Direzione ha infatti coinvolto Prefettura, Comune e servizi sociali territoriali per garantire una gestione adeguata dei soggetti individuati. Due persone sono state indirizzate verso strutture di accoglienza della Caritas, mentre la terza è stata accompagnata dalle forze dell’ordine. Contestualmente sono stati avviati i primi interventi di messa in sicurezza: l’accesso al VII piano dei corpi C-D è stato interdetto, anche attraverso la limitazione dell’utilizzo dell’ascensore; si è proceduto alla sostituzione delle serrature delle aree tecniche e all’avvio di un’attività di sanificazione degli ambienti interessati. L’intervento, tuttavia, non si è limitato alla gestione dell’emergenza. La Direzione Generale ha disposto un approfondimento interno per individuare eventuali criticità e pianificare ulteriori interventi strutturali.
Tra le azioni previste figurano la ricognizione immediata di tutti gli accessi al presidio ospedaliero, la verifica di possibili profili di responsabilità e l’attivazione di un confronto istituzionale con servizi sociali, enti territoriali e forze dell’ordine, finalizzato alla definizione di protocolli condivisi per la gestione delle situazioni di fragilità sociale. A rendere noti questi elementi è stata la stessa Direzione Generale dell’Azienda, guidata dal direttore generale facente funzione Sergio Russo, che attraverso una nota ufficiale ha ribadito l’impegno a garantire elevati standard di sicurezza per pazienti, operatori e cittadini, assicurando al tempo stesso che ogni criticità venga affrontata con tempestività, responsabilità e attenzione anche agli aspetti sociali, nel rispetto della dignità delle persone. In un contesto complesso come quello ospedaliero, dove sicurezza e tutela della persona devono convivere quotidianamente, la gestione di episodi come questo rappresenta un banco di prova significativo.
La rapidità dell’intervento e la scelta di attivare una rete istituzionale ampia indicano una direzione chiara: non solo prevenire e controllare, ma anche comprendere e accompagnare, senza perdere di vista il valore umano che ogni struttura sanitaria è chiamata a difendere.
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