

di Massimiliano Catapano
Un caso clinico complesso, affrontato e risolto con una strategia chirurgica di altissimo profilo, rilancia il ruolo dell’AOU "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" di Salerno come punto di riferimento nella chirurgia oncologica mini-invasiva della laringe. Protagonista della vicenda è un uomo anziano di Pompei, giunto all’osservazione dei medici con un carcinoma laringeo in stadio avanzato. Il tumore interessava la regione glottica, con estensione agli spazi paraglottici posteriori, coinvolgendo entrambe le corde vocali e la commissura anteriore: un quadro clinico particolarmente articolato, che in molti casi conduce a interventi demolitivi. A fronte della gravità della patologia, l’équipe guidata dal professor Francesco Salzano - direttore dell’Unità Operativa Complessa di Otorinolaringoiatria, ordinario presso il Dipartimento di Medicina dell’Università di Salerno e responsabile della Scuola di Specializzazione - ha scelto un approccio conservativo, puntando a preservare la funzione laringea senza compromettere la radicalità oncologica.
L’intervento è stato eseguito mediante microendoscopia diretta in sospensione, con l’utilizzo del laser CO₂, una tecnologia altamente specialistica che consente una precisione chirurgica millimetrica. In questo caso, è stata effettuata una cordectomia estesa - una quadrectomia di tipo VI - tra le procedure più impegnative in ambito laringeo. Nonostante le difficoltà tecniche legate alla diffusione della neoplasia, l’asportazione è risultata completa, come confermato dall’esame istologico. Si tratta di una metodica già codificata dalla scuola napoletana del professor Giovanni Motta, tra i pionieri di questo approccio, oggi adottata solo in centri altamente specializzati a livello nazionale e in poche realtà campane. Il Ruggi si inserisce, dunque, in quella ristretta rete di strutture capaci di offrire soluzioni terapeutiche all’avanguardia per patologie oncologiche complesse.
I benefici della tecnica sono evidenti: riduzione significativa dell’impatto chirurgico, recupero post-operatorio rapido, dimissioni entro 24 ore e, soprattutto, l’assenza di tracheotomia. Un risultato che si traduce non solo in efficacia clinica, ma anche in una qualità di vita nettamente superiore per il paziente. Non è mancato il riconoscimento umano. Il paziente, profondamente colpito dall’esito dell’intervento, ha voluto esprimere pubblicamente la propria gratitudine al professor Salzano e alla sua équipe, sottolineando la professionalità e l’umanità dimostrate: "Non pensavo fosse possibile affrontare un intervento così delicato e tornare presto a casa". Una testimonianza che va oltre il singolo caso e rafforza l’immagine del Ruggi come presidio di eccellenza sanitaria, capace di coniugare innovazione tecnologica, competenza clinica e attenzione alla persona. In un panorama sanitario spesso messo alla prova, esperienze come questa rappresentano un segnale concreto di qualità e progresso.
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