

di Massimiliano Catapano
Dopo oltre un anno di latitanza, Roberto Mazzarella è stato arrestato nella notte a Vietri sul Mare, in provincia di Salerno, dove si era rifugiato in una struttura di lusso della Costiera Amalfitana. La sua irreperibilità si è chiusa in un contesto che stride con il profilo criminale contestato dagli inquirenti: una villa di pregio, un soggiorno prenotato sotto false generalità e l’idea, secondo quanto emerso, di trascorrere le festività pasquali insieme alla moglie e ai due figli, presenti nell’abitazione al momento del blitz. Mazzarella, classe 1978, era inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità del Ministero dell’Interno. Dal 28 gennaio 2025 sfuggiva all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea, nell’ambito di un’inchiesta che lo vede accusato di omicidio aggravato dal metodo mafioso. Gli investigatori lo considerano figura apicale dell’omonimo clan attivo a Napoli e in provincia.
L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Napoli, coordinati dalla Dda. Al blitz hanno partecipato anche lo Squadrone "Cacciatori di Calabria", le Api del gruppo di Napoli e una motovedetta della Capitaneria di porto di Salerno, a conferma di un dispositivo imponente costruito per chiudere ogni possibile via di fuga. Mazzarella, secondo quanto riferito, non ha opposto resistenza al momento dell’arresto. Nel corso della perquisizione eseguita all’interno della struttura dove si nascondeva, i militari hanno sequestrato tre orologi di lusso, circa 20 mila euro in contanti, documenti falsi, telefoni cellulari, smartphone e alcuni manoscritti ritenuti compatibili con una possibile contabilità da approfondire. Materiale che ora sarà passato al setaccio dagli investigatori per chiarire eventuali collegamenti, coperture e movimenti maturati durante il periodo di latitanza.
La cattura di Mazzarella rappresenta un colpo di rilievo nel contrasto ai vertici della criminalità organizzata campana. Non soltanto per il peso del nome che porta, ma anche per il valore simbolico di un arresto che mette fine alla fuga di un uomo ritenuto tra i più pericolosi ricercati del Paese. La latitanza, consumata tra identità false e lusso ostentato, si è conclusa lontano dai vicoli di Napoli, ma sotto la pressione costante di un’indagine che, alla fine, ha stretto il cerchio fino alla Costiera.
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