

di Massimiliano Catapano
Dopo mesi di silenzio, Danilo Iervolino torna a parlare alle colonne del "Corriere dello Sport" e lo fa con dichiarazioni che non lasciano spazio a interpretazioni. Il patron granata rompe il riserbo nel momento più delicato della vicenda societaria e affida al quotidiano romano un messaggio netto, diretto, pesante. «A me interessa il destino della Salernitana, non il rumore che si crea intorno al suo nome». È da questa frase che bisogna partire, perchè dentro c’è la sintesi del suo pensiero: meno voci, meno ribalte, meno confusione; più sostanza, più affidabilità, più futuro. Iervolino non si limita a ribadire la volontà di arrivare alla cessione, ma fissa pubblicamente i requisiti che considera indispensabili per il passaggio di consegne. E lo fa senza giri di parole: "La Salernitana deve finire in mani davvero affidabili, con un progetto serio e duraturo". È una dichiarazione che pesa, perché sposta il baricentro del discorso dal semplice atto della vendita alla qualità di chi dovrà raccogliere l’eredità del club. Il punto, nelle sue parole, non è cedere tanto per cedere, ma garantire a Salerno una continuità credibile, robusta, all’altezza della storia e della passione di questa piazza.
In questo quadro si inserisce anche il riferimento diretto a Giovanni Lombardi, liquidato con una valutazione netta: "In questa vicenda, Lombardi mi è sembrato alla fine più orientato alla ribalta che ad altro". Un passaggio duro, che segna un confine preciso tra ciò che il patron considera esposizione mediatica e ciò che invece ritiene sostanza imprenditoriale. Ma il cuore dell’intervento è soprattutto nella chiamata aperta alla città: "Cederei la Salernitana senza debiti e con cassa positiva, a chiunque è solido ed a chiunque la popolazione o l’amministrazione locale vuole che io la dia, purché abbia un progetto serio e duraturo. Solo per amore di Salerno". È qui che le parole di Iervolino assumono un valore ancora più forte. Perché non si rivolgono soltanto agli interlocutori già in campo, ma a tutto il territorio: tifosi, amministrazione comunale, imprenditori. Il messaggio è chiarissimo: se qualcuno vuole davvero la Salernitana, questo è il momento di dimostrarlo con i fatti.
Nello stesso intervento, Iervolino indica anche un possibile scenario di convergenza, chiamando in causa Cristiano Rufini: "Sono convinto che anche Rufini, che mi ha detto di voler fare cose importanti e serie per la città, potrebbe essere d’accordo e farebbe un passo indietro prima della compravendita". Una frase che rafforza ulteriormente il concetto espresso dal presidente: prima di tutto viene il bene della Salernitana, sopra ogni nome.C’è poi il dettaglio che dà concretezza alla trattativa. Il termine per rendere definitivo il passaggio di proprietà, dopo il preliminare già firmato, è fissato al 20 aprile. Entro quella data, Rufini dovrà ottemperare agli impegni economici previsti, tra cui il versamento di 1.250.000 euro. Una scadenza chiara, che segna il confine tra le intenzioni e i fatti. Il senso dell’intervento di Iervolino è dunque limpido. Dopo mesi di silenzio, il presidente ha parlato per dire che la Salernitana è pronta a cambiare proprietà, ma non a qualsiasi condizione. Ha parlato per ribadire che il club sarà ceduto solo a chi offrirà garanzie reali, solidità economica e un progetto serio. E soprattutto ha lanciato un segnale forte alla città: il futuro è aperto, ma ora servono decisioni, responsabilità e coraggio. Il resto è solo rumore.
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