

Una tempesta giudiziaria si abbatte sul Comune di Pagani, dopo che il Consiglio dei ministri ha decretato lo scioglimento dell’amministrazione in carica per infiltrazioni camorristiche, bloccando di fatto le elezioni amministrative previste a maggio. Il provvedimento, giunge al termine di approfondite e minuziose indagini portate avanti dalla commissione d’accesso nominata dalla Prefettura di Salerno. L’inchiesta - ricorda LiraTV - coinvolge nove persone tra funzionari ed ex amministratori. Tra gli indagati figurano anche l’ex sindaco Raffaele Maria De Prisco e l’ex assessore Pietro Sessa, inizialmente accusati di falso ideologico. Ora, l’amministrazione comunale decade e sarà sostituita da una gestione commissariale che durerà circa due anni. Per la cronaca, è la terza volta che il Comune di Pagani viene sciolto per infiltrazioni mafiose. La notizia ha generato sgomento tra cittadini e candidati, peraltro a pochi giorni dalla presentazione delle liste. La città di si avvicinava alle elezioni comunali del 2026 con un quadro politico ancora più frammentato rispetto ad altri centri della provincia di Salerno, caratterizzato da tensioni interne alle coalizioni e da una forte incertezza sulle alleanze.
Il dato più evidente, allo stato attuale, riguarda la situazione del centrodestra, che si presenta profondamente diviso: da un lato Fratelli d’Italia aveva indicato come candidato sindaco Nicola Campitiello, mentre Forza Italia aveva scelto un percorso alternativo puntando su Massimo D'Onofrio. Questa doppia candidatura ha sancito una rottura netta all’interno della coalizione, accompagnata anche da scontri politici e personali tra i vertici regionali dei partiti coinvolti. Il clima resta quindi teso e rende difficile, al momento, qualsiasi ipotesi di ricomposizione unitaria. In generale, il contesto politico paganese appare in fermento anche al di fuori dei partiti tradizionali, con movimenti civici e aree moderate impegnate nella costruzione di possibili alleanze e nella ricerca di candidati condivisi, senza che però sia ancora emersa una sintesi definitiva. La sensazione è quella di una competizione aperta e ancora in fase di definizione, in cui la frammentazione degli schieramenti potrebbe giocare un ruolo decisivo e rendere il risultato finale particolarmente incerto.
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