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Salernitana, Cosmi alza il livello: "Potenza tosto, ma vincere deve diventare la normalità. Dobbiamo migliorare a centrocampo"

27/03/2026

di Massimiliano Catapano

La Salernitana si avvicina alla trasferta di Potenza con un volto diverso, più sicuro, più consapevole, forse anche più maturo. Lo racconta Serse Cosmi (foto Internet), che alla vigilia del match ha fotografato con lucidità il momento della sua squadra, reduce da tre successi consecutivi contro Latina, Crotone e Team Altamura e adesso chiamata a dare continuità per inseguire il poker. Il tecnico granata non si nasconde: la condizione mentale è cresciuta, ma per compiere un ulteriore salto di qualità servirà qualcosa in più, soprattutto in mezzo al campo. "Arriviamo a questa partita in una situazione psicologica migliore rispetto a quella di venti giorni fa", ha spiegato l’allenatore della Bersagliera, rivendicando il lavoro svolto nelle ultime settimane anche sul piano della mentalità. "Come avevo già accennato la settimana scorsa, in questi giorni mi sono adoperato per far capire al gruppo che per noi vincere deve diventare una cosa nella norma". Un messaggio chiaro, netto, che va oltre il singolo risultato e punta a costruire una mentalità da squadra abituata a stare in alto. Cosmi, però, non rinuncia alla sua proverbiale franchezza e aggiunge anche un riferimento alle discussioni seguite all’ultimo successo: "Soprattutto vincere soffrendo, sebbene io abbia notato che qualcuno si è un po’ indispettito perché non siamo stati belli contro l’Altamura".

È qui che il discorso del tecnico si allarga e diventa quasi una lezione di calcio concreto, lontano da letture superficiali: "Nel calcio abbinare le due cose, gioco e risultati, è certamente possibile ed ogni allenatore ricerca il successo attraverso l’aspetto estetico", ha detto Cosmi. "Tuttavia, si arriva ad un momento in cui bisogna considerare due variabili". La prima, per l’allenatore granata, è l’avversario, che merita sempre rispetto e considerazione. La seconda riguarda la natura stessa della partita, spesso governata da episodi che possono spostare equilibri, ritmi e letture tattiche. "Una singola partita è ricca di episodi e può metterti di fronte al fatto di dover vincere anche senza essere in grado di proporre qualcosa di straordinario dal punto di vista tecnico". Il riferimento, inevitabilmente, è anche alla gara vinta contro l’Altamura, condizionata dalla superiorità numerica che, paradossalmente, non ha reso tutto più semplice sul piano della qualità del gioco: "Vorrei distinguere il discorso tecnico da quello del gioco, perchè anche il gioco può essere condizionato da avversari o particolari episodi", ha precisato Cosmi. "Siamo reduci da una partita fortunatamente giocata in superiorità numerica ma che, per assurdo, tatticamente è diventata complicata da rendere bella come il pubblico vorrebbe: quando si verificano queste condizioni, bisogna badare al sodo". Parole che raccontano bene il pragmatismo del tecnico umbro, da sempre più attento alla sostanza che alla forma.

Nel mirino adesso c’è un Potenza che Cosmi considera squadra vera, pericolosa e tutt’altro che distratta dagli impegni ravvicinati. I complimenti del tecnico granata ai rossoblu non sono di facciata. "Innanzitutto è doveroso fargli i complimenti per aver raggiunto la finale di una competizione che tutti inizialmente forse non vivono nella giusta misura", ha osservato. Un passaggio che restituisce il valore attribuito alla Coppa Italia di Serie C, torneo che per Cosmi può lasciare un segno profondo nella storia di un club. "È importantissima per la società che, in caso di vittoria, acquisisce un trofeo che rimane per sempre nella propria storia e poi ha diritto a una posizione privilegiatissima ai play-off. Aver raggiunto l’ultimo atto della Coppa Italia Serie C è sinonimo di grande lavoro per il Potenza fin qui". Nessuna illusione, dunque, sul fatto che la squadra di De Giorgio possa avere la testa altrove: "Non penso che incontreremo un avversario con la testa alla sfida contro il Latina", ha ammonito Cosmi. "Il Potenza avrà quattro giorni per preparare la finale di ritorno e sarà concentrato sulla partita contro di noi". Un’analisi lucida, rafforzata dagli elogi all’allenatore rossoblu: "Troveremo un avversario tosto e ben allenato da De Giorgio, che ho conosciuto quand’era calciatore. Ricordo che ha giocato anche nel Perugia, era un giocatore di qualità e nel tempo è diventato anche un ottimo allenatore".

Il tecnico della Salernitana ha toccato anche il tema delle condizioni ambientali, senza cercare alibi. Dalle previsioni meteo al terreno sintetico, il messaggio è stato perentorio: "Si è poi parlato di meteo e di possibile neve. Il calcio non si gioca indoor, si gioca in ogni condizione. Sono abituato così. Sapersi adattare a varie condizioni è indice di maturità, per cui lasciamo perdere il sintetico o la possibile nevicata e concentriamoci sulla partita". Ancora una volta, Cosmi sceglie la linea della responsabilità e della concretezza: conta soltanto ciò che accadrà in campo. Dal punto di vista dell’organico, la Bersagliera ritrova Carriero e Quirini dopo le rispettive squalifiche, ma dovrà ancora fare a meno di Golemic e Antonucci, fermati dalla lombalgia. Un’assenza, quest’ultima, che si aggiunge a un reparto arretrato già provato: "Fortunatamente la rosa è abbastanza numerosa, chi andrà in campo darà le stesse garanzie", ha assicurato l’allenatore granata: "Le assenze si concentrano soprattutto nel reparto difensivo, dove mancano tre pedine". Ma è soprattutto un altro il settore sul quale Cosmi ha acceso il riflettore, e le sue parole suonano quasi come una traccia tattica della settimana appena trascorsa. "Tuttavia, il reparto in cui bisogna migliorare molto è il centrocampo, non necessariamente con la scelta degli interpreti ma come tipologia di approccio alle partite".

Una riflessione che pesa e che indica con precisione la zona del campo sulla quale la Salernitana dovrà fare il salto di qualità. Non basta una questione di nomi, secondo Cosmi: serve un atteggiamento diverso, più incisivo, più produttivo, più capace di accompagnare la manovra e creare occasioni: "Anche in attacco abbiamo diverse possibilità, c’è da migliorare anche lì ma globalmente è il centrocampo che deve permettere alla squadra di creare di più. In questa settimana abbiamo lavorato tanto su questo aspetto". È probabilmente qui che passa una fetta importante delle ambizioni granata: dalla capacità di riempire meglio il campo, alzare il ritmo della manovra e trasformare il possesso in pericolosità concreta. Infine, un pensiero ai tifosi, assenti in questa trasferta. E anche in questo caso Cosmi non si limita alla formula di rito, ma allarga lo sguardo a una visione più ampia del calcio. "È scontato dire che averli al seguito non è solo un’arma in più ma la vera e propria possibilità di sentire il calore della gente", ha sottolineato. "Fuori casa, poi, ha anche un valore maggiore rispetto alle partite interne. Domani non ci saranno purtroppo". La chiusura è quasi un auspicio, insieme sportivo e civile: "La mia speranza è quella di poter giocare le partite sempre con entrambe le tifoserie. Spero che anche quelli avversari possano essere a Salerno in futuro".

Potenza, insomma, rappresenta molto più di una semplice tappa nel calendario. Per la Salernitana è un banco di prova sulla tenuta mentale, sulla crescita collettiva e sulla capacità di dare un seguito pieno alle tre vittorie di fila. Cosmi lo sa bene: il momento è migliorato, ma per trasformare la rincorsa in abitudine servono personalità, adattamento e soprattutto un centrocampo capace di dettare finalmente il passo.

Redazione Sport - Salernitana -

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