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Salernitana, Lescano trascina i suoi: "Crediamo al secondo posto, con il nostro pubblico l'"Arechi" deve diventare un fortino"

24/03/2026

di Massimiliano Catapano

C’è la voce dell’ambizione, ma anche quella della responsabilità, nelle parole di Facundo Lescano dopo il successo contro il Team Altamura. L’attaccante granata (foto Us Salernitana) non si limita a festeggiare: guarda oltre, fissa obiettivi, alza l’asticella. E lo fa con la lucidità di chi conosce bene il peso delle parole in una piazza esigente come Salerno. "Le vittorie ti danno fiducia e consapevolezza nei tuoi mezzi. - ha spiegato in conferenza stampa - Con il nuovo allenatore siamo diventati una squadra più compatta, più attenta nella fase difensiva. Adesso dobbiamo difendere il terzo posto e arrivare ai play-off nelle migliori condizioni possibili. Dopo i quarti diventa una lotteria", Ma il pensiero non si ferma al piazzamento attuale. Lescano rilancia, senza timori: "Quando è iniziata la partita eravamo quarti, ma ci sono ancora tanti punti in palio. Noi ci crediamo fino alla fine. Il secondo posto è un obiettivo concreto, ti permette di saltare un turno e questo può fare la differenza a livello fisico. Andremo a Potenza per vincere, poi vedremo dove saremo". Nel percorso verso il finale di stagione, il pubblico diventa un fattore decisivo. Non un dettaglio, ma una vera arma. "Le vittorie aumentano la credibilità agli occhi dei tifosi. - ha sottolineato - A Salerno è normale che si pretenda sempre il massimo. Per noi avere il pubblico al fianco sarà fondamentale, soprattutto nei playoff. L’Arechi deve diventare un campo difficilissimo per chiunque".

Lescano si è poi soffermato anche sul proprio rendimento, senza nascondere una certa autocritica: "Non mi accontento mai. Da quando sono arrivato a gennaio ho avuto subito grandi stimoli. È vero, ultimamente ho avuto meno occasioni per segnare, ma cerco di aiutare la squadra in tutti i modi. So che sono un attaccante con caratteristiche precise: più mi allontano dalla porta, più faccio fatica. Però faccio sempre quello che mi chiede lo staff. Gli attaccanti devono essere decisivi anche con poche occasioni, soprattutto nei momenti difficili". Il lavoro quotidiano resta la chiave: "Non mi piango addosso, lavoro sui dettagli, sui cross, su ogni situazione che può migliorarmi. Ragiono partita dopo partita, è così che negli ultimi anni sono sempre andato in doppia cifra. Voglio continuare su questa strada per dare un contributo concreto alla squadra". Ai microfoni di Lira Tv, l’attaccante argentino ha ribadito il concetto di continuità: "Era fondamentale dare seguito alle vittorie contro Crotone e Latina. Dobbiamo fare in modo che l’"Arechi" diventi un fortino. Era importante vincere e lo abbiamo fatto, anche se all’inizio siamo stati sfortunati su quella deviazione sul mio fianco. Poi però siamo stati bravi a restare uniti e a sfruttare le occasioni". Episodi che segnano le partite, come quello del corner deviato: "È stata una carambola, può succedere. Fa parte del calcio".

La gara ha avuto anche momenti delicati, come l’infortunio di Golemic: "È stato un intervento duro, ha dovuto mettere i punti in testa. Speriamo recuperi presto. Dopo la sua uscita abbiamo alzato il baricentro, abbiamo iniziato a crossare di più e a sfruttare gli spazi. Io ero molto marcato e questo ha permesso ai compagni di trovare più libertà". Fondamentale anche la gestione dei momenti chiave, come il calcio di rigore: "Ho cercato di restare lucido. È sempre un uno contro uno con il portiere, lo alleni, ma poi in partita è diverso. In uno stadio come questo il pallone pesa, ma è giusto che i giocatori d’esperienza si prendano certe responsabilità. Noi dobbiamo pensare solo al campo". Poi l’episodio del raddoppio firmato da Anastasio, nato quasi per caso: "Ha un grande piede, di solito mette palloni perfetti. Stavolta ha spiazzato tutti, anche noi. A volte serve anche un pizzico di fortuna". Oltre agli episodi, resta la sostanza: il carattere ritrovato. "Questa vittoria in rimonta dimostra che abbiamo ritrovato determinazione. In questa categoria servono corsa, agonismo, rabbia. Poi le qualità vengono fuori. Il minimo è avere lo stesso atteggiamento degli altri, poi possiamo fare la differenza".

Sul piano personale, Lescano mette il collettivo davanti a tutto: "Non ho un obiettivo individuale. Voglio portare la Salernitana dove merita. È chiaro che un attaccante vive per il goal, ma la priorità è la squadra. Voglio aiutare con prestazioni e reti". La rotta è chiara anche per le prossime settimane: "Finchè la matematica ce lo permette, proveremo a vincere ovunque. Niente calcoli, si pensa partita dopo partita. Sabato andiamo a Potenza, poi ci sarà il Benevento. Dobbiamo fare punti sempre. Se riusciremo a rosicchiare qualcosa al Catania, bene. Altrimenti difenderemo il terzo posto con le unghie e con i denti". Infine, uno sguardo ai play-off e al lavoro di Cosmi: "Siamo la Salernitana, dobbiamo continuare a crescere. Il mister ci ha dato compattezza, prendiamo meno goal e siamo più equilibrati. Ma siamo anche più sereni. Ho tanto da imparare da lui. Nei play-off il nostro pubblico sarà un valore aggiunto. Devono essere gli altri ad avere paura di affrontarci". Parole che non suonano come una semplice dichiarazione post-partita, ma come un manifesto. La Salernitana c’è. E, almeno nelle intenzioni, non vuole fermarsi al terzo posto.

Redazione Sport - Salernitana -

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