

di Massimiliano Catapano
C’è il peso di un goal decisivo, ma soprattutto il senso di una squadra che ha ritrovato fiducia e identità, nelle parole di Armando Anastasio al termine del 2-1 con cui la Salernitana ha piegato il Team Altamura. Ai microfoni di Lira TV, l’esterno granata ha letto la vittoria non solo come un episodio felice, ma come un segnale preciso lanciato al campionato e, soprattutto, alla fase che verrà. "Abbiamo cercato con insistenza la strada del goal e alla fine siamo riusciti a prenderci una vittoria importante, anche se la partita si era complicata subito", ha spiegato Anastasio. "Per noi è stata una liberazione vera, sia per il cammino che stiamo facendo sia perché non sempre le gare si sviluppano come immagini. Siamo contenti di averla ribaltata". Il difensore non si è sottratto neppure all’analisi del momento iniziale, quello che aveva costretto la Salernitana a inseguire: "Il goal incassato è un episodio che dovremo rivedere con il mister. Ci sono dettagli da sistemare e aspetti da correggere, perché certe situazioni vanno evitate. Però, dopo quell’episodio e soprattutto con l’uomo in più, abbiamo avuto l’atteggiamento giusto. La squadra è rimasta dentro la partita con la testa e con il carattere, ed è stata brava a costruire la rimonta".
Per Anastasio, del resto, non si tratta di un caso isolato. La capacità di risalire quando le partite si mettono male è ormai un tratto riconoscibile della stagione granata. "La rimonta sta diventando una costante del nostro percorso e questo significa una cosa precisa: non molliamo mai. Questa squadra ha spirito, ha voglia, ha orgoglio". Nel suo intervento c’è spazio anche per il lavoro di Serse Cosmi, indicato come uno dei fattori della crescita recente della Salernitana. Anastasio insiste sull’impatto del tecnico non solo sotto il profilo tattico, ma anche su quello mentale: "Il mister ci sta dando tanto. Ci aiuta quotidianamente e si vede. Dopo l’uscita di Golemic ci siamo dovuti riadattare in corsa, ma siamo stati capaci di ricompattarci subito. In questi momenti la differenza la fa sempre l’atteggiamento, prima ancora di ogni altra cosa", Il finale di stagione, nella lettura del laterale granata, dovrà essere affrontato con uno spirito preciso: entusiasmo, lucidità, convinzione. "Dobbiamo arrivare alle battute decisive del campionato con consapevolezza dei nostri mezzi. C’è ancora da migliorare, questo è chiaro, ma dobbiamo presentarci ai play-off con entusiasmo e fiducia".
In questo percorso, un ruolo centrale lo avrà inevitabilmente l’"Arechi". Anastasio non lo nasconde e chiama direttamente in causa il popolo granata: "Il tifo per noi può spostare tanto. È il nostro dodicesimo uomo, può fare davvero la differenza. Ma dobbiamo essere noi, con le prestazioni, a trascinarlo dalla nostra parte e ad alimentare ancora di più questo legame". Poi lo sguardo si allarga oltre la serata con l’Altamura e va dritto verso gli spareggi promozione, terreno sul quale Anastasio sceglie un linguaggio netto, senza ambiguità e senza timidezze. "Non dobbiamo più perdere tempo a guardare cosa fanno le altre. Dobbiamo concentrarci su noi stessi e arrivare ai play-off senza nasconderci. Siamo una grande squadra e dobbiamo esserne consapevoli". È qui che arriva il passaggio più forte, quello che fotografa il cambio di mentalità dentro lo spogliatoio: "Non esiste una squadra che dobbiamo temere o che dovremmo evitare. Semmai devono essere le altre a preoccuparsi di affrontare la Salernitana".
Una dichiarazione che pesa, e che viene accompagnata da un’ulteriore investitura nei confronti di Cosmi: "Il mister ha un’esperienza enorme. In un momento delicato ci ha dato tranquillità, ci ha rimesso a nostro agio e ci ha offerto diverse soluzioni. Questo per un gruppo conta tantissimo". Nel successo sull’Altamura, dunque, non c’è soltanto la firma di Anastasio sul gol che vale i tre punti. C’è anche un messaggio preciso: la Salernitana vuole arrivare alla post season con convinzione piena, con la forza del gruppo e con l’ambizione di chi non intende più fare calcoli o abbassare lo sguardo. E nelle parole del suo uomo decisivo c’è tutta la sostanza di una squadra che, adesso, ha ricominciato a credere davvero in se stessa.
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