

di Massimiliano Catapano
Alle 16.30 del 22 marzo 2026 Scafati ha smesso di aspettare e ha cominciato a festeggiare. La Scafatese è matematicamente in Serie C, premiata da un pomeriggio che ha avuto il sapore delle giornate destinate a entrare nella memoria collettiva: il 4-2 rifilato al Monastir, sommato all’1-1 del Trastevere contro l’Ischia, ha consegnato ai canarini una promozione costruita settimana dopo settimana, vittoria dopo vittoria, fino a trasformare un’ambizione dichiarata in una certezza definitiva. La squadra voluta dal presidente Felice Romano, modellata sul mercato da Pietro Fusco e guidata con mano sicura da Giovanni Ferraro, ha chiuso il discorso con un margine enorme sulla concorrenza, addirittura diciannove punti sul Trastevere secondo, facendo calare il sipario sul campionato con la forza delle grandi dominatrici. È il sigillo su una cavalcata impressionante: dodicesimo successo consecutivo, ritorno alla vittoria del campionato di Serie D dopo diciannove anni, ritorno tra i professionisti dopo sedici, ritorno nella terza serie nazionale a distanza di settantotto anni. La cornice del "Vitiello", gremito in ogni ordine di posto e spinto da un’attesa febbrile, è stata quella delle occasioni speciali. Ferraro non ha tradito l’identità della sua squadra e si è affidato al consueto 4-3-3, con Leonardo tra i pali, Baldan e Suhs al centro della difesa, Catello Esposito e Di Santo sugli esterni, Acquadro, Faiello e Sicurella in mediana e davanti il tridente formato da Volpicelli, Maggio e Dambros, preferito inizialmente a Convitto. Dall’altra parte il Monastir di Angheleddu non si è presentato da comparsa e ha provato fin da subito a rendere complicata la giornata che Scafati immaginava come la festa perfetta.
Nel frattempo, sullo sfondo di questa impresa, tornano inevitabilmente attuali le parole del presidente Felice Romano, che già alla presentazione estiva della squadra aveva acceso la piazza con una previsione che allora sembrava spavalda e che oggi assume il peso di una profezia centrata in pieno: disse di sperare di ritrovare tutti a dicembre, quando la Scafatese avrebbe già avuto in mano il campionato, arrivando a parlare di un Natale da festeggiare insieme alla vittoria del torneo. Quelle dichiarazioni furono raccolte a fine agosto 2025 durante la presentazione ufficiale della squadra. Negli ultimissimi giorni, con la promozione ormai vicina, Romano ha rilanciato ancora, dichiarando che la Serie C rappresenta soltanto l’inizio del progetto e fissando già il prossimo traguardo: portare la Scafatese in Serie B entro due anni. Nella stessa intervista ha spiegato di aver già parlato con Ferraro e con i giocatori, annunciando la volontà di confermare l’ossatura del gruppo e di aggiungere altre pedine per ben figurare tra i professionisti. Felice Romano, del resto, non è un presidente qualunque. Le fonti aperte consultate lo indicano come figura di vertice de La Regina di San Marzano di Antonio Romano S.p.A., azienda conserviera fondata dalla famiglia nel 1983 e sviluppata negli anni come realtà industriale internazionale; il sito aziendale attribuisce proprio a Felice Romano la spinta di modernizzazione e internazionalizzazione impressa al gruppo, che ha consolidato anche una presenza produttiva negli Stati Uniti con La Regina Atlantica. Altre fonti economiche lo indicano come amministratore unico dell’azienda e ricordano un finanziamento da 10 milioni di euro ottenuto nel 2022 per sostenere crescita produttiva e investimenti industriali a Scafati. Quanto al patrimonio personale di Romano, non risulta una stima pubblica verificabile e attendibile nelle fonti aperte che ho consultato; esistono però dati societari non istituzionali che attribuiscono a La Regina di San Marzano ricavi molto elevati e una struttura occupazionale importante, elementi che aiutano a inquadrare il peso imprenditoriale del presidente gialloblu, ma che non consentono di quantificare in modo serio il suo patrimonio personale.
La partita, però, è stata il cuore di tutto. Il primo tempo si è sviluppato su binari di forte tensione agonistica, con ritmi meno spettacolari che nervosi, dentro una gara in cui la posta in palio si è sentita fin dal primo pallone. Per oltre venti minuti le due squadre si sono studiate, contendendosi gli spazi soprattutto a centrocampo e concedendo pochissimo. Il primo vero tentativo è arrivato al 22’, quando Aloia ha trovato il varco per la conclusione, terminata di poco a lato: un segnale chiaro del fatto che il Monastir non fosse disposto a recitare il ruolo dello sparring partner. La Scafatese, però, ha avuto il merito di non scomporsi, di continuare a tenere in mano la partita e di aspettare il momento giusto. Quel momento è arrivato al 40’, quando Volpicelli ha trasformato una punizione mancina in una perla pesantissima: traiettoria oltre la barriera e pallone nel sacco per l’1-0 che ha fatto esplodere il "Vitiello" e ha spostato insieme l’inerzia della gara e quella dell’intera stagione. La ripresa ha avuto il volto della squadra matura, consapevole della propria forza e capace di colpire senza perdere equilibrio. La Scafatese ha ripreso il match con feroce determinazione e già al 49’ è andata a un passo dal raddoppio con una ripartenza ben costruita, rifinita da Faiello e conclusa con una botta dall’interno dell’area neutralizzata da Mereu. Un minuto più tardi, sul ribaltamento di fronte, il Monastir ha chiesto il rigore per un contatto su Piro in area, ma l’arbitro ha lasciato correre tra le proteste ospiti. È stato uno snodo importante, perchè al 60’ Volpicelli ha nuovamente dipinto la partita con il suo sinistro, ancora su punizione: stavolta una parabola ancora più bella, finita direttamente all’incrocio per il 2-0. In quel momento, mentre dagli spalti cominciava a filtrare la notizia del vantaggio dell’Ischia sul Trastevere, lo stadio ha iniziato davvero a credere che la promozione potesse materializzarsi già in quel pomeriggio.
Il Monastir ha avuto il merito di non arrendersi e al 69’ è tornato in partita grazie al cross di Pinna e alla spizzata vincente di Aloia per il 2-1. Per qualche minuto la Scafatese ha dovuto convivere con il rischio di una gara che poteva riaprirsi, ma proprio lì si è vista la tempra della capolista. I canarini hanno continuato a macinare gioco, ad attaccare, a spingere il Monastir sempre più indietro, fino a rimettere le mani definitivamente sulla partita all’81’, quando il neoentrato Ciro Palmieri, uomo in grandissima condizione in questo periodo, ha fatto partire dai venti metri un sinistro violentissimo e preciso, infilando l’angolo alto per il 3-1. È stato il colpo che ha spalancato le porte della festa. All’89’ è arrivato anche il poker, confezionato da Convitto e Baldan: angolo teso del primo, tempo perfetto del difensore, colpo di testa vincente del secondo. Il 4-1 ha avuto il sapore del sigillo definitivo, anche se nel recupero c’è stato ancora spazio per il palo colpito da Convitto in contropiede al 91’ e per il 4-2 del Monastir al 93’, quando il cross di Pinna dalla destra si è trasformato in una traiettoria beffarda sulla quale Leonardo non ha potuto opporsi. Ma a quel punto il risultato era già scolpito nella pietra, come la promozione.
Questa non è stata soltanto la vittoria di una squadra più forte delle altre. È stata la vittoria di un club che ha avuto una linea chiara fin dall’inizio, di una società che ha investito, progettato, parlato apertamente e poi mantenuto le promesse. Romano ha acceso la piazza con parole forti e oggi quelle parole trovano una corrispondenza totale nel campo. La Scafatese non si è limitata a vincere: ha comandato il campionato, lo ha piegato alla propria continuità e alla propria qualità, fino a rendere naturale ciò che per tutti gli altri era rimasto soltanto un sogno. Adesso si apre il capitolo professionistico. E, ascoltando il presidente, è chiaro che per Scafati la Serie C non rappresenta un traguardo, ma l’inizio di un’altra rincorsa.
TABELLINO
SCAFATESE (4-3-3): Leonardo; Esposito Catello, Baldan, Suhs, Di Santo (75’ Calzone); Faiello, Acquadro, Sicurella (85’ Altobello); Volpicelli (71’ Palmieri), Maggio (71’ Molinaro), Dambros (64’ Convitto). A disposizione: Arlanch, Esposito Alessio, Simonetta, Convitto, Calzone, Altobello, Palmieri, Molinaro, Guerra. Allenatore: Ferraro
MONASTIR (3-5-2): Mereu; Collu (75’ Cortinovis), Porru, Corcione (75’ Masia); Pinna, Naguel, Conti, Piro, Pisano (85’ Ardau); Aloia, Leone (85’ Gibilterra). A disposizione: Fusco, Jah, Gibilterra, Solmonte, Tuveri, Ardau, Cortinovis, Masia. Allenatore: Angheleddu
ARBITRO: Artini di Firenze
RETI: 40’ Volpicelli, 60’ Volpicelli, 69’ Aloia (M), 81’ Palmieri, 89’ Baldan, 93’ Pinna (M)
NOTE: Ammoniti Suhs, Maggio, Volpicelli, Acquadro, Palmieri (S), Porru, Naguel (M). Calci d’angolo 4-5. Recupero 2’ pt, 3’ st.
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