

di Claudio Santoro
Tante domande che riecheggiano forti nelle menti degli studenti dell’ultimo anno, soprattutto in un momento simbolico come quello dei 100 giorni alla maturità, caduti lo scorso 10 marzo. Una data che non segna solo l’inizio del conto alla rovescia verso l’esame di Stato, ma rappresenta anche un passaggio emotivo importante: la fine di un percorso e l’inizio di qualcosa di nuovo, ancora incerto, ma carico di aspettative. L’anno scolastico 2025/2026 è ormai quasi agli sgoccioli, per i maturandi questo è il periodo delle scelte decisive: università, lavoro, sogni da inseguire. Per capire meglio come i ragazzi stanno vivendo questo momento, abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni studenti, che si sono raccontati tra ansie, soddisfazioni e speranze per il futuro.
Paola Colabene, studentessa del quinto anno presso il Convitto Nazionale, racconta di aver inizialmente provato ansia e preoccupazione alla vista delle materie d’esame, non essendo tra quelle in cui eccelle. Tuttavia, già dal giorno successivo ha deciso di impegnarsi con per affrontare al meglio la maturità. Guardando ai cinque anni trascorsi, afferma che la sua soddisfazione più grande deve ancora arrivare. Riconosce che la scelta del liceo è stata giusta solo in parte: la sua passione per la storia dell’arte l’ha portata a voler intraprendere un percorso universitario in questo ambito, e il suo rimpianto più grande è proprio quello di non aver scelto una scuola più orientata all’arte. Fondamentale, nel suo percorso, è stata una professoressa presente sin dal primo anno, punto di riferimento umano oltre che scolastico. Ripensando alla sè stessa di cinque anni fa, Paola si consiglia di non dare peso al giudizio degli altri e di vivere con più leggerezza, senza paura di sbagliare.
Anche Lorenzo Cafarelli, studente del liceo classico "T. Tasso", affronta questo momento con consapevolezza. Ritiene le materie d’esame favorevoli, ma sottolinea l’importanza di dedicare loro il giusto tempo. La sua più grande soddisfazione è essere arrivato all’ultimo anno, dopo un percorso che definisce segnato soprattutto da momenti difficili, ma formativi. È convinto della scelta del suo liceo, soprattutto per i legami creati con compagni e professori. Il suo obiettivo è entrare nella facoltà di fisioterapia, spinto dalla passione per il mondo sportivo. Non ha rimpianti precisi, ma riconosce che in alcuni momenti gli è mancato il coraggio. Oggi si sente più maturo e consapevole, e al sé stesso di cinque anni fa direbbe di credere in ciò che fa, riflettere sulle scelte, ma senza dimenticare di godersi il percorso.
Matteo Viola, del liceo scientifico "Giovanni Da Procida", si dice soddisfatto delle materie d’esame, in particolare della storia, sua passione. La più grande soddisfazione sono le relazioni costruite, oltre al ruolo di rappresentante della consulta provinciale, esperienza molto significativa. È convinto della scelta del liceo, coerente con il suo obiettivo di studiare fisioterapia e lavorare nel mondo sportivo. Non ha rimpianti e si ritiene soddisfatto sia del suo percorso scolastico sia del suo impegno nella rappresentanza. Ricorda con riconoscenza alcuni docenti che lo hanno aiutato nei momenti difficili, contribuendo alla sua crescita personale. Oggi si sente più sicuro, soprattutto nel parlare in pubblico, e invita il sé stesso del passato a credere sempre nelle proprie idee e a non fermarsi mai.
Accanto a queste esperienze, emergono anche altre voci. Antonia N. si dice serena rispetto alle materie d’esame. La sua più grande soddisfazione è aver colto tutte le opportunità offerte dalla scuola, tra cui il ruolo di rappresentante nella consulta provinciale e l’esperienza Erasmus, che le hanno permesso di crescere umanamente. È convinta della scelta del liceo, che rifarebbe senza esitazioni, e ha già le idee chiare sul futuro: studierà medicina per diventare medico. Non ha rimpianti e riconosce il valore fondamentale dei docenti nel suo percorso. Rispetto a cinque anni fa si sente profondamente cambiata e più consapevole, e invita la sé stessa del passato a vivere pienamente l’esperienza scolastica, considerandola una vera "casa".
Gianpaolo M. valuta positivamente le materie d’esame, nonostante la situazione complessa della sua classe. La sua più grande conquista è aver sviluppato un metodo di studio efficace anche al di fuori della scuola. Pur essendo convinto della scelta dell’indirizzo scientifico, ritiene che la scuola frequentata non sia stata quella giusta, a causa di problematiche legate ai docenti e alla continuità didattica. Il suo obiettivo è studiare economia per costruirsi un futuro stabile, senza rinunciare alla carriera musicale che ha già iniziato. Il suo rimpianto più grande è non aver cambiato scuola o classe. Nonostante ciò, riconosce il valore umano di alcuni insegnanti, in particolare della professoressa di lettere. Oggi affronta la scuola con maggiore serietà e senso di responsabilità, e al sé stesso del passato direbbe di rifare tutto, perché ogni esperienza lo ha reso la persona che è oggi.
Dalle parole di questi studenti emerge un quadro autentico: la scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma uno spazio di crescita, confronto e scoperta di sé. Tra difficoltà, paure, sogni e obiettivi, ciascuno di loro ha costruito un pezzo della propria identità. I 100 giorni alla maturità segnano quindi molto più di una semplice scadenza: rappresentano il passaggio verso il futuro, un momento in cui guardarsi indietro per capire quanto si è cresciuti e, allo stesso tempo, guardare avanti con un inevitabile “chissà”. Perché, in fondo, il futuro non è qualcosa di già scritto, ma qualcosa che si costruisce giorno dopo giorno, a partire proprio da queste scelte, da queste paure e da questi sogni.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.