

di Massimiliano Catapano
Prosperi avverte la Cavese: “Il Foggia è ferito ma resta pericoloso, serviranno attenzione, personalità e lo spirito delle ultime settimane”
Awua torna a disposizione
La Cavese si avvicina al delicato incrocio interno con il Foggia con la consapevolezza di avere tra le mani un’altra tappa pesante nella corsa salvezza, ma senza lasciarsi trascinare da facili illusioni. Alla vigilia del lunch match della trentatreesima giornata del girone C, Fabio Prosperi sceglie la strada dell’equilibrio, della lucidità e della concentrazione assoluta. Nessuna sottovalutazione, nessun calcolo prematuro, nessuna tentazione di leggere la classifica o il momento difficile dei rossoneri come una garanzia. Il tecnico biancoblù mette subito in chiaro il concetto: la sfida contro il Foggia ha un peso notevole, ma non può e non deve essere considerata decisiva.
In conferenza stampa, Prosperi analizza con attenzione il momento della sua squadra e quello dell’avversario, lanciando un messaggio chiaro al gruppo. “Non c’è un aspetto particolare da attenzionare ma non ci devono ingannare le 10 sconfitte consecutive del Foggia e della loro classifica, un club che ha investito molto nel mercato di gennaio. Dobbiamo cercare di avere lo stesso atteggiamento e approccio delle ultime giornate dove abbiamo raccolto punti importanti”.
Parole che raccontano bene l’impostazione mentale con cui la Cavese si presenterà alla sfida: rispetto massimo per l’avversario, anche in un momento complicato, e fiducia nel percorso recente di una squadra che ha saputo costruire risultati pesanti attraverso compattezza, sacrificio e organizzazione.
Sul piano delle scelte di formazione, Prosperi non sembra intenzionato a stravolgere gli equilibri che hanno accompagnato le ultime uscite, pur tenendo conto delle inevitabili difficoltà fisiche di questa fase della stagione. “Non penso di cambiare molto, stiamo facendo solo delle valutazioni su qualche acciacco che in questa fase della stagione è normale, però sono cose che risolverò domani”.
Il tecnico, poi, si sofferma anche sulla possibile interpretazione tattica della gara, sottolineando quanto sarà importante la capacità di leggere da subito lo sviluppo del confronto. “Non possiamo sapere quale sarà l’atteggiamento del Foggia in campo ma dobbiamo saperci adattare da subito al tipo di partita che si verrà a creare, dobbiamo essere consapevole della elevata difficoltà, così come è stato nelle ultime giornate casalinghe”.
È un passaggio centrale, perché racchiude la filosofia con cui la Cavese dovrà affrontare il match: non pensare a una partita già scritta, ma restare dentro ogni fase, pronta a cambiare pelle se necessario. Il Foggia, nonostante il periodo nerissimo, resta squadra costruita per altri obiettivi e dotata di valori che Prosperi non intende ignorare.
Quando il discorso si sposta sul peso della posta in palio, l’allenatore biancoblù continua a mantenere una linea prudente. La salvezza senza passare dai playout è un obiettivo concreto, ma per Prosperi il gruppo non deve perdere il contatto con la realtà di un campionato ancora apertissimo. “Non so onestamente se la pressione sarà tutta su di loro, sappiamo quello che è stato il nostro percorso, i sacrifici che abbiamo fatto per essere qui a giocarci la salvezza a 6 giornate dalla fine e cosa dobbiamo ancora fare. Il Foggia ha le sue esigenze e le rispettiamo, così come noi abbiamo le nostre”.
E ancora, con realismo e senso della misura: “Non credo che sarà una partita decisiva per ipotecare la salvezza senza playout, noi avevamo come obiettivo quello di salvarci anche all’ultimo minuto dell’ultima giornata però è normale che pensiamo anche a raggiungere il traguardo prima”.
In questo passaggio c’è tutta la cifra del tecnico: niente proclami, solo concretezza. La Cavese si gode il momento, ma resta ancorata a un principio semplice e durissimo: la salvezza andrà conquistata punto dopo punto, senza scorciatoie mentali.
Prosperi, poi, respinge con forza l’idea che quella contro il Foggia possa trasformarsi in una trappola per eccesso di sicurezza. “Saremmo dei pazzi perché sappiamo benissimo che tipo di squadra è e cosa hanno fatto, dobbiamo cercare di ripeterci come nelle altre partite”. Un richiamo netto alla maturità del gruppo, chiamato a confermare sul campo quella continuità di rendimento che nelle ultime settimane ha permesso ai biancoblù di restare pienamente dentro la lotta per evitare gli spareggi.
Nel corso della conferenza non manca anche un passaggio dal sapore personale, un tuffo nel passato che riporta Prosperi al 2007 e a una ferita sportiva mai del tutto cancellata. Il riferimento è a quella stagione in cui, da calciatore del Taranto, vide sfumare la possibilità di una finale playoff proprio mentre anche la Cavese si fermava a un passo dall’ultimo atto. “Quell’annata perdemmo sia io da calciatore con il Taranto contro l’Avellino che la Cavese contro il Foggia la possibilità di fare la finale playoff una contro l’altra e allo Zaccheria perdemmo anche il 4° posto in campionato, lo ricordo bene però non pensiamo al passato, guardiamo al futuro e alla partita di domani”.
Un ricordo vivido, ma archiviato senza nostalgia: il presente, adesso, chiede lucidità e freddezza.
Infine, il punto sull’infermeria consegna indicazioni importanti in vista della gara. Se da un lato arrivano conferme amare sulle assenze, dall’altro c’è almeno una notizia positiva per le rotazioni. “Di Paola ha chiuso la stagione anzitempo, Loreto è fuori per il problema alla spalla rimediato a Potenza mentre Awua torna a disposizione, valutiamo se inserirlo a partita in corso”.
Il rientro di Awua rappresenta un’opzione preziosa in più per una Cavese che si prepara a vivere una domenica pesante, contro un avversario disperato e dunque ancora più insidioso. Prosperi lo sa, lo ha ribadito con chiarezza e lo ha trasmesso ai suoi: guai a farsi ingannare dai numeri, dalla striscia negativa del Foggia o da una classifica che spesso, a questo punto della stagione, racconta solo una parte della verità. Per la Cavese sarà una prova di maturità, nervi e sostanza. E proprio per questo, forse, ancora più importante.
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