

di Massimiliano Catapano
Il caso dei video e delle foto dissacranti registrati all’interno del pronto soccorso dell’ospedale "Ruggi" finisce all’attenzione della Procura di Salerno, mentre la direzione generale dell’azienda ospedaliera prova a fare chiarezza su una vicenda che ha inevitabilmente acceso polemiche e indignazione. A confermare la linea dura adottata dall’ospedale è stato il direttore generale Sergio Russo, intervenuto ai microfoni di Radio Alfa. "Abbiamo presentato una denuncia penale alla Procura di Salerno", ha dichiarato, fissando subito il punto centrale della posizione aziendale. Una scelta che segna il passaggio da una gestione interna del caso a un livello di approfondimento ben più rilevante, con l’obiettivo di accertare ogni eventuale responsabilità. Russo, pur riconoscendo la gravità dell’episodio, ha voluto al tempo stesso difendere con decisione il lavoro quotidiano del personale sanitario del "Ruggi", evitando che l’intera struttura venga travolta dalle conseguenze di quanto emerso. "Nessun video, benchè grave, può oscurare il lavoro della stragrande maggioranza di operatori che quotidianamente prestano servizio al "Ruggi"", ha detto, rimarcando come un fatto del genere non possa diventare il marchio dell’intero pronto soccorso nè cancellare l’impegno di chi opera con serietà in un contesto complesso e spesso sotto pressione.
Parallelamente all’esposto presentato alla magistratura, la direzione ha avviato anche tutti i passaggi interni previsti. "È stato avviato il lavoro di una commissione d’indagine interna e contemporaneamente si è attivato anche l’ufficio procedimenti disciplinari per tutte le valutazioni e i provvedimenti del caso", ha aggiunto il direttore generale. Una doppia iniziativa, dunque: da un lato l’accertamento dei fatti sul piano amministrativo e disciplinare, dall’altro la verifica di possibili profili penalmente rilevanti. Secondo quanto emerso, l’azienda ospedaliera ha formalizzato la denuncia alla Procura della Repubblica chiedendo che venga verificata la presenza di eventuali responsabilità di natura penale, comprese quelle riconducibili a una possibile attività diffamatoria e ai danni che ne sarebbero potuti derivare. Un passaggio che conferma la volontà del Ruggi di non sottovalutare alcun aspetto della vicenda, soprattutto per le possibili ripercussioni sull’immagine del presidio e sulla credibilità del pronto soccorso. Nel frattempo, i quattro operatori presenti nel video sono stati ascoltati nella giornata di martedì, nell’ambito delle verifiche già avviate. Si tratta di un momento ritenuto decisivo per ricostruire contesto, ruoli e responsabilità, in una fase istruttoria che l’azienda intende portare avanti con rigore e senza scorciatoie.
Nella mattinata di oggi si è registrata inoltre una nuova presenza dei Carabinieri del Nas presso il "Ruggi". Un intervento che, secondo quanto trapela, non sarebbe però direttamente collegato al caso dei video, bensì a un audit attivato già nello scorso mese di agosto dall’allora direttore generale Vincenzo Verdoliva per analizzare le criticità del pronto soccorso. Un elemento che, pur inserendosi nello stesso scenario, seguirebbe dunque un percorso distinto rispetto all’inchiesta scaturita dalla diffusione del materiale contestato. La vicenda resta ora su un doppio binario: quello giudiziario, affidato alla Procura di Salerno, e quello interno, con la commissione d’indagine e l’ufficio disciplinare chiamati a fare piena luce. Sullo sfondo resta la necessità, avvertita con forza dalla direzione, di tutelare non soltanto il nome dell’ospedale, ma anche il lavoro quotidiano di quanti, nel pronto soccorso del "Ruggi", continuano a operare tra emergenze, criticità e carichi sempre più pesanti.
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