

È stato tra i protagonisti dell’ultima consiliatura guidata dal sindaco Vincenzo Napoli, nel ruolo di presidente della Commissione Sport. Oggi Rino Avella guarda già alle prossime elezioni comunali a Salerno, con l’ipotesi di una ricandidatura. "Partivamo da sottozero". Così Avella ai nostri microfoni descrive la situazione dell’impiantistica sportiva cittadina quando, dopo circa vent’anni, è tornato in Consiglio comunale. Secondo Avella, le strutture sportive erano state "lasciate a se stesse": mancavano persino le manutenzioni essenziali, figurarsi la pianificazione di nuovi impianti. In qualità di Commissione Sport, spiega, si è quindi scelto di intervenire su ciò che era possibile fare con le risorse disponibili. "In maniera unitaria abbiamo voluto rimettere in sesto le palestre del "Vestuti": raschiando il barile dei fondi comunali abbiamo ridato dignità a quegli ambienti", afferma, ricordando interventi anche all’adiacente PalaSenatore. Alla piscina "Vitale" sono state sostituite le caldaie, mentre al PalaTulimieri sono state cambiate le inferriate di recinzione e decine di fari interni, ognuno dei quali - sottolinea - ha un costo di circa 500 euro. Utilizzando, di concerto con la Regione Campania, i fondi europei Prius, sono stati riqualificati e restituiti alla città i campi "De Gasperi" e "Settembrino". Avella evidenzia anche alcune scelte organizzative, come l’anticipo a settembre dell’assegnazione delle palestre scolastiche alle associazioni sportive, mentre sul piano della programmazione segnala che è in via di ultimazione il mini palazzetto tra Mariconda e Mercatello ed è stato avviato l’iter per il playground di Vinciprova. "Tutto il resto non è passato per la Commissione Sport e nemmeno per il Consiglio comunale" rievoca, spiegando che la gestione dei progetti di demolizione e ricostruzione dello stadio "Arechi", dello stadio "Volpe" e, si augura, anche del PalaTulimieri è stata avocata dall’ARUS tramite la Regione. Proprio parlando del Vestuti, Avella non nasconde l’amarezza: "A guardarlo in quelle condizioni mi si stringe il cuore". A suo giudizio tutta la città ha creduto alle parole del presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che da governatore aveva annunciato una riqualificazione simile a quella realizzata allo stadio "Arturo Collana". "Ha avuto dieci anni per avviarla, ma ha più volte promesso senza mai mantenere" sostiene.
Guardando al futuro, Avella indica priorità precise e afferma che la ristrutturazione del Vestuti dovrà essere "la madre di tutte le battaglie" per lo sport cittadino: intende portarla al centro delle discussioni del prossimo Consiglio comunale, qualunque sia il sindaco e la maggioranza. Tra le altre emergenze, punta ad eliminare le "note dolenti degli ultimi quattro anni": cita la riorganizzazione della raccolta dei rifiuti, definita "improcrastinabile", denunciando la presenza diffusa di mini discariche nonostante le tasse pagate dai cittadini. Secondo il consigliere dovranno diventare priorità anche la cura e l’implementazione del verde pubblico, il rifacimento delle strade e la riorganizzazione del trasporto pubblico, soprattutto nei collegamenti festivi e con le periferie: a suo dire le frazioni alte sono "abbandonate", mentre al rione Olivieri dovrebbe essere istituita una fermata sotto al ponte per tutte le linee urbane che in salita, dovrebbero poi svoltare a sinistra e imboccare il viadotto in discesa, decongestionando via Porto in direzione Ligea. Sulla viabilità cittadina aggiunge che esiste "un grosso problema legato alle attività commerciali del porto", giudicate abnormi rispetto agli spazi e alla viabilità disponibili. Per questo propone di studiare con i tecnici comunali una pista in discesa dall’incrocio fino a via Sabatini, aperta alle due ruote, con velocità minima e senza sacrificare posti auto, così da evitare l’immissione dei mezzi sul viadotto e migliorare la sicurezza. Avella ritiene inoltre necessario che il Comune entri nel merito delle decisioni sui confini strutturali del porto e sulla natura delle sue attività: "Il mio motto è basta tir” afferma, sostenendo che Salerno dovrebbe puntare soprattutto su crocierismo, traghetti intercostieri, diporto e pesca locale, mantenendo una quota sostenibile di movimentazione container e lasciando le Autostrade del Mare a Napoli. Sul fronte degli impianti sportivi sottolinea che il Comune ha faticato economicamente a spostare risorse sulle manutenzioni ordinarie e che la Regione avrebbe dovuto intervenire con fondi europei in misura maggiore, rispetto a quello che è stato fatto. Racconta inoltre di aver appreso, a consiliatura chiusa, dell’esistenza di un "tesoretto" di 70 milioni di euro e si chiede polemicamente se si sia deciso di lasciare Salerno "in agonia" per utilizzare poi quelle risorse in campagna elettorale, "a maggio i salernitani lo ricordino" sottolinea.
Tra i progetti futuri cita nuovamente la ricostruzione dell’"Arechi" e quella del PalaTulimieri, alla quale afferma di tenere moltissimo, che dovrebbe diventare la casa degli sport rotellistici, pur evidenziando l’incognita dei finanziamenti: in passato si parlava di una candidatura certa agli Europei 2032, con tanto di plastco del progetto, come fonte di copertura, ma successivamente è stato ammesso un errore nell'individuazione della fonte di finanziamento. "Da osservatore, obiettivamente, oggi ho più perplessità che certezze" osserva Avella, augurandosi comunque che il progetto venga portato avanti e che l’ARUS tenga in debita considerazione quanto segnalato anche in Consiglio comunale. I lavori per il palazzetto dello sport, intanto, stanno procedendo. Nella prossima consiliatura Avella annuncia che si batterà anche per lo Stadio del Nuoto e per la ristrutturazione della piscina "Vitale", con l’obiettivo di eliminare il tendone e restituire l’impianto alla balneazione cittadina, oltre ad avviare una riflessione di recupuero del pattinodromo. In conclusione osserva che a Salerno, negli ultimi vent’anni, è mancata la centralità dello sport nella visione di sviluppo della città: "Se questa colpevole distorsione dura per vent’anni consecutivi, il risultato non può che essere il disastro". A suo avviso sport e infrastrutture rappresentano temi centrali nelle politiche europee e nella prossima consiliatura intende lavorare con la Regione per intercettare finanziamenti utili a realizzare i progetti necessari alla città, coinvolgendo anche i privati per quanto di loro competenza.
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