

A Salermo, nel quartiere di Torrione prende forma un progetto che unisce memoria, spiritualità e servizio. L’ex chiesa, rimasta per anni inutilizzata dopo la costruzione del nuovo edificio parrocchiale, è oggi quasi completamente riqualificata grazie all’iniziativa della famiglia D'Avino, realtà attiva da cinque generazioni nel settore delle onoranze funebri. L’intervento non si limita a una semplice ristrutturazione, ma rappresenta la restituzione alla comunità di un luogo che per oltre settant’anni ha avuto un ruolo centrale nella vita religiosa e sociale del quartiere. Con la realizzazione della nuova chiesa, più ampia e funzionale, la comunità parrocchiale ha trovato spazi più adeguati alle proprie esigenze, mentre anche il vicino Parco del Galiziano è stato valorizzato, diventando un’area verde curata e fruibile. L’antico edificio, invece, aveva progressivamente perso la sua funzione, fino a restare inutilizzato. Da qui l’idea di recuperarlo, rispettandone l’identità originaria e trasformandolo in una casa funeraria moderna, capace di offrire un servizio utile alla città. La riqualificazione è stata realizzata con attenzione e rispetto per la storia del luogo: sono stati conservati gli elementi architettonici e simbolici che ne hanno caratterizzato per decenni la funzione, a partire dall’immagine di Cristo sulla facciata fino al vetro artistico e agli elementi interni legati alla memoria della comunità.
Il risultato è uno spazio che, pur cambiando destinazione, mantiene intatto il senso di raccoglimento e dignità che lo ha sempre contraddistinto. La struttura sarà dedicata all’accoglienza dei defunti e dei loro familiari, offrendo ambienti pensati per il momento del commiato, come sale riservate e spazi di raccoglimento. A completare l’intervento, un giardino riqualificato che resterà un luogo di quiete, aperto a chi vorrà sostare in preghiera o nel ricordo dei propri cari. Il progetto porta con sé anche un forte valore umano, legato alla figura dell’ingegnere Nicola De Sio, che ne ha curato la progettazione. Nato e cresciuto nel quartiere, era profondamente legato a quell’edificio, considerato un luogo significativo della propria vita. La sua scomparsa durante l’esecuzione dei lavori ha reso ancora più forte il significato dell’opera. Per ricordarlo, la famiglia Davino ha deciso di collocare nei giardini una statua in bronzo di Padre Pio, simbolo di fede e riconoscenza.
Alla base dell’iniziativa c’è anche la storia della famiglia D'Avino: Carmine e Anna hanno portato avanti l’attività dopo la scomparsa del padre Alfonso, proseguendo con impegno un lavoro complesso e delicato. La realizzazione della casa funeraria rappresenta anche la concretizzazione di un’idea coltivata nel tempo: offrire alle famiglie un luogo dignitoso e sereno in cui accompagnare l’ultimo saluto ai propri cari. Quella dell’ex chiesa di Torrione è quindi una trasformazione che tiene insieme passato e presente: un edificio che per decenni ha accompagnato la vita spirituale del quartiere torna oggi a vivere con una nuova funzione, mantenendo il proprio valore simbolico e continuando a essere un punto di riferimento per la comunità.
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