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Asilo nido aziendale al "Ruggi" d'Aragona, la FP Cgil Salerno rilancia il tema del welfare e chiede una svolta concreta per il personale sanitario

10/03/2026

di Massimiliano Catapano

C’è un pezzo di welfare che non riguarda soltanto l’organizzazione del lavoro, ma tocca la qualità della vita di chi ogni giorno tiene in piedi la sanità pubblica. È da questo presupposto che parte la proposta avanzata dalla FP CGIL Salerno, che ha chiesto formalmente alla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" l’istituzione di un asilo nido aziendale all’interno del presidio ospedaliero salernitano. L’iniziativa, trasmessa per il tramite del segretario generale Antonio Capezzuto, è stata inoltrata anche all’assessora regionale all’Ambiente, Politiche abitative e Pari opportunità, l’avvocata Claudia Pecoraro, con l’obiettivo di coinvolgere fin da subito anche il livello istituzionale campano in un percorso che il sindacato considera di grande rilievo sociale e organizzativo. La richiesta nasce da una constatazione semplice quanto decisiva: i tempi dell’ospedale non coincidono quasi mai con quelli dei servizi educativi ordinari. Turni che coprono l’intero arco della giornata, reperibilità, carichi assistenziali elevati e una pressione lavorativa costante rendono spesso complessa, se non addirittura impraticabile, la gestione quotidiana dei figli piccoli per chi lavora in corsia, negli uffici o nei servizi dell’azienda ospedaliera.

È una difficoltà che riguarda l’intero personale con responsabilità genitoriali, ma che, osserva la FP CGIL, incide in maniera ancora più marcata sulle donne, numericamente molto presenti nel comparto sanitario. In un contesto nel quale il lavoro di cura continua a gravare in larga misura sulle lavoratrici, l’assenza di strumenti di sostegno adeguati rischia di tradursi in ostacoli concreti alle carriere, alle scelte professionali e alla possibilità stessa di conciliare maternità e lavoro. Una condizione che, sottolinea il sindacato, non può essere letta come una questione ideologica, bensì come un dato reale che va riconosciuto e affrontato con serietà, nell’interesse di tutto il personale. Un’attenzione particolare, nella proposta, viene riservata inoltre a chi affronta in solitudine la responsabilità genitoriale. Per lavoratrici e lavoratori soli con figli, la presenza di un servizio interno, stabile e affidabile, può rappresentare il confine tra un equilibrio difficile ma possibile e una situazione destinata a diventare insostenibile sul piano personale e professionale.

Sul fondo c’è anche un tema strutturale che supera i confini dell’azienda salernitana. L’Italia, infatti, continua a registrare un ritardo significativo nella copertura dei servizi per la prima infanzia, restando lontana dall’obiettivo europeo del 45 per cento fissato per il 2030. In questo quadro, ogni intervento capace di offrire risposte concrete nei luoghi di lavoro assume un valore che va oltre il singolo ente e diventa indicativo di una precisa idea di organizzazione pubblica. Per questo la FP CGIL Salerno chiede alla Direzione Generale del Ruggi di avviare un esame approfondito sulla fattibilità del progetto, valutando con rigore tutti i possibili profili logistici, gestionali ed economici. Tra le ipotesi indicate dal sindacato figurano la riconversione di spazi attualmente sottoutilizzati, l’accesso a finanziamenti regionali e nazionali e anche la costruzione di eventuali formule interaziendali, in convenzione con altri enti del comparto sanitario provinciale. L’auspicio espresso è che, al termine di questa verifica, la Direzione possa presentare alle organizzazioni sindacali e alle RSU una proposta concreta da inserire al centro del confronto.

Capezzuto, nel motivare l’iniziativa, lega la questione del nido aziendale non soltanto a un’esigenza organizzativa, ma a una visione più ampia del lavoro pubblico. "Questa proposta nasce da un bisogno reale e concreto di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono il funzionamento del nostro sistema sanitario pubblico", afferma il segretario generale della FP CGIL Salerno. "Chiediamo alla Direzione Generale del "Ruggi" di accogliere questa proposta con la serietà che merita e di avviare concretamente questo percorso". Nelle parole del dirigente sindacale c’è anche il richiamo al ruolo delle istituzioni regionali. "Abbiamo inoltre inviato la richiesta all’assessora Claudia Pecoraro che, in considerazione del suo riconosciuto ruolo istituzionale e della sua sensibilità su questi temi, vorrà accompagnare e sostenere questa iniziativa", aggiunge Capezzuto, rimarcando la necessità di costruire una rete istituzionale capace di accompagnare un progetto che potrebbe diventare un modello per altri contesti del territorio.

La disponibilità del sindacato, assicura ancora il segretario generale, è piena: "La FP CGIL Salerno si dichiara pienamente disponibile a collaborare in ogni fase del percorso, nella convinzione che un’azienda sanitaria pubblica che investe nel benessere dei propri dipendenti e delle loro famiglie investa, in ultima analisi, nella qualità della sanità che offre ai cittadini". È proprio questo il punto politico e amministrativo più rilevante della proposta: considerare il welfare aziendale non come una voce accessoria, ma come una leva strategica. Perchè sostenere chi lavora in ospedale significa anche mettere quel personale nelle condizioni migliori per continuare a garantire efficienza, presenza e qualità dell’assistenza. In questo senso, la richiesta della FP CGIL Salerno si presenta come una sollecitazione concreta, misurabile, lontana dagli slogan e pienamente radicata nei bisogni quotidiani di chi vive l’ospedale. L’apertura di un asilo nido aziendale al "Ruggi", se accolta e tradotta in un percorso operativo, potrebbe rappresentare un segnale importante: non solo un servizio in più, ma una scelta di civiltà amministrativa, capace di parlare al presente del lavoro sanitario e al futuro delle politiche familiari. Una lodevole iniziativa, dunque, che mette al centro persone, famiglie e dignità del lavoro, chiedendo alle istituzioni una risposta all’altezza.

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