

di Massimiliano Catapano
L’indagine sulla morte di Francesco Vitolo, il sessantenne trovato senza vita lo scorso 28 febbraio nella sua abitazione, ha conosciuto una svolta netta e drammatica. Quella che inizialmente appariva come una morte improvvisa, forse dovuta a un malore, si è rivelata invece un omicidio. A stabilirlo sono stati gli esiti dell’autopsia eseguita venerdì scorso, che hanno chiarito senza equivoci la causa del decesso: una profonda coltellata al costato sinistro che ha raggiunto il cuore, provocando una morte pressochè immediata. Un passaggio investigativo che ha cambiato radicalmente il quadro della vicenda, portando gli inquirenti a contestare un’ipotesi di omicidio maturato all’interno delle mura domestiche. Al centro dell’inchiesta c’è la moglie della vittima, Raffaella Cirillo, 54 anni, attualmente detenuta in carcere.
Secondo la ricostruzione investigativa, la tragedia sarebbe esplosa al culmine di una lite scaturita da motivi di gelosia. L’uomo avrebbe ricevuto sul proprio telefono un messaggio inviato da una donna con la quale, secondo quanto emerso nelle prime verifiche, avrebbe intrattenuto una relazione extraconiugale. Da quel momento la discussione tra i coniugi sarebbe degenerata fino al gesto estremo, con il colpo sferrato che non avrebbe lasciato scampo alla vittima. La vicenda, per la sua dinamica, si colloca in un ambito familiare e sentimentale e presenta caratteristiche opposte a quelle che, troppo spesso, riempiono le pagine della cronaca nera. Non si tratta infatti dell’ennesimo femminicidio, ma di quello che, con un termine sempre più utilizzato nel dibattito pubblico, può essere definito un possibile maschicidio, ossia l’uccisione di un uomo da parte della propria compagna o moglie all’interno di una relazione affettiva.
Nel frattempo i Carabinieri hanno già identificato e ascoltato la presunta amante dell’uomo, una donna che non risiederebbe nell’Agro nocerino-sarnese. Il suo telefono cellulare è stato posto sotto sequestro e sarà analizzato con attenzione dagli investigatori. Gli accertamenti si concentreranno in particolare sulle conversazioni e sulle chat intercorse con Vitolo, nella speranza di ricostruire con precisione la natura del rapporto tra i due e comprendere fino in fondo il movente che avrebbe portato alla tragedia. Ma attorno alla vicenda si è registrato anche un episodio inquietante che ha ulteriormente complicato il quadro. Tra sabato e domenica scorsi, ignoti si sono introdotti nella villetta di viale degli Aranci, l’abitazione dove si è consumato il delitto e che risulta ancora ora sottoposta a sequestro penale.
Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi avrebbero approfittato dell’oscurità e dell’assenza di sistemi di videosorveglianza per entrare dal retro dell’immobile. Una volta all’interno avrebbero messo a soqquadro le stanze della casa, rovistando tra mobili e oggetti. Un dettaglio, tuttavia, ha subito attirato l’attenzione degli investigatori: dalle verifiche preliminari non risulterebbero ammanchi di beni di valore. Un elemento che rende poco credibile la pista del semplice furto e che lascia aperta la possibilità che l’intrusione possa essere collegata, in qualche modo, alle delicate vicende giudiziarie legate all’omicidio. Le indagini proseguono ora su più fronti. Da una parte si cerca di ricostruire con esattezza la sequenza degli eventi che hanno portato alla morte di Francesco Vitolo; dall’altra si prova a capire se dietro l’irruzione nella casa sequestrata possa nascondersi un ulteriore tassello di una storia che, giorno dopo giorno, continua a rivelare contorni sempre più complessi.
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