

Al Sanremo Cristian Music 2026, "Infrangibile (Paolo vive in noi)" non è stata soltanto una canzone in concorso. È stata una testimonianza autentica, un atto di memoria e responsabilità. Il brano, interpretato da Renato Belluccio, artista di Capaccio Paestum, e scritto da Massimiliano Catapano, paroliere di Nocera Superiore, ha ottenuto il Premio Miglior Testo, un riconoscimento che nasce dalla scrittura ma che rappresenta pienamente un risultato di squadra. "Infrangibile" è dedicata a Paolo Mendico, giovane di 14 anni di Santi Cosma e Damiano, scomparso l’11 settembre 2025. Una tragedia che ha scosso profondamente l’Italia e riportato al centro il tema delle fragilità giovanili e del bullismo. La canzone nasce per custodirne la memoria e trasformarla in coscienza collettiva.
Intervista a Renato Belluccio (Capaccio Paestum)
1) Quando hai letto per la prima volta il testo di "Infrangibile", cosa hai provato?
- "Infrangibile" è riduttivo definirla una canzone. È un pezzo di cuore, è una parte di me. L’ho vista nascere, crescere, per poi viverla a Sanremo. Ora è sulla mia pelle, come la storia di Paolo. È onorare la sua memoria e, nel contempo, sentirsi onorati di cantare per lui.
2) Come si interpreta un brano dedicato a Paolo mantenendo autenticità?
- Basta parlare con il cuore, scrivere ciò che senti. Paolo è nel mio cuore e lo sarà sempre, anzi oggi anche di più. È come un caro amico che non c’è più. È un ricordo… infrangibile.
3) Hai sentito il peso della responsabilità sul palco?
- Sicuramente interpretarla sul palco mi ha dato maggiori responsabilità. Sapevo di avere gli occhi addosso, ma quando fai una cosa spontanea, scritta nel cuore, devi solo andare dritto e onorare il palco e Paolo.
4) Quanto è stato importante il confronto con l’autore?
- Fondamentale. Io lavoro a tutta la stesura fianco a fianco con tutto il team di autori. Con Max si è creata un’alchimia e una stima reciproca dal primo giorno. Per me è un grandissimo autore e un grandissimo amico.
5) Il premio è stato vissuto come riconoscimento di squadra
- Ogni decisione è condivisa con tutti, anche quella di donare la targa alla famiglia di Paolo. È una scelta comune. Il pezzo nasce e cresce insieme, nel bene e nel male.
6) Cosa ti ha lasciato questa esperienza al Festival
- "Chi canta prega due volte" è il leit motiv del Festival ed è proprio così. È un’emozione unica. In quei tre minuti sul palco ti passa davanti tutto il lavoro fatto con gli autori e con lo staff. Quest’anno è stata un’esperienza incredibile e ringrazio la commissione e il direttore artistico Fabrizio Venturi per avermi scelto.
7) Che tipo di paroliere è Massimiliano Catapano?
- Max è come se lo conoscessi da un secolo. Solo un cuore grande può scrivere quelle parole. Quando ha iniziato a scrivere “Infrangibile”, aveva perso da poco il papà e ha trasformato quel dolore in sensibilità autentica. Il premio per il miglior testo riconosce la sua umanità prima ancora della sua tecnica. Sono felice di aver condiviso questo percorso con lui, perché prima del lavoro c’è l’amicizia.
Intervista a Massimiliano Catapano (Nocera Superiore)
1) Massimiliano, cosa rappresenta per te il Premio Miglior Testo?
- Rappresenta la conferma che la scrittura può ancora essere centrale in una canzone. Le parole non sono un contorno: sono la struttura portante. Questo premio mi emoziona perché riconosce il lavoro sul testo, sulla coerenza narrativa, sulla forza del messaggio. Ma lo vivo come un risultato condiviso con Renato, perché senza la sua interpretazione il brano non avrebbe avuto la stessa intensità.
2) "Infrangibile" è dedicata a Paolo Mendico. Come hai affrontato la scrittura di un tema così delicato
- Con rispetto assoluto. Il confine era chiaro: non trasformare il dolore in spettacolo. Ho cercato parole essenziali, sincere, che potessero parlare senza forzare l’emozione. Scrivere questo brano è stato un atto di responsabilità morale prima ancora che artistica.
3) Qual è stato il momento più difficile durante la stesura del testo
- Il momento più difficile è stato trovare il tono giusto. Non volevo retorica, non volevo giudizi. Volevo un linguaggio che fosse forte ma dignitoso. Ogni parola è stata pesata, perché quando scrivi su una storia reale devi essere consapevole del peso che ogni frase porta con sé.
4) Perchè avete deciso di consegnare il premio alla famiglia Mendico
- Perchè lo avevamo già deciso insieme. Era doveroso. Questa canzone è dedicata a Paolo e alla sua famiglia, quindi il premio doveva tornare simbolicamente a loro. È stato un gesto naturale, condiviso e sentito.
5) Il 28 febbraio è anche una data personale per te. A chi dedichi questo premio
- Lo dedico alla famiglia Mendico e ai miei genitori. Il 28 febbraio sarebbe stato il compleanno di mia madre: avrebbe compiuto 79 anni, ma è venuta a mancare nel 2010. Lo dedico anche a mio padre, scomparso lo scorso 20 agosto. So che sarebbero stati orgogliosi. Questo premio è memoria e gratitudine.
6) Che cantante è Renato Belluccio, oltre l’amicizia che vi lega e vi legherà per sempre.
Renato è un artista completo. Ha una voce potente ma controllata, una presenza scenica naturale e una capacità rara di entrare nel testo senza sovrastarlo. Non canta per mettersi in mostra, canta per comunicare. Ha sensibilità, tecnica e carisma. È uno di quegli interpreti che riescono a trasformare una canzone in esperienza emotiva per chi ascolta.
7) Cos’è, in definitiva, "Infrangibile"
- È una dedica che diventa impegno. È memoria che si trasforma in responsabilità. È una canzone per Paolo, ma è anche un invito a tutti noi a essere più attenti, più presenti, più umani.
"Infrangibile" non è soltanto un brano premiato. È un lavoro di squadra, un gesto di amicizia, un orgoglio salernitano che ha saputo trasformare il dolore in testimonianza e la musica in coscienza.
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