

di Massimiliano Catapano
La prima vittoria di Serse Cosmi (foto Us Salernitana) sulla panchina della Salernitana arriva al termine di una battaglia vera, di quelle che pesano più dei tre punti e lasciano in eredità indicazioni profonde, tecniche ma soprattutto caratteriali. Il 2-1 rifilato al Latina non è stato soltanto un successo sofferto: è stato un segnale, un atto di resistenza, una risposta in mezzo a una partita che i granata hanno dovuto giocare per lunghi tratti in condizioni proibitive. A fine gara, il tecnico ha analizzato il pomeriggio con lucidità, senza nascondere la straordinarietà di quanto accaduto. "È stata una gara particolarissima. Se consideriamo che abbiamo giocato praticamente tutto il secondo tempo in nove uomini e che già prima eravamo in inferiorità, allora questo risultato assume un peso enorme. Era una vittoria di cui avevamo bisogno, sotto ogni punto di vista. Quando vinci, anche i problemi si affrontano con uno spirito diverso. Per me da oggi si apre davvero un nuovo campionato". Parole che raccontano bene il senso di una partita sporca, tesa, spezzata dagli episodi e dalle espulsioni, ma proprio per questo ancora più significativa agli occhi dell’allenatore.
Cosmi sa di essere ancora all’inizio del suo lavoro, ma il successo contro il Latina gli ha offerto materiale prezioso per capire meglio uomini e risorse. "Ho avuto la possibilità di vedere tutti, di osservarli con attenzione e di cominciare a costruirmi un’idea più precisa, anche se non ancora definitiva. Adesso avremo finalmente una settimana per lavorare con continuità e preparare la partita di Crotone". Nel bilancio del tecnico ci sono anche i singoli, con una lettura che tiene insieme fatica, emergenza e risposte incoraggianti. "Mi è dispiaciuto per Ferraris, perchè in questi giorni abbiamo affrontato tre partite in poco tempo e, conoscendo ancora poco il gruppo, non era semplice fare certe scelte. Però ho ricevuto segnali importanti da Cabianca e da De Boer. Quest’ultimo ha praticamente retto il centrocampo per quasi novanta minuti senza Capomaggio e, alla fine, era naturale vedere tutti arrivare esausti. Una partita del genere, dal punto di vista tattico e tecnico, è difficile da giudicare fino in fondo. Oggi conta soprattutto il risultato".
Cosmi, però, è andato oltre il campo e ha toccato un tema centrale per il presente granata: la condizione mentale della squadra. Il suo è stato un ragionamento netto, quasi severo, ma profondamente realistico. "La squadra non è tranquilla e non potrebbe essere altrimenti. Se lo fosse, ci sarebbe quasi da preoccuparsi. Questa è una squadra che si muove tra il terzo e il quarto posto e quindi sente addosso una pressione importante. Il problema vero è che deve uscire da un momento di scarsa fiducia. In allenamento vedo giocatori che lavorano bene, poi in partita si trasformano in peggio. Giocare qui deve essere sentito come un privilegio. Prima ancora dell’entusiasmo, bisogna recuperare dignità. Su questo dobbiamo crescere. Solo così, col tempo, anche i tifosi potranno riavvicinarsi. Io non mi permetto di giudicare il tifo: lo rispetto. Il mio compito è rendere la squadra più vicina alla sua gente, attraverso atteggiamento e risultati".
Infine, l’allenatore ha affrontato il capitolo più delicato della sfida, quello legato alle espulsioni che hanno finito per stravolgere l’andamento della gara. "Berra è entrato, ma non aveva ancora nelle gambe una lunga tenuta. Villa rientrerà e vedremo come gestire tutto. Sulle espulsioni, però, bisogna essere chiari: sono state due ingenuità evidenti, anche se parliamo di giocatori esperti. Da ragazzi giovani puoi aspettarti certi errori, ma è anche vero che pure chi ha esperienza sente la pressione e la voglia di dimostrare. In ogni caso, le espulsioni erano giuste". Ed è proprio questo il punto da cui la Salernitana dovrà ripartire. La vittoria ha consegnato a Cosmi il primo sorriso, ma non può cancellare una verità evidente: gli errori di Capomaggio e Golemic hanno rischiato di compromettere una gara che la squadra aveva l’obbligo di non complicarsi. Le espulsioni, corrette e inevitabili, sono un campanello d’allarme serio. Perchè il carattere mostrato dalla Salernitana è un patrimonio da difendere, ma non può diventare ogni volta l’unico salvagente. In un campionato che si decide sui dettagli, certe leggerezze da parte di calciatori navigati non devono più ripetersi. Il successo contro il Latina vale molto, forse moltissimo. Ma il vero salto di qualità passerà dalla capacità di unire intensità e lucidità, sacrificio e disciplina. Solo allora, davvero, potrà cominciare il nuovo campionato evocato da Cosmi.
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