

Termina anzitempo sul punteggio di 0-2 la sfida valevole per l'ottava giornata di ritorno del girone G di Prima Categoria tra Lavorate e Bracigliano, scontro diretto per la salvezza iniziato sul sintetico del "Viscardi" di Sarno. Un rosso ad un tesserato locale al 35' ha scaturito un parapiglia che ha costretto l'arbitro, Antonio Musco di Avellino, a sospendere definitivamente l'incontro. Una prima ricostruzione dei fatti arriva dalla compagine ospite attraverso una nota a mezzo social, riportata integralmente: "L'AC Bracigliano esprime profonda amarezza per il grave episodio verificatosi. La partita, sul risultato di 0-2 in nostro favore, è stata sospesa al 35' minuto del primo tempo dopo l'espulsione di un calciatore della squadra di casa, che aveva colpito un nostro tesserato. Da quel momento la situazione è degenerata, con l'ingresso in campo di alcuni membri della panchina del Lavorate Calcio e successive aggressioni ai danni dei nostri giocatori, coinvolgendo persino alcuni dirigenti avversari. L'arbitro è stato costretto a interrompere definitivamente l'incontro".
Il sodalizio biancorosso continua: "Ci teniamo a ribadire con forza che il calcio non è e non deve mai diventare violenza. Il calcio è passione, rispetto, competizione sana. Quanto accaduto rappresenta l'esatto opposto dei valori che questo sport dovrebbe trasmettere, soprattutto davanti a decine di spettatori, tra cui molti bambini, costretti ad abbandonare gli spalti al'’arrivo delle forze dell'ordine. Esprimiamo il nostro sdegno per comportamenti tanto gravi, ancor più quando provengono da figure adulte e dirigenti che dovrebbero essere esempio di correttezza e responsabilità. Siamo invece orgogliosi della reazione composta e rispettosa dei nostri tesserati, che hanno mantenuto la calma nonostante l'aggressione subita, dimostrando maturità e superiorità non solo nel comportamento, ma anche sul campo, dove stavano conducendo con merito la gara. L'AC Bracigliano si ritiene parte lesa e ha già provveduto a segnalare l'accaduto alla Lega, attendendo le scuse ufficiali del presidente e della società del Lavorate Calcio. Il calcio è rispetto. Il calcio è sport. Il calcio non è violenza".
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