

di Massimiliano Catapano
Caserta non perdona e la Salernitana nemmeno prova a farsi perdonare. Al "Pinto" finisce 1-0 per la Casertana (foto Casertana FC) e il risultato, paradossalmente, è persino gentile con i granata: perchè la prestazione è stata povera, svuotata, senza rabbia, senza personalità, senza quella minima cattiveria sportiva che almeno salva la faccia quando le idee mancano. Il derby regionale si chiude con la firma di Butic (37’ pt), con un rigore parato da Donnarumma nel finale che evita un passivo più pesante, e con la sensazione netta che questa squadra stia scivolando via anche psicologicamente. E intanto la classifica punisce: la Salernitana perde anche il terzo posto dopo il colpo esterno del Cosenza, capace di andare a Potenza e vincere 1-4 con ferocia e qualità. È esattamente ciò che manca ai granata: saper "fare vittorie" da squadra vera. In alto, il Benevento ha dato una lezione di maturità al Catania (2-1), scappando e mettendo distanza: lì si vede una direzione, qui si vede solo confusione.
Primo tempo: segnali chiari, granata già in apnea
L’avvio è sporco, spezzettato, ma la Casertana entra prima nel match. La Salernitana prova un paio di conclusioni: al 5’ Anastasio calcia da fuori, De Lucia blocca senza affanni. Al 9’ arriva però il campanello più serio: Kontek lascia partire una botta dalla distanza che si stampa sul palo. È un avviso che i granata non recepiscono. I corner sono l’unico modo con cui la Salernitana dà l’illusione di poter pungere: al 13’ Quirini sfiora il vantaggio con una conclusione in area, deviata e finita di poco a lato; al 17’ Lescano va vicino al goal di testa, ancora da palla inattiva. Ma è tutto lì: frammenti, episodi, niente costruzione.
La Casertana cresce, i granata arretrano mentalmente prima ancora che fisicamente. Il gioco della Salernitana è lento, prevedibile, pieno di errori in appoggio: si arriva secondi sulle seconde palle, si perdono duelli banali, si alza bandiera bianca senza che nessuno se ne assuma la responsabilità. E al 37’ arriva la conseguenza più logica: Butic riceve e calcia dalla media distanza, Donnarumma è battuto. 1-0. Nel finale di tempo resta un episodio da moviola: possibile rigore su Casarotto, ma c’è segnalazione di fuorigioco e l’arbitro non concede nulla. Si va al riposo con la Salernitana sotto e già senza argomenti.
Secondo tempo: cambi a raffica, ma non cambia l'anima
Cosmi prova a scuotere la squadra subito dopo l’intervallo: dentro Achik e Gyabuaa, fuori Antonucci e Quirini. Ma la risposta resta tiepida, quasi inesistente. La Salernitana non costruisce occasioni limpide, non accelera, non dà la sensazione di "spaccare" la partita. Al 13’ Casarotto conclude, Donnarumma blocca. Nella stessa azione Arena si fa male e al 15’ è costretto a uscire: entra Golemic. I granata, quando riescono a infilarsi, sprecano: al 16’ Achik va al tiro ma l’azione è viziata da fuorigioco. Al 20’ arriva l’immagine più imbarazzante del match: uscita sbagliata di Donnarumma che consegna palla a Llano, conclusione a porta quasi sguarnita, ma Capomaggio salva sulla linea. Non è un "brivido": è la fotografia di una squadra che rischia di farsi male da sola, come se fosse normale.
La Casertana gestisce, spezza ritmo, porta la partita dove vuole. La Salernitana continua a muoversi senza precisione e senza lucidità. Al 27’ Matino viene ammonito per fermare Casarotto; prima, Gyabuaa serve Achik che perde il tempo per tirare. Al 29’ Achik apre per Capomaggio, colpo di testa per Lescano: De Lucia risponde. Ma sono fiammate isolate, non un forcing. Nel finale succede di tutto sul fronte arbitrale: al 33’ rigore per la Casertana per un tocco di mano, proteste granata e giallo a Tascone; c’è revisione al monitor, poi il rigore viene confermato. Al 38’ Llano calcia, Donnarumma para con le gambe e tiene accesa l’ultima miccia. Ma la Salernitana non ha benzina né orgoglio per sfruttarla: gli ultimi minuti scorrono tra interruzioni, gestione e nervosismo. Otto minuti di recupero, zero assalto vero. Al 54’ finisce: Casertana 1, Salernitana 0. E la sensazione è che ai granata non resti nemmeno la rabbia, solo il vuoto.
Considerazione finale: oggi 5 marzo 2026, basta prendere in giro la gente
Oggi, 5 marzo 2026, è il momento di dirlo senza giri di parole: con questo livello di atteggiamento e con questa gestione societaria, la Salernitana l’anno prossimo rifarà la Lega Pro. Inutile illudere i tifosi con parole di facciata, con promesse sempre uguali e con la solita retorica del "ci crediamo". Una società che pretende fede e restituisce prestazioni così non merita nulla: né pazienza, né alibi, né protezione. Perché qui non è una serata storta: è una deriva. E quando una squadra smette di avere fame, la colpa non è mai solo del campo. Oggi non c’è né per nessuno.
TABELLINO
CASERTANA (3-5-2): De Lucia; Martino, Kontek, Bacchetti; Oukhadda, Girelli, Toscano (42′ st Proia), Pezzella (30′ st Saco), Llano (42′ st Viscardi); Casarotto (50′ st Bentivegna), Butic (30′ st Vano). A disp: Merolla, Vilardi, Leone, Galletta, De Liguori, Arzillo. All.: Coppitelli
SALERNITANA (4-5-1): Donnarumma; Berra, Matino, Arena (15′ st Golemic), Anastasio; Quirini (1′ st Gyabuaa), Tascone, Capomaggio, Villa (21′ st Molina), Antonucci (1′ st Achik), Lescano (39′ st Ferrari). A disp: Cevers, De Boer, Ferraris, Cabianca. All.: Cosmi
ARBITRO: Renzi di Pescara (Chichi/Pasqualetto). IV uomo: Liotta. FVS: Ciannarella
RETE: 37′ pt Butic
NOTE: Ammoniti: Villa, Matino, Tascone (S), Pezzella, Llano (C). Corner 3-6. Recupero 8′ pt, 8′ st.
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