

di Massimiliano Catapano
Il punto muove la classifica, ma soprattutto sposta l’umore. Emmanuele Matino (foto Us Salernitana), dopo la sfida contro il Catania, affida a Lira TV un’analisi lucida e senza fronzoli: rispetto per l’avversario, consapevolezza del momento e una parola che torna più volte, come un filo che tiene insieme la ripartenza: tranquillità. "Ha un grande valore questo pareggio. Il Catania è una squadra forte e credo che il pareggio sia il risultato giusto", spiega Emmanuele Matino, mettendo subito in chiaro la lettura del match. Non un risultato da difendere con orgoglio di facciata, ma un esito coerente con l’andamento di una partita intensa, giocata sul filo dell’equilibrio e degli episodi. La sua presenza nell’undici iniziale non era scontata, almeno nelle sensazioni della vigilia. "Non pensavo di indossare la maglia da titolare, ma lo avevo capito durante la settimana", racconta Emmanuele Matino, lasciando intravedere come certe scelte si preparino in silenzio, tra allenamenti e segnali chiari. Poi l’inevitabile riferimento all’impatto del nuovo allenatore, arrivato a ridosso della gara: "Il mister ha dato pochi input, è arrivato martedì ed è giusto che anche lui si dia del tempo per poter lavorare".
Serse Cosmi, quindi, più come figura capace di rimettere ordine nelle emozioni che come rivoluzionario immediato sul campo. "Il mister finora ci ha dato tranquillità", insiste Emmanuele Matino. È un concetto semplice, quasi elementare, ma in momenti di scossa tecnica diventa un valore. Un punto di partenza, prima ancora di qualsiasi nuova identità di gioco. Sul piano della prestazione, il difensore indica una squadra presente in entrambe le fasi: "In entrambe le fasi abbiamo fatto bene. È stata una partita molto equilibrata". E poi la chiave che accompagna le gare contro avversari di livello: "Queste partite di spessore sono sempre così e giocare col Catania è difficile, bisogna metterci sempre qualcosa in più". Tradotto: attenzione, intensità, letture, e la capacità di non concedere nulla gratis. Nelle parole di Emmanuele Matino c’è anche la volontà di chiudere una porta alle spalle senza far finta che non sia mai esistita. "In merito a mister Raffaele c’è da dire che quando un allenatore va via è anche un fallimento per la squadra", dice il difensore con una franchezza che pesa. Non si tratta di processi, ma di responsabilità condivisa. E la conseguenza è inevitabile: "Ora bisogna andare avanti e non guardare il passato".
Il futuro, adesso, ha contorni precisi. "Ora pensiamo solo ai play-off, bisogna portare i 3 punti a casa, tirare le somme e vedere dove si può arrivare", sottolinea Emmanuele Matino, spostando l’asticella dalla gestione del momento alla ricerca concreta di risultati. La prossima tappa è già sul tavolo: "La Casertana è una buona squadra, cercheremo di fare il nostro meglio". Nel calcio, spesso, la differenza tra una crisi che si prolunga e una squadra che risale sta in dettagli invisibili: l’atteggiamento, la fiducia, la capacità di restare compatti. Emmanuele Matino non fa proclami, non vende illusioni. Ma lascia un messaggio netto: la pagina si gira, e da qui in avanti conta soltanto la corsa.
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