

La Jomi Salerno (foto Luigi Canu) conquista la settima Coppa Italia della sua storia e diventa la squadra più titolata della competizione nazionale. Al Play Hall la finale contro l'AC Life Style Erice si decide ai tiri dai sette metri (34-32), dopo che nemmeno i supplementari erano riusciti a risolvere il rebus di un match combattutissimo ed emozionante. Parità al termine del primo tempo (10-10), parità dopo i due tempi regolamentari (24-24), parità dopo l'extra time. Nel mezzo una miriade di emozioni, con Cabral Barbosa che tira Erice fuori dai guai sulla sirena, pareggiando in contropiede su lancio di Niakatè e capitalizzando il massimo l'errore al tiro di Andriichuk per il possibile ko dopo gli strappi salernitani sull'asse Woller-Dalla Costa-Rossomando. A parti invertite, nel supplementare anche Erice avrebbe la possibilità di chiudere i conti: sopra 29-28 dal goal di Pessoa, la formazione trapanese viene raggiunta dal sette metri trasformato da Andriichuk (manco a farlo apposta 7 i goal complessivi), provvidenziale dopo l'azione preziosa di Nukovic sui sei metri che spedisce tutti dalla linea. Da un sette metri per il pari ai sette metri per decidere la partita: l'errore di Ahanda è decisivo per indirizzare la serie. De Santis, invece, mette dentro il pallone decisivo: la Pdo Jomi Salerno vince la Coppa Italia e, dopo lo Scudetto della stella del maggio scorso, entra ancora una volta nella storia della Pallamano italiana.
La Teamnetwork Albatro conquista la prima Coppa Italia della propria storia e riporta il nome di Siracusa nell’albo d'Oro della Pallamano italiana dopo 29 anni dall’ultimo trionfo della storica Ortigia (1997). In un match che ha riacceso le tradizioni più salde dell'Handball nostrano, il club aretuseo batte Trieste - che tornava in finale dopo 19 anni - col punteggio di 27-24. Decisivo il 18-12 con cui i siciliani vanno al riposo dopo la prima mezz'ora, trascinati dai goal dell'egiziano Hazem Mamdouh e apparsi maggiormente dentro dalla partita già dalle prime battute. L'MVP di serata è il portiere dell'Albatro Salah Riahi, vero e proprio fattore del match: le sue parate peseranno come macigni anche nella ripresa, con Trieste brava a rientrare fino al 20-18 toccato al 42’. Sale di tono Lindstrom, bocca da fuoco dell’attacco giuliano nella ripresa e top scorer della sua squadra con otto segnature. Anche Angiolini segna goal pesanti: suo anche il 27-24 dell’apoteosi. Siracusa è tornata. Al Play Hall è festa grande. Salerno diventa infatti la società più titolata in Coppa Italia con sette successi (2009, 2012, 2013, 2014, 2019, 2020, 2026) e nel contempo la più vincente in assoluto con 25 tra Scudetti (10), Supercoppe (7), Handball Trophy (1) e la Coppa nazionale.
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