

Un inedito che sa di storia e una riedizione che è già una classica. In sintesi: Trieste-Teamnetwork Albatro Siracusa e AC Life Style Erice-Jomi Salerno sono le finali che domani (domenica), al Play Hall di Riccione, assegneranno l'edizione 2026 della Coppa Italia. Donne alle 16:00 per un remake di quella che è già stata finale un anno fa e poi ancora ultimo atto per Scudetto e Supercoppa. Poi, alle 18.00, la finale degli uomini che metterà di fronte non solo due squadre, ma anche due città che hanno scritto pagine indelebili di storia della pallamano italiana. Un dato storico: era il dicembre 1996 e la storica Ortigia superava Trieste sul neutro di Bologna; domani - quasi 30 anni dopo - Siracusa e la città giuliana saranno ancora una contro l’altra in un contesa dai tratti epici. Il pomeriggio del Play Hall regala quattro semifinali entusiasmanti. In sicurezza Salerno contro Brixen (34-25), mentre Erice - alla sua quarta finale consecutiva - riesce a superare una combattiva Cassano Magnago (25-24) ed a guadagnarsi così il diritto di difendere il titolo già conquistato nelle ultime tre edizioni. Nel maschile è battaglia sportiva in ambedue i casi: Siracusa batte Sassari di misura (30-29), mentre servono i tiri dai sette metri, con parata decisiva di Postogna, per riportare Trieste in finale di Coppa Italia dopo 19 anni (31-29 dtr).
La Jomi Salerno (foto Luigi Canu) torna in finale di Coppa Italia. Per la seconda stagione consecutiva le campane, campionesse d'Italia in carica, si guadagnano un posto nell'atto conclusivo del torneo più atteso della stagione. Prova solida della formazione guidata dal tecnico Adrian Chirut contro un Brixen Südtirol battuto 34-25 (primo tempo sul 19-13) ma mai arrendevole nel corso del match. Seppure con meno rotazioni su cui contare - tra le campane debuttava anche la mancina montenegrina Đurđina Malović - la formazione di Hübi Nössing gioca una partita di carattere, rimanendo sulla scia della Jomi fino al 19-16 toccato dopo 35', frutto di un break di 3-0. Salerno ha tanti cambi e tanta esperienza, ma anche il brio delle giovani Margherita Danti fra i pali e Asia Mangone sulla linea dei terzini. La mancina azzurra, classe 2005, chiuderà con sei reti nella serata del Play Hall al pari del capitano della Nazionale Ilaria Dalla Costa. Con il correre dei minuti, Salerno fa valere la profondità di roster e scappa via. Allungo sul 25-18 al 44'. Nemmeno il cartellino rosso per Andriichuk - colpo al volto di Habicher - fa vacillare la Jomi. Il finale allarga oltremodo il punteggio: il +9 è troppo severo per Brixen, ma Salerno va in finale con pieno merito e, un anno dopo, proverà a riportare in Campania un trofeo che le manca dal 2020.
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