

Tornare a fare ciò che si ama con un sostegno speciale dall'alto. Lo scorso fine settimana nel match del girone D di Promozione tra Sporting Pontecagnano e Pompei Soccer, Andrea Borsa è tornato al goal dopo aver rimesso piede in campo con i fulmini picentini a seguito di un lungo infortunio. Nel prossimo match la formazione di Antonio Pessolano è attesa dalla corazzata Agropoli in un week-end mai come gli altri per il centrocampista offensivo salernitano: il 1 marzo, infatti, corre il quarto anniversario della scomparsa di Anna Borsa, la giovane vittima del femminicidio di Pontecagnano. Ed è proprio in sua memoria che il cugino, con il sostegno dei familiari, ha trovato la forza per tornare protagonista nel calciare un pallone. "È un avvenimento molto brutto, per tutta la famiglia e che non scorderò mai. Posso dire che quando mi ritrovo in questo periodo è come se avessi una mano in più, mi sento accompagnato. Un aneddoto è per esempio quello di domenica scorsa, mi sentivo di poter fare qualcosa di speciale, e così è stato. Sento un'energia che mi accompagna e mi dà la forza. Sono certo di fare bene qualora dovessi entrare in campo contro i delfini, e dare la mia disponibilità soprattutto in quella giornata. Come detto prima, in questo periodo sento queste energie che alimentano la mia forza, la mia fame e il mio desiderio. Cercherò di fare il meglio possibile sportivamente parlando, ricordando quello che è stato".
Cresciuto nella New Mary Rosy e transitato da Salernum Baronissi e Calpazio, il classe 2003 è tornato allo Sporting con voglia di rivalsa dopo alcune circostanze sfortunate: "A Capaccio Capoluogo sono stato molto bene con mister Ciro De Cesare, è stata la mia prima vera e propria esperienza tra i grandi in un contesto che il tecnico ha saputo rendere di stampo professionistico. Anche in termini realizzativi non andò affatto male, 5 reti in campionato e 3 in Coppa Campania (8 centri complessivi) poi purtroppo lo stop. Essendo il mio primo infortunio serio non gli ho dato troppo peso, ho preso sotto gamba la situazione purtroppo, però dopo 14/15 mesi sono rientrato, ma devo sempre riguardarmi. Ora mi sento sicuramente meglio, soprattutto perchè ho avuto modo di rientrare e riprendere confidenza con il campo ed i ritmi di gioco. Questa domenica c'è stato il mio primo goal di quest'annata. È stato molto liberatorio dopo tutto questo tempo di sofferenza e non lavoro. Cosa mi auguro ora? Di stare bene, in quello che faccio, che vorrei fare, nelle mie ambizioni e tranquillità. Perchè ciò che ho scoperto dopo tutto questo tempo, è che la serenità è molto più importante di altre cose. Quindi se si sta bene, si possono fare moltissime cose". Il pensiero torna rivolto lassù con una dedica sentita: "Anna, mi manchi, purtroppo è successa questa cosa che non sarebbe mai dovuta succedere, impensabile, ma so che tu ci sei sempre, sei sempre qui, che mi aiuti. E sarai sempre qui, e nei nostri cuori". Del resto, non muore mai chi vive nel cuore di chi resta e accompagna con il suo spirito tutte le iniziative solidali che hanno caratterizzato l'impegno da quel triste giorno da parte di tutta la famiglia.
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