

Partecipazione sentita e sala piena per la presentazione di "Non dovevo nemmeno sognarlo. La strada di un nuovo italiano da zero alle Olimpiadi", il libro di Aziz Abbes Mouhiidine, ospitata nell’Aula Consiliare “C. Manzi” del Comune di Mercato San Severino su iniziativa del Forum dei Giovani di Mercato San Severino. Un momento di confronto intenso che ha unito istituzioni, associazioni e cittadini attorno alla storia sportiva e umana del pugile.
A moderare l’incontro è stato il professor Giuseppe Palmisciano, dottore di ricerca in Utraque Historia ed ex docente di Abbes negli anni delle scuole superiori. Il suo intervento iniziale ha offerto una lettura personale del ragazzo prima ancora che dell’atleta, richiamando episodi dell’infanzia e dell’adolescenza che hanno restituito l’immagine di un giovane determinato, umile e profondamente legato ai valori della fede e del rispetto. Tratti che erano evidenti ben prima dei successi sportivi e che oggi emergono con forza anche tra le pagine del libro. Nel corso della serata è stato ricordato un episodio raccontato dallo stesso Abbes che ha suscitato sorrisi e riflessioni: da bambino, intorno ai dieci anni, si esercitava davanti allo specchio simulando interviste dopo grandi vittorie, immaginandosi già protagonista di competizioni internazionali. Una proiezione mentale verso traguardi ambiziosi che affonda le radici negli anni in cui frequentava la palestra sin da piccolo, passando dal karate al pugilato, coltivando con costanza un sogno che allora sembrava lontanissimo. Il percorso sportivo di Abbes, come ricordato durante l’incontro, è stato costruito tappa dopo tappa attraverso competizioni nazionali e internazionali che lo hanno portato progressivamente ai massimi livelli. Dopo i primi successi in Italia, sono arrivate le medaglie ai Campionati Europei e ai Campionati Mondiali nella categoria dei pesi massimi, risultati che gli hanno consentito di consolidare la propria posizione nel panorama della boxe dilettantistica internazionale e di conquistare la qualificazione ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, dove ha rappresentato l’Italia. Un traguardo che, indipendentemente dall’esito finale della competizione, segna il punto più alto di un cammino iniziato anni prima in una palestra di provincia.
Presente in aula la vicesindaco Enza Cavaliere, che ha espresso parole di apprezzamento per l’iniziativa e per l’esempio offerto ai giovani, mentre è stato portato il saluto del sindaco Antonio Somma. È intervenuto quindi Antonio Del Pozzo, coordinatore del Forum, che ha ringraziato l’amministrazione comunale, il consiglio del Forum e il sindaco per la vicinanza espressa all’iniziativa e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento. Del Pozzo ha sottolineato come queste presentazioni, nate quasi per caso, stiano crescendo nel tempo fino a trovare spazio in sedi istituzionali, offrendo ai giovani occasioni concrete di confronto con testimonianze preziose. Marina Marinari, presidente del Centro Comunale per le Pari Opportunità, ha evidenziato il forte legame tra Abbes e Mercato San Severino. Nonostante le sue origini marocchine e nonostante qualcuno possa aver ritenuto in passato il territorio poco ricco di opportunità, il pugile ha fatto di questa città la sua casa, sentendosi pienamente parte della comunità e contribuendo, attraverso il proprio percorso, a valorizzarla. È stato poi ricordato, tramite un intervento da parte della dei Moffa di Mercato San Severino, il ruolo fondamentale di questa palestra, dove Abbes è cresciuto sotto la guida degli zii allenatori. L’attenzione non è mai stata soltanto tecnica, ma anche educativa: formare un atleta significa prima di tutto formare una persona, lavorando sull’equilibrio mentale e sulla capacità di affrontare pressioni e difficoltà. Un percorso costruito giorno dopo giorno, che ha permesso ad Abbes di superare limiti iniziali e di raggiungere i noti risultati. Nel corso della serata è intervenuto anche il presidente dei Lions Clubs di Mercato San Severino, Antonio Masturzo: ha sottolineato il valore dell’esempio rappresentato da Abbes per il territorio, ricordando inoltre come già da alcuni anni fosse emersa l’intenzione di conferirgli un’onorificenza per aver saputo incarnare al meglio un talento del territorio. Particolarmente toccante il momento dedicato al ricordo del padre, scomparso negli ultimi anni. Figura centrale nella vita del pugile, uomo di fede che lo ha cresciuto nel rispetto e nella libertà di scelta, rappresenta ancora oggi un punto di riferimento morale. In sua memoria, Abbes ha scelto di destinare il ricavato della vendita del libro alla ricerca contro il cancro, trasformando il dolore personale in un gesto reale di solidarietà verso chi affronta la medesima situazione. Nel suo intervento conclusivo, il pugile ha parlato anche delle difficoltà legate alla doppia appartenenza culturale, raccontando di quando gli è stato chiesto "se si sentisse italiano". La sua risposta è stata chiara: sentirsi italiano, ma soprattuto campano, orgoglioso delle proprie radici e del territorio in cui è cresciuto. Ha ribadito come il luogo da cui si proviene non determini i limiti di una persona, ma possa diventare la base da cui costruire il proprio futuro.
La serata si è conclusa con il firmacopie e con un lungo momento dedicato agli autografi e alle fotografie con i partecipanti dell'evento. Un incontro che ha lasciato un messaggio chiaro: anche partendo da una piccola realtà si possono raggiungere traguardi importanti, se sostenuti da valori solidi, quali impegno quotidiano, tenacia e capacità di credere in sé stessi, anche quando il percorso possa sembrare più difficile del previsto!
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