

Dopo il recente episodio avvenuto alla Villa Comunale di Salerno, dove un cane ha aggredito una persona, interviene il dott. Gianluca Boccia, esponente politico per il benessere animale e responsabile della Formazione Cinofila ASD, realtà attiva a livello nazionale nella prevenzione e nella formazione del settore. Secondo Boccia, di fronte a fatti simili occorre evitare reazioni emotive e puntare invece su responsabilità e prevenzione: la sicurezza dei cittadini e il benessere degli animali si garantiscono attraverso la formazione dei proprietari, non con misure ideologiche o superficiali. Boccia esprime contrarietà rispetto alla proposta della Regione Lombardia che introduce criteri legati a razza e morfologia - la cosiddetta "Save List" - e che potrebbe essere estesa a livello nazionale. La pericolosità, sostiene, non dipende dalla razza nè dalla stazza. Pedigree e classificazioni morfologiche non rappresentano una garanzia di corretta gestione. La responsabilità ricade sul proprietario che non conosce le caratteristiche filogenetiche, di specie e di razza del cane e che, per mancanza di competenze, consente l’apprendimento di comportamenti errati. Il dott. Boccia giudica inadeguata anche l’ipotesi di utilizzare test comportamentali standardizzati, come il CAE-1 dell’ENCI, quale parametro di valutazione. Insegnare una serie di esercizi a un cane, spiega, non equivale a saperlo gestire: addestramento ed effettiva gestione quotidiana sono aspetti distinti.
La proposta adatta, secondo la sua opninone, sarebbe l’introduzione di un patentino obbligatorio per tutti i proprietari, con finalità preventive e non punitive. La formazione dovrebbe includere corretta conduzione del cane, gestione in ambiente urbano, prevenzione dei comportamenti a rischio, conoscenza della normativa vigente e responsabilità civile e penale. Si richiama inoltre l’attenzione su situazioni che, a suo avviso, dimostrano una diffusa mancanza di consapevolezza: cani senza guinzaglio o non controllati, rifiuto dell’uso della museruola, animali non abituati alla manipolazione con rischi per veterinari e toelettatori, trasporto in auto non conforme al Codice della Strada, presenza di cani lasciati liberi in strade, parchi e spiagge, oltre al ricorso ad addestratori non qualificati scelti esclusivamente in base al costo. "Chi non è in grado di gestire correttamente un cane - conclude - non danneggia soltanto la collettività ma prima di tutto il proprio animale". La strada indicata è quella della formazione obbligatoria, della prevenzione e del coinvolgimento di professionisti certificati nella stesura delle norme, per promuovere una cultura della responsabilità e ridurre il rischio di nuovi episodi.
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