

di Claudio Santoro
In una società attraversata da cambiamenti continui, la scuola resta uno dei luoghi centrali in cui si costruisce il futuro. E proprio per questo il ruolo del dirigente scolastico diventa sempre più complesso e delicato. È in questo scenario che, venerdì 6 febbraio, abbiamo incontrato la dirigente del Liceo "Torquato Tasso" di Salerno, Ida Lenza, per riflettere sulle recenti riforme che stanno interessando il mondo dell’istruzione. All’inizio dell’anno scolastico 2025/2026, il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha introdotto alcune novità che hanno suscitato un ampio dibattito a livello nazionale. Tra queste, il divieto di utilizzare dispositivi elettronici durante le lezioni, se non per finalità strettamente didattiche. L’obiettivo dichiarato è rafforzare l’attenzione degli studenti e, di conseguenza, migliorare l’efficacia dell’apprendimento. La dirigente Lenza condivide pienamente questa scelta. A suo avviso, la scuola non è soltanto un luogo di trasmissione del sapere, ma soprattutto uno spazio di relazione, confronto e crescita affettiva. I telefoni cellulari, spesso percepiti come strumenti di distrazione, rischiano anche di favorire l’isolamento, indebolendo la dimensione comunitaria dell’esperienza scolastica.
Un altro punto centrale della riforma riguarda il voto di condotta, che assume un peso più significativo, quasi al pari delle discipline curricolari. L’intento è contribuire in modo sistematico alla formazione personale e civica degli studenti. Secondo la dirigente, l’educazione non può limitarsi all’acquisizione di contenuti: è necessario formare cittadini consapevoli, capaci di compiere scelte responsabili. Tuttavia, il solo voto di condotta non è sufficiente. Occorre una trasformazione culturale più profonda, che aiuti gli studenti a riconoscere il valore della scuola, della famiglia e della società nel loro percorso di crescita. Durante l’incontro si è parlato anche delle modifiche apportate all’esame di maturità. La nuova struttura prevede una riduzione delle materie oggetto della prova orale. Su questo punto, la dirigente ha espresso alcune perplessità: teme che la possibilità di concentrarsi solo su determinate discipline possa indurre gli studenti a trascurarne altre, alimentando una visione utilitaristica dello studio.
Al contrario, la scuola dovrebbe promuovere un apprendimento con finalità formative, non semplicemente strumentali. Nel corso dell’intervista, Ida Lenza ha inoltre spiegato le ragioni per cui scegliere il liceo classico. Le humanae litterae, attraverso lo studio del latino, del greco, della filosofia e della storia, offrono strumenti per affrontare la vita con maggiore flessibilità e sviluppare un solido pensiero critico. Proprio il pensiero critico, sottolinea la dirigente, rappresenta l’elemento distintivo di questo percorso. A sostegno della sua visione, ha citato la canzone "Another Brick in the Wall" dei Pink Floyd, richiamando l’immagine del "mattone nel muro". Ma quel mattone, secondo la sua interpretazione, non deve essere passivo: deve sapersi muovere, rompere i muri e contribuire al cambiamento. È proprio questa capacità critica che può fare la differenza.
Concludendo, la dirigente ha ripercorso i suoi tre anni alla guida dell’istituto, segnati da momenti positivi e da difficoltà. Ciò che la lega profondamente alla scuola sono gli studenti, i docenti e il personale ATA, che ogni giorno la sostengono nell’affrontare le responsabilità e le fatiche del suo incarico. In un tempo di trasformazioni rapide e talvolta disorientanti, la sfida del dirigente scolastico appare quindi chiara: guidare la scuola non solo nell’adattarsi al cambiamento, ma nel trasformarlo in un’occasione di crescita autentica per le nuove generazioni.
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